
PETRICORE LINGUEGLIETTA
Cipressa, frazione Lingueglietta (IM)
Piazza Dottor Raineri 1 – Tel. 0183 98096
Aperto la sera 19–22 – chiuso il lunedì.
L’AMBIENTE: è un locale appena inaugurato, essenziale e moderno, con otto-nove tavoli da due, polivalenti in quanto affiancabili all’occorrenza. Le careghe (sedie chiavarine in legno), l’assenza di tovaglie e tovaglioli in stoffa, niente quadri né tende e i pochi elementi decorativi sottolineano la semplicità dell’ambiente, almeno alla data del mio passaggio, che coincideva con il secondo giorno dall’apertura. Insomma, qui non si è perso tempo a far sembrare vecchio ciò che è appena nato. Piacevole la musica strumentale, in vago e discreto sottofondo, purché la clientela contribuisca con una certa moderazione vocale: anche perché, con pochi tavoli, non occorre alzare il volume per farsi … conoscere dal vicino.
In cucina c’è patron Riccardo Merli, cuoco bravo e, per ora, ancora piuttosto schivo, nonostante che arrivi da un’importante esperienza in due locali lombardi: per anni a Cornaredo (MI) nel team del D’O e poi all’OLMO (una stella sulla guida Michelin Italia e Corona Radiosa sulla guida nazionale Golosario Ristoranti). Riconoscimenti importanti, dunque, dietro i quali c’è un’esperienza che si ritrova nella sicurezza tecnica e nella misura dei piatti, qui diversi, proposti in una versione alla mano. La cucina è decisamente il punto forte. Le porzioni sono equilibrate, le cotture ben calibrate e gli abbinamenti convincono per semplicità e armonia. Il pane, di produzione propria, non è banale, buono e a fette morbide, anche se curiosamente arriva soltanto al servizio del secondo piatto: una scelta originale, che potrebbe far pensare a un piccolo esperimento di “alta cucina dell’attesa”. Il sottotitolo del locale, “cucina tradizionale proposta con uno sguardo nuovo”, come scritto in carta, mi pare una descrizione impegnativa e centrata.
ECCO L’INTERA LISTA CIBI. La sera del mio passaggio, la proposta era presentata in una cornice portafoto, una per ogni tavolo. Antipasti (€ 13): Pappa al pomodoro, uovo cremoso e pesto di rucola – Riso, patate e cozze – Torta marinata e salsa di acciughe. Primi (€ 16–18): – Testaroli lunigiani al grano arso, pesto, patate e cornetti – Carnaroli, funghi freschi di stagione e zafferano – Lagane all’uovo, ragù di mare e friggitelli – Secondi (€ 16–23): Zucchina ripiena, gratinata e riduzione di verdure – Filetto di ombrina boccadoro arrostita, crema di patate, foglie di cappero e olive – Coniglio disossato e ripieno alla “Marengo” – Dessert (€ 6): annunciati a voce, tra i quali cito la Mezza pesca ripiena e il Babà classico. La carta termina indicando: acqua € 2,50 – caffè € 2 – coperto € 2. Non ci sono menu e, vista la brevità della lista, probabilmente non ne sentirete una gran mancanza.
CARTA VINI: Circa cinquanta etichette, con selezione ben eseguita e prezzi calmi. Curiose ma praticissime le pagine dei rossi stampate su fondo rosso: una scelta che, oltre a essere pratica …consente scelte visive immediate. Per ogni vino c’è un corredo di due o tre righe preziose che ne indicano le caratteristiche. Ho assaggiato un buon Asolo Prosecco Superiore DOCG Tenuta Costeselle (€ 24), che mi sono servito dalla pratica glacette.
IN SALA: Riccardo ha affidato la sala alla la sua dolce “metà”, presto prossima mamma, la quale, nel frattempo, assicura un SERVIZIO rapido, disponibile, curato e di sorridente dolcezza. Una presenza che contribuisce non poco all’atmosfera del locale: il sorriso, ovunque, ma soprattutto in Liguria, è una dotazione di sala che vale un Perù.
CONCLUDENDO: Petricore propone una cucina solo apparentemente semplice, in grazia delle capacità del cuoco, che ne assicura l’equilibrio e la preparazione a puntino. Riccardo Merli dimostra di avere mano, tecnica e misura. I riconoscimenti precedenti non sono quindi soltanto un dato del curriculum, ma trovano riscontro nei piatti, costruiti con attenzione. Il locale ha davanti a sé tutte le chance e il tempo per farsi ben conoscere. La base è già collaudata e sarà interessante seguire se questa cucina, nata da una solida esperienza professionale non occasionale, vorrà dialogare in crescendo verso il territorio nel quale ha scelto di insediarsi. La componente propriamente ligure è ora un po’ timida; è un’osservazione e non è una critica; sarà interessante vedere, con il tempo, se il territorio della Liguria entrerà sempre più nei suoi piatti, sempreché lo chef decida e voglia giocarsi questa nuova carta.







