Rassegna Stampa e Web, dritte transfrontaliere e Zibaldone vario per Bucche Sernue

OLIO EVO: dalla Tunisia alla Spagna e poi dalla Spagna all’Italia. Servirebbe maggior trasparenza sulle etichette

. Il quotidiano Italia Oggi e Paolo Massobrio segnalano le difficoltà già pesanti che gravano sul comparto olivicolo europeo, difficoltà che in Italia rischiano di ampliarsi a seguito di un’operazione finanziaria che coinvolge Spagna e Tunisia. L’origine del caso è la fuga di Adel Ben Romdhane, ex dirigente della Bolivia Med Company, principale realtà tunisina nell’export di olio d’oliva. La scarsa trasparenza delle vicende, con il coinvolgimento di istituti di credito spagnoli e tunisini, ha favorito l’arrivo sul mercato comunitario di olio nordafricano a prezzi estremamente bassi. Secondo diversi osservatori, imprese spagnole starebbero acquistando grandi quantità di questo prodotto a costo ridotto per riversarlo in Europa, creando una pressione competitiva capace di mettere in crisi aziende italiane e migliaia di occupati, visto che l’Italia è il principale acquirente del settore. La magistratura nazionale ha aperto un’inchiesta con ipotesi di frode e autoriciclaggio. Parallelamente emerge un altro nodo, quello della comunicazione sull’extravergine: Unifol sottolinea come sia scarsa, poco incisiva e lontana dai bisogni reali del pubblico. Molti consumatori, infatti, dichiarano di conoscere poco l’olio e di sceglierlo quasi d’istinto, anche per la poca leggibilità delle etichette. Da qui una forte richiesta di messaggi semplici, chiari e concreti, che consentano decisioni d’acquisto più consapevoli.

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