
APRICALE IM
Ristorante Locanda LA FAVORITA
Strada San Pietro 1 – Tel. 342 874 0132
www.lafavoritaapricale.com
APRICALE è un borgo che sembra uscito dalla tavolozza di un pittore: un grappolo di case in pietra arrovigliate al pendio con dislivello di un centinaio di metri fra la sommità e la parte bassa, verso un corso d’acqua. Di giorno è uno spettacolo e la sera, illuminato, diventa quasi teatrale, con le case che sembrano galleggiare nel buio. La Locanda è su un crinale verde e appartato. Ha un parcheggio privato, un patio fiorito e dispone di qualche camera, ciascuna con nome floreale che conserva il sapore della campagna ligure e una eleganza d’altri tempi, senza scivolare nel museale. Per decenni MARIA TERESA E MARIO ANFOSSO furono un punto di riferimento della ristorazione di vallata facendone quasi una vocazione. Oggi prosegue il figlio GIAN MARIO che, dopo esperienze autonome anche all’estero, si dedica alla locanda di famiglia con entusiasmo e savoir-faire e la tradizione non viene imbalsamata ma viene tenuta in buona salute. La sala interna e il patio coperto sono ben sistemati; la tavola, con tovagliato e stoviglie decorate, contribuisce a quell’atmosfera rétro più rassicurante che nostalgica.
LA CUCINA: a prezzi decisamente ragionevoli, fra gli ANTIPASTI (€ 13) spicca la Cima all’ Apricalese, piatto della tradizione che richiede mestiere: compatta ma non stopposa, con un ripieno equilibrato e saporito. Interessante anche l’Antipasto caldo, più articolato e per chi si affida alla cucina. I PRIMI (€ 13-16), cinque proposte fedeli alla tradizione. Da provare le Tagliatelle verdi al coltello, con ragù o altra salsa a scelta. La pasta fatta in casa si giudica anche dalla consistenza: ha carattere e trattiene il condimento, senza diventare una semplice comparsa nel piatto. I SECONDI, sette (€ 15-20) con posto d’onore che spetta al Coniglio in casseruola con olive e patate al forno; carne delicata, cottura lenta, fondo saporito e olive a dare la giusta nota sapida e patate ben rosolate. Per gli appassionati della brace c’è la Grigliata mista, oltre ad altre proposte di carne: la griglia, però, non perdona: vuole materia prima giusta, cottura precisa e niente carbonizzazioni; deve sapere di carne e di brace, non di estintore. Tra i DOLCI, tutti caserecci, l’autografo della casa è lo Zabaglione, un dolce d’altri tempi, da difendere: preparato al momento e dalla consistenza morbida e vellutata, può chiudere il pasto con molta più dignità di certi dessert trallallà contemporanei. Il MENU DEGUSTAZIONE a 37 euro, con quattro portate e caffè, è una formula interessante per rapporto fra quantità, varietà e prezzo. Permette di assaggiare più preparazioni senza dover affrontare l’indecisione delle scelte. E, considerato il costo, non è una di quelle degustazioni nelle quali l’assaggio più importante finisce per essere quello al portafoglio.
LA CARTA DEI VINI, una trentina di proposte, fra 15 e 30 euro, oltre a mezze bottiglie e vini a calice. Non vi si trovano soltanto vini liguri ma anche qualche scelta inattesa, come il rosso Petit Verdot IGT/IGP Lazio di Casale del Giglio (€ 29), vitigno raro da noi, per un bicchiere strutturato, con tannino non aggressivo, particolarmente adatto alle carni alla brace. Il bianco della casa è disponibile a circa 5 euro per 250 ml: soluzione semplice e democratica, per chi vuole soltanto un buon bicchiere fresco.
IL SERVIZIO: sollecito, presente, competente e cordiale, con buona regolarità e anche nelle serate affollate. L’accoglienza ha quel carattere familiare che appartiene alla storia della locanda: quando cambia la generazione, non basta conservare le ricette, bisogna conservare anche lo spirito della casa. E qui è stato così.
CONCLUDENDO: è un ambiente piacevolmente d’antan ben curato, con buon servizio e prezzi moderati. Qui non si viene per assistere alla trasformazione di una carota in una spirale di design né per chiedersi quale parte del piatto sia commestibile. Si viene per una cucina di tradizione come Dio comanda. Una sola raccomandazione: prenotate. La Favorita è una locanda, non una stazione ferroviaria, e il tavolo, soprattutto nei giorni giusti, non aspetta i ritardatari.






