Rassegna Stampa e Web, dritte transfrontaliere e Zibaldone vario per Bucche Sernue

A Bordighera: il ristorante Magiargé

MAGIARGÉ – Osteria contemporanea

Via Dritta 2 – Bordighera Alta
Tel. 0184 262946 – www.osteriamagiarge.it

Parcheggiate nella grande piazza, fate circa duecento metri quasi tutti in piano e siete catturati dal fascino del centro storico Bordighera Alta: vicoli tranquilli, lucette gentili e un insieme di localini che sembrano messi lì apposta per suggerire che la bellezza, ogni tanto, ci prende gusto anche lei. Una passeggiata prima o dopo cena, intorno a piazza della chiesa, è quasi obbligatoria e regala quell’effetto “guarda che chicca” ormai sempre più raro.

L’ AMBIENTE: Il locale ha più salette; le pareti sfoggiano anche toni scuri di blu, gli arredi sono essenziali ma non poveri e quasi tutti i tavoli (tranne uno rotondo) sono coperti da tovaglie in stoffa e mise en place come si deve. Le luci, soffuse e mai invadenti, creano un ambiente naturalmente romantico, perfetto per tavoli da due e c’è anche una piccola nicchia molto suggestiva ed invitante. La clientela è un piacevole mix di giovani calmi, Francesi che sanno dove trovare il meglio e clienti rivieraschi affezionati che tornano.

Il SERVIZIO: patron e personale adorabili e ben desti accolgono con quel calore sincero, quella gentilezza che fa pensare: “Qui sono contenti quando arrivo”. Il servizio è presente senza essere pressante: arriva puntuale, sparisce quando deve e ricompare con tempismo quasi intuitivo. Tutti preparati, sorridenti, per illustrare/consigliare piatti senza mai alcuna invadenza. Portate a temperatura e ritmi giusti, attenzione autentica: un equilibrio raro, professionale ma anche di comunicativa molto umana che contribuiscono alla piacevolezza dell’intera esperienza.

LA CARTA CIBI: cinque ANTIPASTI (€ 17-19), tra i quali il Cappon magro genovese di pesce, verdure e salsa verde; oppure la Vellutata di zucca e prescinseua, per inizi golosi, curati e con mano sicura su territorio e stagionalità. Sei PRIMI PIATTI (€ 18-20), tra i quali lo Spaghettone (pastificio Mancini) con pane burro di Normandia e acciughe di Monterosso; oppure i Pansotti su tocco genovese o altra salsa di vostra preferenza: piatti che fanno felici sia gli affamati sia gli esteti del gusto. Cinque i SECONDI (€ 21-22) tra i quali la Buridda di seppie e bietole, oppure il Coniglio alla ligure in casseruola al Pigato di Albenga: tradizione cucinata con garbo, sapori netti e zero compromessi. Sette DESSERT (€ 7-9), tra i quali l’offerta di Formaggi, oppure una vera Tarte Tatin che meriterebbe… non soltanto una poesia in rima baciata, ma un vero e proprio sonetto, se vi farete servire a parte il gelato fior di latte che la accompagna. Meglio ancora se abbinando un calice di vino ad hoc (€ 6) (finale irresistibile, attenzione, potreste … innamorarvi della Tatin).  Esistono anche Due MENU DEGUSTAZIONE: il MIGNON (€ 28) con tre portate di Stoccafisso Brandacuiun, Polpo arrosto, Vellutata di zucca. – ed anche il TI FIDI DI ME (€ 48), di quattro portate scelte dalla cucina, per chi ama lasciarsi guidare e sorprendere.

LA CARTA VINI: la cantina è una piccola cattedrale del vino: una selezione vastissima, tra le più ricche di Liguria, con etichette italiane e internazionali che soddisfano curiosi, esaltano gli intenditori e “vincono” i romantici con l’ultima “scoperta” nel bicchiere.

CONCLUDENDO: il Magiargé unisce atmosfera, cucina e servizio come nelle migliori storie equilibrate, sincere e piene di gusto. Si mangia bene, si beve ancora meglio e, quasi senza accorgersene, ci si sente anche un po’ coccolati, quel tanto che basta per ricordarsi che uscire a cena deve essere un piacere, non un passatempo. La serata fila via morbida, tra sorrisi spontanei e profumi che mettono buonumore. Insomma: entrate affamati ed uscite felici… e il merito non è soltanto di Bordighera Alta, ma soprattutto del gruppo capitanato da un patron/chef da cui traspare impegno e soddisfazione genuina nel fare il proprio lavoro e una generosità rara sia nei piatti che nel modo, semplice e discreto, ma sincero, di accogliere chi varca la sua porta. Tutti tornano.

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