Archivi categoria: Il lavoro nella ristorazione

Filosofia del Cibo e del Vino organizzato dalla Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano

(Un filosofo in cucina)

Per secoli i grandi filosofi hanno relegato la cucina ad un’attività stupida e minore. Ben venga la filosofia a tavola, magari per portare nuove idee ed energie in un mondo a volte troppo statico, seppure in fermento

Finalmente una bella notizia: sono arrivati i primi laureati nel corso di Filosofia del Cibo e del Vino organizzato dalla Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano;… Il seguito potrete leggerlo nel Web su ITALIA A TAVOLA…  Il link è il seguente: http://www.italiaatavola.net/articolo.aspx?id=53868

Come diventare pizzaioli provetti…

pizza margherita

 

 

Ecco i nomi di alcune tra le scuole di pizza più conosciute in Italia:

  • Università della Pizza a Vighizzolo D’Este (PD). Questa scuola annovera nel corpo docenti professionisti di altissimo livello sia nel campo della pizza, sia in quello dei grandi lievitati. Dal 2006 prepara a fondo intere classi di pizzaioli.
  • Accademia Pizzaioli a Gruaro (VE). Una delle prime scuole di pizza in Italia che conta anche diverse sedi tra Europa e resto del mondo.
  • Scuola italiana Pizzaioli a Caorle (VE). Una vera e propria accademia con sedi distaccate in Lombardia, Lazio, Toscana e Puglia.
  • Scuola Nazionale di Pizza dell’API a Roma. Presente da più di 20 anni con i suoi corsi professionali di pizza in teglia, tonda e pala. La scuola, oltre alla struttura di Roma, possiede 10 sedi nel resto dello Stivale e 4 sedi fuori dai confini nazionali.
  • Pizza.it School a Fermo (AP). Vera eccellenza didattica nelle Marche con i tanti corsi tenuti sui vari stili di pizza italiani.
  • Professione Pizzaiolo – Gambero Rosso nelle due sedi di Roma e Napoli offre dei percorsi didattici su misura tenuti dai migliori pizzaioli in Italia.
  • Ho tratto gli indirizzi dal seguente sito, che gli interessati potranno proficuamente leggere per intero:

http://www.agrodolce.it/2018/01/24/come-diventare-pizzaioli/?utm_source=tagnewsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter+consigli,pizza:+agrodolce.it&utm_content=2018-01-24+come-diventare-pizzaioli

Al G.H. du Cap a St. Jean Cap Ferrat, assumeranno 250 persone.

GHduCapOffrono 250 posti di lavoro per la stagione 2018.  Li selezionerà Estelle Fleuret che così consiglia i candidati: “Ils devront nous convaincre de leur motivation et des leurs compétences en quinze minutes maximum. Ils devront donc avoir préparé cet entretien et s’être renseigné sur le Grand-Hôtel du Cap-Ferrat. Compte tenu de l’éloignement de notre établissement, ils devront également avoir prévu un moyen de transport pour se rendre à l’hôtel. Nous leur conseillons de se présenter dans une tenue correcte. Surtout, qu’ils restent naturels et qu’ils nous fassent part de leur enthousiasme à l’idée de rejoindre notre établissement.” 250 persone mi sembrano molte… Speriamo che confermino lo chef del 2017, Yorich Tiéche ….. Ad ogni modo la notizia completa è sul seguente link:https://www.lhotellerie-restauration.fr/journal/emploi/2018-01/Estelle-Fleuret-Grand-Hotel-du-Cap-Ferrat-Nos-perspectives-de-recrutement-pour-2018-sont-tres.htm

Vissani: “Chef e programmi stanno distruggendo la cucina. E mi danno per superato”

vissani“La mia fama mi permette di dire quello che voglio. E mi piace”

“Gianfranco Vissani entra nei ristoranti e il terrore avvolge gli occhi dei colleghi. Lui lo sa. Si diverte. “Accade quasi sempre, perché conosco i prodotti, i meccanismi, le furbate, tutti i passaggi. E se qualcosa non va, lo dico”. Così la sua mole fisica, non indifferente, diventa nulla rispetto alla sua presenza psicologica e verbale: […]”

Così inizia un pezzo su Il Fatto Quotidiano al cui sito vi rimando: www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/chef-e-programmi-stanno-distruggendo-la-cucina-e-mi-danno-per-superato/

Tartufi cari? Al momento la domanda si ritira.

1234567“Troppo caro, nessuno lo acquisterebbe e quindi al momento non ne ritiriamo”.  Così scrive Clara Minissale su Cronache del Gusto. Gli fa eco Divincibo: “Se ne trova pochissimo sul mercato, non è di buona qualità e costa troppo”. “Ieri le quotazioni erano di otto mila euro al chilo e questo significa che, nella ristorazione, un piatto di pasta bisognerebbe farlo pagare anche settanta euro. L’anno scorso, invece, si acquistava a 2.200 euro al chilo. Se le cose andranno avanti così, lo ritireremo solo su ordinazione”.

 

I menu? Possono essere un piccolo capolavoro di strategia per essere invitanti.

negresco 4 2013 (16) - Copia

“Il fascino innegabile delle carte dei menu. Collezionate, ammirate, accarezzate e sfogliate con finto distacco mentre lo stomaco pregusta ciò che potrà arrivare. Il popolo dei gastrofighetti, dei foodies, dei foodblogger e quante altre definizioni possiamo dare agli appassionati di cibo 2.0 (food-boner?!)non può resistere al richiamo primario verso le vette della cucina, fatto spesso da un innocente foglio di carta (paglia) non sbiancata chimicamente, vergata in caratteri tipografici vagamente hipster (aperta parentesi: i grafici iniziano a scagliarsi contro certi font come vent’anni fa sbugiardarono il Comic Sans) e dalle descrizioni evocativamente poetiche.

Se il food marketing è diventato un’arte, molto dipende anche dagli studi psicologici si nascondono dietro la scrittura dei menu dei ristoranti, chiamato molto prosaicamente menu engineering..”

Si tratta dell’inizio di un articolo che potrete leggere per intero su www.marieclaire.it