
CIPRESSA Frazione Lingueglietta – DA U TITTI – Via Dolmetta 2
– Tel 0183754519 – 3398877614
In uno dei paesini classificato tra I BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA, che merita una visita non frettolosa, s’è accasato da tempo RICCARDO, uno dei migliori cuochi innovativi di mia conoscenza e, in sala, la moglie CHIARA, preziosa patronne di questa casa arcinota ai gourmet. La loro Carta Cibi inizia con diversi impegni: utilizzare prodotti italiani (tranne che alcuni insostituibili esteri) e possibilmente di piccoli produttori locali, pasta e focacce prodotti in casa con farine ben identificate. In calce c’è anche l’invito ad attivare in modalità silenziosa i vostri cellulari.
La lista prevede sia la carta che tre menu. Alla CARTA (coperto 5 euro) il capitolo “PER INIZIARE” (€ 26) da tre possibilità, tra cui l’Acciuga con Fagiolo di Pigna, salsa Ciuppin, bottarga di muggine, prezzemolo. A seguire tre proposte di PASTE E RIPIENI (€ 28), tra cui i Cannolicchi, mole di erbe (aromatiche ), condimento agli agrumi, zuppetta di lumachine di mare. A seguire tre PIETANZE (€ 30), tra le quali la Ricciola, puntarelle, mandorla, prosciutto crudo, ketchup di olive. Infine tre DOLCI (€ 12) tra i quali l’Oliva candita, arancia rossa,mandorla, fondente. Ecco invece i MENU. – il TITTI IN GREEN (€ 65) di sei portate vegetariane – l’ADESSO TITTI (€ 68) di sei portate, con i piatti principali di pescato – l’OLTRE TITTI (€ 85) di 8 portate ben equilibrate tra piatti di carne e non.
Nel mio passaggio, ho scelto il MENU VEGETARIANO, ed ecco il risultato: 1) Benvenuto della cucina, una sorpresa piacevole, preceduta dal ricco cestino di pani e focacce di casa. 2) Pastrami di barbabietola: Teriyaki, maionese allo scalogno, patata americana: una portata che funziona per l’equilibrio tra dolcezza vegetale, umami (il famoso quinto gusto) della teriyaki (equilibrio tra dolcezza e salinità) e grassezza della maionese allo scalogno, con la patata americana che dà continuità di consistenza. – 3) Risi e Bisi, Pecorino e pere rielaborano un classico veneto: il Pecorino aggiunge sapidità mentre la pera alleggerisce con la sua fresca dolcezza. – 4) La Consistenza di cipolla e Comté valorizza il vegetale con sapore sostenuto dalla complessità lattica del formaggio francese a pasta consistente con arancia e albicocca, riprendente un abbinamento classico formaggio-frutta. 5) Il Dessert agli agrumi : ½ Limone yuzu, limone nero, mano di Buddha (agrume orientale senza polpa) con cioccolato, chiude degnamente, seguito dalla successiva piccola pasticceria. E’ un percorso vegetariano, originale, ma incredibilmente non azzardato, con piatti che stanno in carta per circa 2 mesi e poi vengono sostituiti! Sia singolarmente per ogni portata che nelle successioni di un pasto gli accostamenti filano in una progressione gustativa logica che cattura i “fini” di naso e di palato più esigenti.
Che resta da dire? L’ambiente ha particolari ricercati (e tovaglie) è accogliente, persino come temperatura (mica frequente, vero?). Il servizio premuroso e quasi amorevole. Il sommelier, che ha buona memoria, è preparato e governa una carta vini non infinita ma con assortimento esemplare e ricca di etichette non comuni, non sempre costose.
CONCLUDENDO: prenotate anche nei feriali, perché i “ritorni fedeli” sono molti, ancor di più nella bella stagione, sulla terrazza affacciata verso colline verdi, illuminata con gusto e mise en place candide ed eleganti, poltroncine con braccioli e perfino copertine stirate contro eventuali brezze serali. E’ una sosta di calma, charme e classe, ma anche sissignore, di convenienza. Fate il confronto con certi locali dove cuochi presuntuosi impongono menu fissi, orari rigidi e conti a tre cifre per cianfrugli esperienziali, che piuttosto chiamerei sperimentali, elaborati ad uso gastro-fighetti in vena di garrule ganzate. Qui non è così, anzi per fortuna è il contrario, perchè chef Riccardo è davvero bravo e nemmeno se la tira quanto potrebbe.







