
Santo Stefano al Mare – Pizzeria VALDISOGNO – nel porto di Aregai – 0184 480082
Vi sono pizzerie ove ci si reca perché lo stomaco reclama e poi c’è la “Valdisogno”, dove si approda e si ritorna perché s’è rinvenuto un bel sito ameno come quello dell’oasi placida, del porto turistico di Santo Stefano al Mare. Il nomen omen già dispone l’animo a soavi presagi. “Val di Sogno”. E invero, fra cotanta amenità dei dintorni, luci che esaltano il nitore dell’insieme e mise en place degne di un convivio ben ordinato, il sogno prende forma.
Ambiente: Due sale interne curate, con tovaglie e tovaglioli in stoffa, stoffa vera, signori, non quella carta d’uso un po’ ovunque, ribelle e impalpabile, che al primo tocco si … volatilizza in dolce fusione tra dita e labbra. All’esterno, un dehor ampio, cinto da aiuole e siepi, irradiato da luce calda che scongiura l’effetto “P airport”. E soprattutto: si conversa. Non si duella a colpi di decibel. Persino nelle serate estive, quando il venerdì un valente duetto allieta con ottima musica dal vivo, il volume resta human-friendly: potete narrare un aneddoto senza ricorrere alla gestualità esasperata del cinema muto.
Servizio: Serietà senza spocchia, cortesia ma senza affettazione, bandita come è giusto sia in pizzeria. Professionale, solerte, affabile, il personale è rapido e accorto e, cosa rara, stabile nel tempo. Sorridono, anche quando la sala è completa e le pizze sfrecciano come delle monoposto in pole position. Conoscono gli habitué, rammentano gusti e consuetudini. Se ordinate sempre la medesima pizza, v’è il rischio che ve la propongano subito dopo il vostro “Buonasera” e lo fanno con garbo, vi fanno sentire ospiti, non teste di avventori da smaltire in fretta.
La carta pizze: 549 possibilità: sì, avete letto bene: 549 pizze. Non è un menu, è un “catasto nazionale” dell’impasto, un atlante gastronomico nell’infinito loro mondo delle pizze. Non partecipano a concorsi e nemmeno a gare e festival e non inalberano insegne da “miglior pizzaiolo universale” come avviene ogni 10 chilometri su questa costa. Ma fanno esplorazione ed evoluzione sistematica. Ad oggi, si parte dalla Marinara (5 euro, monumento alla semplicità) e si scala verso proposte sempre più articolate. Con precisazioni meticolose: aggiunta ingrediente 2 euro; senza glutine 3 euro; …Indecisione sulle scelte:… compresa nel prezzo…
I nomi sono uno spettacolo a parte, tutti in rigoroso ordine alfabetico e, tra questi, Abatantuomo, Boscaiola, Checco Zalone, De Sica, Ezio Jachetti, Ferrari, Gran Torino, Harrison Ford, John Travolta, Leonardo da Vinci, Montecarlo, Norma, Ospedaletti, Pippo Baudo, Quattro Stagioni Trentina, Raoul Bova, Sanremo bella, Tartufo (in 7 versioni, perché una sola sarebbe stata troppo timida), Ugo Tognazzi, Vigili del Fuoco, Würstel, Zappatore. E poi, oh diletti commensali, il coup de théâtre: la Pizza del Fortunato e, di converso, la Pizza dello Sfigato; ingredienti a sorpresa scelti dal pizzaiolo. È l’istante in cui realizzate che ispirare simpatia non è soltanto virtù sociale, ma autentico asset gastronomico. Qui si gioca con leggera eleganza: trust the chef e lasciatevi stupire.
Carta bevande: Quarantacinque vini selezionati personalmente da patron ANDREA, ché qualcuno doveva pur immolarsi in reiterati assaggi per la causa (auguratevi di avere i suoi stessi gusti). Su esortazione di clienti più esigenti si sono dotati anche di Spumanti Classici e Champagne. Si parte da 20 euro, con mezze bottiglie per chi proclama “solo un calice” e poi cede con nonchalance verso bottiglie da 0,375 ma anche 0,250. In alternativa, una trentina di birre e varie tentazioni liquide secondo gli usi e costumi degli attuali “tempi”): mood frizzante, vibe conviviale.
Non solo pizza: quando credete d’aver compreso l’intero spartito, scoprite che il Val di Sogno è anche ristorante in senso completo, con antipasti, primi, secondi e dessert. Il forno per le pizze non è figlio unico, ma è soltanto il primo acchito brillante di una carta dai numerosi titoli che è anche ben assortita. Fine dining ? Certo Fine feeling! Ne riparleremo …In sintesi: andate per una pizza e vi trattenete per la serata intera, quasi rapiti da una dolce consuetudine. Perché qui l’impasto lievita con perizia, ma ancor più lievita l’umore, upgrade emotivo incluso. E quando uscite, verso l’adiacente sterminato parcheggio (gratuito), contemplando le palme e le barche nel porto, vi sovviene un pensiero semplice eppur provvidenziale: forse i sogni, talvolta, si possono anche trovare in una buona pizza in un ambiente fuori del coro.







