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I nomi dei primi 50 TOP PIZZA 2018

pizza margheritaLa Migliore Pizzeria D’Italia E Del Mondo  del 2018
‘Pepe in Grani’ di Franco Pepe a Caiazzo (CE). Seguono ‘I Masanielli’ di Francesco Martucci (Caserta) e ‘50 Kalò di Ciro Salvo’ (Napoli).  Ecco comunque l’elenco delle pizzerie presenti dal 1^ al 50^ posto di 50 Top Pizza:
1 Pepe In Grani – Caiazzo (CE) – Campania
2 I Masanielli – Francesco Martucci – Caserta – Campania Continua a leggere

U TITTI di Lingueglietta il vincitore nella trasmissione di Alessandro Borghese ?!

si 1E’ inutile cercare conferme presso gli interessati ma, secondo le onde corte della riservatissima RadioMarmitte che solitamente è affidabile, parrebbe proprio che siano loro i vincitori … Non mi è pervenuta la  posizione in classifica degli altri tre partecipanti. Le previsioni potrebbero essere facili ma… in questi casi la prudenza è d’obbligo.

Les Grandes Tables du Monde premiano GIORGIO PINCHIORRI

“Les Grandes Tables du Monde” consegnano i loro Diplomi di Eccellenza a Marrakech, al loro 64° Congresso. Tra i primi nomi che si conoscono, nelle categorie Restaurateur, Pâtissier de restaurant, Directeur de salle et Sommelier, c’è anche un italiano:: Giorgio Pinchiorri che da oltre 50 anni di lavoro, conduce ancora una delle più belle e fornite cantine del mondo. Sino a questo momento non ci sono altri italiani.

Food. Se la Michelin non è più la stella polare …

Guide 2016 tutte copertine“Le app di food delivery diventano sempre più numerose e, per alcuni, mettono in pericolo la cultura culinaria …” Comincia così un articolo di Marco Michieli comparso sul sito Ytali1. Lo segnalo qui perché mi pare apra interessanti spunti di riflessione sulla credibilità/utilità delle Guide in genere e dei siti web che si occupano di ristoranti. Il sito è il seguente: https://ytali.com/2018/10/06/la-guerra-del-fooddelivery/

Un altro chef stellato Michelin rinunciato alla famosa stella…

01 chefQualche anno fa, una ristoratrice tristellata,  mentre era alla presentazione della Guida de L’Espresso, mi disse che i fondo a Lei non importava un gran ché delle Guide: chissà, forse i clienti a 300 euro pro-capite glieli mandano i benzinai ?  Anni fa invece uno chef si suicidò dopo aver perduto una stella della Guida Michelin. Ma è anche vero che nel tempo, alla famosa stella Michelin hanno rinunciato in molti:  Marco Pierre White, The Checkers,  Stephane Borie, Sarah Francis, Kathryn Francis,  Gualtiero Marchesi  (nel 2008) , Olivier Roellinger, Alain Senderens,  Sébastien Bras,  Karen Keygnaert,  Andrè Chiang.  Dalle nostre parti Dominique Le Stanc, anni addietro lasciò gli stellati fornelli del Negresco di Nizza per aprire un modestissimo bistrot che ancora oggi conduce nel Vieux Nice:  Le Merenda, che è sempre al completo e si permette di chiudere il sabato, la domenica e le altre festività  nonché  quattro  distinte settimane nel corso dell’anno… Anche un cuoco del Ponente Ligure un giorno mi confidò di non sopportare più lo stress delle Guide…

Non basterebbe che ognuno facesse il proprio lavoro al meglio? Rispettando la propria etica professionale? Senza interdipendenze e invasioni di campi altrui ?  No, il mondo dei ristoratori e delle Guide purtroppo non va sempre così. Da una decina d’anni sono sempre più frequenti i figùri che si presentano tronfi e paciosi quali venditori di complimenti via web, video, pubblicazioni, etc… . La loro attrezzatura cine-foto professionale, prelude ad una ovvia ospitalità, anche per più commensali. Ovvero scroccano una cena, per poi giudicarla.  Ma vivaddio sono sempre più numerosi i ristoratori che fanno pagare tali ”faccerotte”…  La serietà, senza compromessi, ripaga sempre: il tempo è galantuomo; il resto è miseria.