Rassegna Stampa e Web, dritte transfrontaliere e Zibaldone vario per Bucche Sernue

A Sanremo l’Ittiturismo Motobarca Patrizia

Ittiturismo Motobarca PATRIZIA

Corso Trento e Trieste 21
Tel. 0184 1891905 – 339 2405729 – 349 8188317
www.ittiturismo.net

Qui il pescato arriva normalmente, se il mare lo consente. Dietro l’insegna c’è una famiglia di pescatori professionisti che il mare lo frequenta per mestiere e tradizione, che rifornisce anche parecchi importanti ristoranti liguri ed anche alcuni TOP francesi. Ma niente paura: non vi ritroverete sul set di un film con tughe battute dalle onde, né tra reti e calzoni “revertegati” e gambali gocciolanti. Il ristorante se ne sta, pacioso e tranquillo, sul lungomare, ben piazzato tra i due porti turistici e con l’impagabile chance di una strada antistante che, salvo non rare ordinanze comunali, ha parcheggio facile.

AMBIENTE: veranda protetta, luminosa, dal gusto marinaro sobrio, niente ancore appese a caso; una sala interna ampia, rassicurante, con arredi classici che non sentono il bisogno di stupire. Lampadari a goccia, camino talvolta acceso, tavoli comodi e ben distanziati, musica discreta che non chiede attenzione. La cucina è visibile attraverso grandi vetrate: ordine, concentrazione, movimenti sicuri. Una brigata che lavora senza isterismi, sotto lo sguardo di un giovane chef che esercita solerte e senza clamore. Mentre leggete la carta cibi vi arriverà qualche buon apetizer offerto, gesto semplice ma sempre gradito.

LA TAVOLA : 5 Antipasti (€ 16/35) i quali il Brandacujun della casa con Bagna Cauda e pane ai nove cereali: soffice, per chi lo preferisce quasi cremoso rispetto alle versioni con pezzi che altrove, pur collanti, si spacciano come “tradizione”. Ma anche il Crudo della barca: generoso, pulito, senza orpelli né fuochi d’artificio. 4 Primi (€ 16/25) : Tagliolini al gambero Viola di Sanremo, immersi in un fondo  ridondante di gamberetti sminuzzati. Oppure gli Agnolotti al sugo d’arrosto, che indicano aperture anche verso piatti di territorio. 4 Secondi (€ 22/28): Pescato del giorno, proposto con criterio (al sale è una scelta che qui si può fare a occhi chiusi); oppure Crostacei crudi, al vapore o alla griglia: piatti sinceri dichiarati senza bluff. 5 Dessert (€ 7) – Cioccolato e pere senza variazioni estemporanee; oppure Frutta fresca, che oggi è quasi una bella sorpresa coraggiosa. Infine è da notare che il Coperto € 4, include acqua microfiltrata (caso raro).

SERVIZIO: il clima è familiare, con buone maniere (e qualche timidezza). Nessuno vi snocciola tiritere tra un piatto e l’altro, nessuno vi “sequestra” per annunci/spiegazioni interminabili. C’è attenzione, misura, una comunicazione naturale che vi fa sentire seguiti senza essere importunati da riflettori.

VINI: Circa cento etichette, scelte con criterio ed a prezzi non dissuasivi. Si parte da € 25, mezze bottiglie una dozzina (€ 18–30), cinque vini a calice (€ 7), qualche straniero e qualche etichetta importante: tutto con quel buon senso della misura che oggi è diventato un valore raro.

CONCLUDENDO: in una Riviera sempre più affollata di tavoli rumorosi, cucine che si raccontano meglio di quanto cucinino, con nuovi professionisti che impongono menu fissi e cene “esperienziali”, i quali talvolta scambiano anche il decibel per personalità, scoprire un ristorante che lavora e basta, senza ganzare a sbanfa, è quasi un piccolo ma piacevole shock. Qui non si rincorre il colpo di scena, non si ammicca, non si fa spettacolo ma, semplicemente, si cucina come si deve. Con materia prima seria, ricette classiche rimesse in asse per il gusto di oggi quando è il caso, servizio composto e prezzi che non chiedono giustificazioni. Un posto che non brama che lo fotografiate o lo raccontiate sui media: gli basta che torniate. E in tempi di ristorazione urlata, è probabilmente la forma più seria, elegante ed anche di carattere.

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