
IMPERIA PORTO MAURIZIO
Osteria DIDU’
Via Cascione 70
Tel. 0183 273 636
Con il vantaggio non trascurabile di un pubblico parcheggio coperto a circa 200 metri, questo indirizzo si colloca di fronte allo storico Teatro Cavour, in una zona di centro oggi piuttosto quieta dopo la pedonalizzazione. Il loro dehor da belle stagioni, discreto ma presente, sembra ravvivare la ineffabile dormienza di via Cascione, quasi con bonaria acquiescenza. All’interno del locale la “musica” è piacevolmente diversa: la sala è ampia, tirata a nuovo con cura e buon gusto ed anche ben illuminata; i soffitti alti e curvi regalano respiro, anche se il lieve riverbero sonoro fa si che, quando la sala si riempie, la convivialità si sente, come del resto in tutti i locali con soffitto a volta.
Ai tavoli, più raccolti che distanziati (quindi meglio non portarsi dietro “bagagli”), con giubbotti appesi alle sedie, tovagliette di carta ma rassicuranti tovaglioli in stoffa, bicchieri a stelo per il vino, posate inox e una bottiglia di Olio EVO di buon frantoio. Il pane arriva nel cestino: scelta saggia, così si evita l’effetto “lotta col filone” ed è stato affettato da pochi minuti (caso raro), quindi ancora con mollica morbidissima.
Sulla LAVAGNETTA DEL GIORNO, scritta in gesso: insalata di carciofi (€ 7), fresca, schietta, senza trucchi: il carciofo è protagonista e non fa rimpiangere altro. Trofie con asparagi calamari e zafferano (€ 18) che prevede accordo tra mare e terra. Ombrina ai ferri (€ 21), oppure Barracuda in umido (€ 21); Trippa e fagioli (€ 12), per raccordare stomaco e … memoria di antichi desinari a deschi familiari.
La CARTA CIBI è stampata ed elenca (coperto € 2): sette ANTIPASTI (€ 8-17), tra i quali l’insalata catalana di gamberi — fresca, equilibrata, con ingredienti che “si parlano” senza sovrapporsi — oppure le Ostriche Gillardeau (cad 6), iodate e carnose, perfette per iniziare con un certo tono. Quattro PRIMI (€ 13-18), tra i quali le Trofie al pesto con patate e fagiolini, esecuzione ortodossa, profumo di basilico ben centrato, con Grana appena grattato perché serve rispetto per la tradizione e si fa bene così. Sei i SECONDI (€ 14-25), tra cui i Gamberi Rossi di Oneglia, dolci, polposi, serviti senza fronzoli, che riempiono il piatto e sono deveinati perfettamente (mica sempre altrove); oppure il Pescato del giorno ai ferri, trattato con rispetto: due piatti entrambi accompagnati da verdure stagionali ben preparate. Otto i DOLCI (€ 5-7), tra cui la Torta al cioccolato, morbida e con struttura non troppo imbibita, oppure la promettente Stroscia con gelato alla crema e Marsala. La materia prima è affidabile, la cucina è sicura e senza tentennamenti, per cui da questo locale non si esce con il dubbio di aver solo “assaggiato”; la linea è quella della tradizione ligure, proposta con coerenza e senza inutili esercizi di risparmio sulle quantità. Per tre portate più dessert si spende dai 42 ai 70 euro.
La CARTA DEI VINI si sviluppa su cinque pagine e propone molte etichette, anche ricercate e straniere, a prezzi regolari. Apprezzabile la presenza della gradazione alcoolica per ciascun vino, utile per scegliere con la testa… o per decidere quanto lasciarla andare. Disponibili anche vini al bicchiere. A proposito di OSTERIA, qui il termine non è decorativo: è sostanza. Ambiente semplice, accoglienza diretta, SERVIZIO cordiale e concreto, forse appena un filo schivo — il classico stile “pochi fronzoli, molta sostanza”: si mangia, si sta bene e nessuno sente il bisogno di raccontarvela troppo. CONCLUDENDO: è un locale pratico e ben posizionato, con cucina solida e prezzi “centrati”. La clientela affezionata è numerosa, segno che qui si torna volentieri, quindi meglio prenotare per tempo.







