
L’importatore Davide Romano sta avviando la distribuzione in Italia del Pineau des Charentes, categoria marginale in Italia ma importante in Francoa. Il prodotto, spesso definito una anomalia virtuosa del panorama alcolico, è ottenuto mediante la fermentazione del mosto d’uva che viene arrestata con l’aggiunta di Cognac AOC, secondo disciplinare, preservando così zuccheri naturali e parte della componente aromatica primaria.
Il risultato è un vin de liqueur dalla struttura intermedia, che sfugge a una classificazione rigida. Il Pineau non è assimilabile ai vini fortificati tradizionali per profilo organolettico, gradazione e tecniche produttive. Nel contesto francese ha attirato l’attenzione di sommelier e chef per la sua versatilità gastronomica. Equilibrio tra freschezza, dolcezza residua e tenore alcolico moderato, lo rendono perfetto l’impiego con formaggi stagionati, preparazioni agrodolci, oltre che in mixology, dove viene utilizzato per conferire complessità aromatica senza sovrastare gli altri ingredienti.
I migliori ristoranti italiani (lo assaggiai al Cavetto di Varazze una trentina di anni orsono), da decenni lo propongono in abbinamento ai dolci preparati con cioccolato al latte. Se mi è consentita una digressione, per quelli al cioccolato fondente ritengo siano ancora preferibili, per restare nei vini stranieri, i Pedro Jimenez (spagnoli – Montilla Moriles), o i Banyuls dei Pirenei o semplicemente il Mas Amiel del Roussillon … .







