
Un dossier intitolato “Grappoli Amari”, realizzato dal giornalista Luca Rondi, calcola che tra il 2023 e il 2024 nelle vigne delle Langhe il lavoro irregolare legato al caporalato possa valere circa 40 milioni di euro. L’indagine segnala un sistema diffuso di sfruttamento di braccianti stranieri, impiegati con compensi molto bassi nella raccolta delle uve destinate a vini di grande pregio come il Barolo, con milioni di ore di lavoro non dichiarato. Il consorzio dei produttori respinge però queste stime, mentre a livello istituzionale si discute di misure più severe, tra cui la possibilità di togliere la denominazione alle aziende che utilizzano manodopera in nero. La notizia è ripresa anche dalla rassegna stampa odierna de Il Golosario.





