La recensione. A Bordighera Ristorante La Cicala

LA CICALA – Bordighera – Via Lunga 16 – Tel.0184261815 – www.lacicalabordighera.it

E’ facile la sosta libera sull’ampio parcheggione posto alla fine dello svincolo che dall’ autostrada porta a Bordighera Alta. Pochi passi ed ecco il centro storico di Bordighera, che di suo merita la visita, il quale da anni pullula di localini da buona vita invitanti e scevri da eccessivi formalismi. 

Questo ristorante è da anni uno dei migliori. Patronne CRISTINA VOLCAN, (vulcanica appunto) una la fa e un’altra la pensa per realizzarla subito dopo. Quest’anno s’è inventata pure i festeggiamenti per il carnevale, che pare siano stati riuscitissimi ed apprezzati anche da persone di passaggio. 

Il locale ha AMBIENTE. Un bel dehor estivo in piazzetta con qualche scorcio di vista  e all’interno è minuscolo ed intimo. Non mancano quadri moderni alle pareti immacolate, illuminazione moderna e acconcia, tovaglioli di stoffa, una moderna lucerna a batteria ad ogni tavolo, i secchielli per i vini bianchi e quant’altro d’uso e comodo in un ristorante alla mano, ma di tono e confortevole.

A tavola il minimo comun denominatore di sempre è la serietà della cucina dell’intransigente chef-patron GIOVANNI MOLINARI. Nell’ambito dei cambiamenti periodici, rimpiango ancora le loro famose trecce di pane che erano una irresistibile tentazione per chi non era a dieta, ma oggi ci sono le panissette fritte, sotto forma di gustosi e perfetti bastoncini, cui segue il cestino di buon pane.

Gli ANTIPASTI (€ 14-32) sono sette, tra i quali  il Carciofino alla giudia, sformato di gambo di carciofo, salsa al Castelmagno, crema di caprino e olive candite; oppure le acciughe dorate servite con osmosi di pomodoro. I PRIMI (€ 17-23) sono cinque, tra i quali i Ravioli di ortica e cime di rapa selvatiche, conditi con sughetto di pomodori ciliegini e fiocchi di burrata affumicata; oppure i Paccheri con ragu di polpo “ubriaco”. I SECONDI (€ 23-42) sono cinque, tra i quali gli scampi locali alla griglia ben trattati e presentati, oppure il Galletto nostrano in tre cotture: petto all’acero, coscia al vino rosso, aletta fritta. I DOLCI (€ 6-9) sono quattro, tra i quali lo Zabaione fatto in casa; oppure il Dolce di amarena fava Tonca con pan di spagna alla mandorla.

La CARTA VINI è ben fornita ed ha selezione da intenditori; molti prezzi, caso raro, non sono cambiati rispetto al mio ultimo passaggio di un anno fa; ad esempio 26 euro per il Pinot Bianco DE VITE di Hofstatter, un vino nato per “avvicinare” i giovani al mondo di Bacco, ma che ha avuto molto successo soprattutto presso il gentil sesso. 

Il SERVIZIO è pronto, comunicativo, premuroso, attento ai vostri desiderata e preferenze e le risposte non sono soltanto di maniera: vi “stanno a sentire” non per finta e si fanno carico delle vostre osservazioni. Caso ormai raro nella ristorazione moderna, la quale sempre più frequentemente usa formule di risposta addirittura codificate da scuole di marketing che “girano” anche sul web, posponendo e differendo soluzioni col menare il can per l’aia sino ad arrivare al conto liberatorio di ogni questione. Beh, qui proprio non succede. 

CONCLUDENDO: Il locale è comodo e confortevole, il servizio è perfetto, la cucina ed i prezzi sono giusti, la carta vini è invitante: annotiamo il loro numero in agenda ma, attenzione, essendo la clientela fedele e numerosa, è prudente prenotare sempre!