
credito foto: edit Bonazing
SANREMO
THE RUF TOP dell’EUROPA PALACE – Corso Imperatrice 27
Tel. 0184 715000 – www.europapalacesanremo.com
Preannunciato da febbraio in questa rubrica, ecco il The Ruf Top (si chiama proprio così) il roof appena inaugurato: un gioiello che si impone con un’estetica contemporanea e minimale: cristalli, linee nette, toni neutri e volumi essenziali, uno spazio che sa di vera “belle vie” del quale, proprio quando si pensa di averne colto lo spirito, scatta la sorpresa: due ulivi secolari, un po’ intrusi, ma anche poetici, installati sulla predetta spettacolare terrazza/solarium. Da qui lo sguardo si allarga sul ponente verso la celebre Passeggiata Imperatrice, che da questa prospettiva pare solo un dettaglio incastonato in un più vasto insieme panoramico con tramonti senza confine. Mentre a nord l’onnipresente Casinò, infiammato dai riflettori, è lì a un passo, a portata di mano come se volesse farsi toccare, ammiccante e tentatore.
In cucina lo chef è Alessandro Schiavon, imperiese, con le idee molto chiare. La sua carta racconta il mare ma lasciando spazio anche alla cucina terragna, alla memoria ed alla sorpresa.
Cruditè da applausi (7 proposte, da € 28 a € 70), tra cui un Gran Crudo di Mare che è una dichiarazione d’intenti ed una prima dimostrazione, comprendente ostriche, scampi, gamberi, capesante, carpacci e tartare in un crescendo di qualità. Tra gli antipasti (€ 27-30) spiccano l’ Insalata di polpo con spuma di patate e polvere di Taggiasche e il Gambero al vapore con gazpacho di pomodoro cuordibue. I primi piatti (€ 28-40) giocano tra Liguria e Langhe, con influenze “mediterraneizzate” intelligentemente: il Risotto con Robiola di Roccaverano, gambero rosso e tartufo estivo è un piccolo manifesto di abbinamento contemporaneo. Non da meno però i Ravioli del Plin, fondo bruno con salsa di noci montata e granella di nocciole. Tradizione? Sì e senza altri “trallallà” .Tra i secondi (€ 28-35), l’Anatra al Marsala con millefoglie di patate e salsa Bernese è una coccola invitante e raffinata; scelta azzeccata anche per il Pescato del giorno all’Armoricaine (salsa francese da noi comunemente chiamata “americana”) è una scelta da intenditori. I dolci(€ 10 – €12) chiudono il cerchio con tre proposte, tra le quali spicca il Cremoso alla nocciola con gelato, pesche marinate e amaretti: un dessert che sa di ricordi; oppure i sorbetti artigianali, perfetti per concludere con leggerezza e magari dare il là ad un caffè o a un distillato finale da centellinarsi a fine serata.
Il servizioè un altro dei punti forti del Roof. La brigata si muove in punta di piedi, con una presenza discreta e precisa. I cinque bravissimi che si sono avvicendati in sala hanno mostrato grazia e attenzione senza mai strafare. Il risultato? Un’atmosfera ospitale, rigorosa ma sorridente ed affabile, combinazione assai rara di questi tempi. A guidare l’insieme, in grazia e tempi giusti e perfetti, il dinamico Danilo Lanteri, direttore Food & Beverage dell’albergo, è onnipresente con occhio lungo e savoir faire. Nulla è lasciato al caso e tutto pare naturale, anche il farvi sentire dei principini.
La carta dei vini (undici pagine, oltre 100 etichette) è coerente con la filosofia della cucina: qualità senza ostentazioni, prezzi corretti (da € 22 a € 720, ma tantissime ottime bottiglie sotto i 50 euro) e un mix ben pensato di classici e chicche. Ottima la selezione di bianchi (una sessantina), rossi (quaranta) e bollicine (40 tra italiane e francesi), tra le quali spicca l’unico Spumante Classico ligure in carta, il buon Cuvée Lunae Brut di Lunae Bosoni, da uve Albarola e Vermentino (premiato persino da Wine Spectator). Con la guida esperta della Restaurant Manager e Sommelier Federica Romani, anche il wine lover meno esperto può avventurarsi in esplorazioni audaci senza remore o incertezze.
Concludendo: qui ogni dettaglio è pensato, ma nulla è rigido. La cucina ha radici forti e sguardo ampio, la location emoziona, il servizio conquista. Il Roof “parla” un linguaggio universale, senza dimenticare le proprie origini nel turismo rivierasco, con il G.H. storico nato nel 1874, quando era appena giunta a Sanremo la ferrovia, che portò in Riviera celebrità e teste coronate. Oggi questo Roof ne è degno “discendente” ed è ancora qui … anche per noi. Approfittiamone nella bella stagione, prima che apra anche un già preannunciato terzo “ristorante gourmet” del quale, come sempre, darò notizia appena aprirà.
credito foto: edit Bonazing







