Rassegna Stampa e Web, dritte transfrontaliere e Zibaldone vario per Bucche Sernue

A Imperia, dal 1892, il ristorante BRACCIOFORTE

cof

IMPERIA — CHEZ BRACCIOFORTE
Calata Cuneo 33 — Tel. 0183 294 752
www.chezbraccioforte.com

AMBIENTE: Fondato nel 1892 e tramandato da generazioni dalla stessa famiglia, Chez Braccioforte porta splendidamente i suoi anni. Insegna storica conservata all’interno, pulizia dal nitore impeccabile, tovaglie bianche immacolate, mise en place eleganti, tavoli distanziati e comode sedute compongono un ambiente classico ma senza nessuna ostentazione. Ci sono persino il guardaroba e un dehors affacciato sulla calata del porto dei pescherecci, ormai frequentata anche da yacht arcimegasuperlusso, belli da vedere, magari sognando…

L’ATMOSFERA: Le due sale offrono tranquillità e discrezione, lontane dalle mode passeggere e dalle tavolate festevoleggianti. Si conversa senza essere obbligati ad ascoltare i vicini, mentre l’insegna d’epoca ricorda una storia familiare che non ha bisogno di reclame nostalgiche. Qui la tradizione non è una posa: è una consuetudine ben conservata.

LA CUCINA: La carta è chiara, senza enigmi lessicali né filosofismi da ascoltare attribuiti ai piatti. Le proposte del giorno seguono il pescato disponibile all’asta di Oneglia e nelle pescherie confinanti. Protagonisti sono il pesce locale e l’“Oro Taggiasco”, in una cucina classica, concreta e attenta alla materia prima.

CARTA CIBI: Coperto 4 euro. Quattro ANTIPASTI (20-26 euro), fra cui il profluvio di sontuosi crostacei al vapore con verdure di stagione e salsa al Brandy: cottura delicata, da calibrare per preservare succosità e consistenza, con la salsa chiamata a completare senza coprire la leggera dolcezza naturale dei crostacei. Cinque PRIMI (20-24 euro), fra cui il risotto alla marinara dell’Antica Osteria della Marina: fondamentali la corretta mantecatura, la leggera cremosità senza pesantezza e l’equilibrio fra i diversi sapori marini. Nove SECONDI (25-40 euro), dei quali ben sette di pesce, con pescato in crosta di patate, al sale o al cartoccio. Tre tecniche diverse, accomunate dalla ricerca di succosità: la crosta deve proteggere senza asciugare, il sale cuocere senza salare, cartoccio trattenere aromi e umidità. Otto DOLCI (9-10 euro), fra cui il bavarese di cachi di stagione con granelle di nocciole tostate: interessante l’incontro fra morbidezza della crema, dolcezza fruttata e nota tostata e croccante della frutta secca.

CARTA DEI VINI: Circa cento etichette italiane e straniere, con prezzi corretti e selezione equilibrata. Fra i bianchi risegnalo il fruttato De Vite di Hofstätter (25 euro), apprezzato dai giovani e, a quanto pare, anche dai senior. In alcuni secchielli il ghiaccio ha ceduto il posto  alla glacette, ma quelli con il ghiaccio trovano ancora estimatori.

SERVIZIO: Riccardo e la moglie Alessia, affiancati dallo storico ma giovane Sokol, che è anche sommelier affidabile, governano la sala con cordialità, precisione e discrezione. Una squadra affiatata, capace di far girare bene il locale senza trasformare il servizio in tiritere rappresentative.

CONCLUDENDO: Chez Braccioforte resta un riferimento solido della ristorazione imperiese. Non cerca di stupire con ghirigori culinari in porzioni lillipuziane: preferisce la buona materia prima, le ricette classiche e un’accoglienza professionale e generosa. Il menu a prezzo fisso è scomparso, come un po’ ovunque, ma non pare lasciare rimpianti. Qui si ritrova il piacere del ristorante serio, elegante e senza pedissequi formalismi di maniera con una formula antica, ma non antiquata. Di questi tempi, in una ristorazione svolta altrove da troppi “sceffi obladà” che si pavoneggiano per percorsi esperienziali dalle conclusioni incerte ma sempre con conti ineffabilmente forgiati con ardore. Da Braccioforte non succede e la moderazione d’insieme è un pregio, non da poco! Bravi i “Braccio”, da 134 anni!  

Condividi