
vista panoramica dal ristorante Ristorante Locanda SAN GIORGIO – Via A. Volta 19 – Tel. 0183 400175
A Cervo, quando la cima del borgo si apre improvvisamente sul mondo, ecco la Locanda San Giorgio, uno degli indirizzi storici della buona tavola del Ponente. Qui il panorama è di quelli che rischiano di rubare qualche applauso alla cucina. Dall’ampia terrazza lo sguardo corre sino a Diano Marina e a Capo Berta. Ma la postazione più intrigante è quella del minuscolo balcone con ringhiera: appena tre – quattro tavolini per due, perfetti per una cena romantica. Al tramonto il sole scivola dal mare verso l’entroterra e tiene in controluce il Pizzo d’ Evigno, che sfiora i mille metri s.l.m. Una cartolina d’altri tempi che conquista anche gli animi più prosaici. Tre le sale interne, tutte raccolte e signorili: quadri d’autore, tessuti scelti, argenteria lucida, tavoli vestiti di Fiandra: qui il buon gusto non fa pubblicità a se stesso, semplicemente c’è, e seriamente.
A governare la cucina e la casa è da sempre CATERINA LANTERI CRAVET, chef e patronne dalla lunga esperienza. La carta è tutt’altro che risicata (otre 20 proposte) e i caratteri, oggi purtroppo parecchio minuti, sembrano quasi voler scoraggiare gli indecisi. Ma, per chi vuole adagiarsi su una proposta rassicurante c’è un interessante MENU DEGUSTAZIONE (€ 70), che elenca: 1) Entratina: un piccolo benvenuto per mettere in moto appetito e curiosità. 2) Carpaccio di mare, insalatina, perle di soia, composta piccante di clementine e senape forte: mare, agrume, piccante e una nota pungente: apertura vivace, tutt’altro che timida. 3) Calamari e cozze al vapore, sedano, capperi disidratati, emulsione di olio, limone e pepe: il mare in versione pulita, con il limone a dare slancio e i capperi a fare da contrappunto. 4) Gnocchi in crema di pomodoro, timo, maggiorana e basilico, Reggiano, tartare di gamberetti crudi e caviale di limone: qui la cucina alza il volume: morbidezza, profumo e contrasto fra il caldo dello gnocco e la freschezza del gambero. 5) Scaloppa di pescato al sale, schiacciata di patate, verdure naturali e salsa di acciuga: il pesce resta protagonista, con patate e acciuga a costruirgli intorno un accompagnamento saporito e pertinente . 6) Dolce finale, per un sipario che cala in dolcezza, come deve essere.
A occuparsi del VINO è ALESSANDRO, figlio di Caterina. La carta, una trentina di pagine, parte da una serie di proposte intorno ai 30 euro e poi sale verso Champagne e bottiglie di maggior blasone, ovviamente a prezzi adeguati. Una cantina per tutti ed anche per pochi, costruita con passione sia per gli uni che per gli altri..
Alessandro dirige anche il SERVIZIO con eleganza ma senza ingessarlo: jeans, giacca scura e modi “ligur-man” contemporaneo. Intorno a lui una squadra attenta e professionale, gentile senza nessuna invadenza. E soprattutto niente “tiritere” recitate al tavolo: il cliente viene servito, non interrogato né sottoposto a una lezione sulla portata.
Da citare anche le comodità che completano l’offerta: parcheggio privato, raggiungibile con pochi minuti di “podismo”; due camere intime e romantiche, con ingresso a venti passi e gli spazi “fratelli”, la cantina/bottega Sangiorgino e la Osteria in piazzetta dove si cambia completamente registro: ambiente più giovane e informale, conto più leggero.
CONCLUDENDO: è un indirizzo nel quale ogni elemento trova la propria misura: il panorama, gli ambienti, la tavola, la cucina, la cantina e il servizio. Niente esibizionismi, nessun fuoco d’artificio: soltanto il piacere, ormai non così frequente, di trovare le cose fatte bene. È questa, forse, la cifra più autentica del San Giorgio: un’ospitalità elegante ma non paludata, una cucina che non ha bisogno di proclami e un servizio capace di accompagnare senza mai prendere il sopravvento. E vi pare poco?







