
Albenga (SV) – Ristorante PERNAMBUCCO – Viale Italia 35 – Tel. 0182 53458
In centro, ma con parcheggio (sì, esiste davvero), questo ristorante è un’oasi di calma: grande prato curato stile copertina da rivista di giardinaggio, fiori “instagrammabili”, dehor con tendaggi bianchi molto “wedding in Puglia”, ma senza la … trasferta e soprattutto, con mise en place classicissime. Dentro? Anche qui, atmosfera elegante ma senza snobismi, tavoli rotondi che invitano alla socialità (o a scattare foto per ricordi perfetti), servizio “classic style” d’altri tempi carinissimo. Insomma, un insieme che fa piacere davvero e una cucina che sa cosa fa (e cosa non si deve fare), da più o meno 50 anni. Al comando c’è Luciano Alessandri, istituzione vivente della più importante ristorazione ligure, con la moglie Ivana (vera regina dei fornelli). Tradizione ligure portata avanti con rispetto, ma senza restare indietro: piatti veri, generosi, fatti bene. Zero effetti speciali, solo sostanza, oggi più preziosa di mille piatti sifonati all’azoto, zero mousse ad capocchiam e tantomeno misteriosi cianfrugli atti a coprire dei niente nel piatto, come sempre più spesso succede altrove.
Antipasti (8 in carta, € 20-40): si comincia in leggerezza, con l’insalata di verdure dell’orto e gamberi rosa, o si va dritti al cuore della carta con il Tris Pernambucco costituito da tre assaggi che raccontano subito la “linea” del locale: materia prima eccellente, equilibrio e una buona dose di personalità, rispettosa della tradizione e scevra da presuntuoserie creative. Primi Piatti (7 proposte, € 15-55): tra i più richiesti, il risotto Carnaroli allo zafferano con capesante sfumato al Cognac, elegante e profumato. Per i più “pantagruelici” golosi, imperdibile il piatto unico la Padella di scampi e gamberi con spaghettoni alla “Ratenni”, serviti al dente e con una nota piccante calibrata, ma personalizzabile, su richiesta. Secondi Piatti (7 in lista, € 35-65) : la Spadellata di gamberi e calamari con verdure ed erbe aromatiche è un piccolo generoso capolavoro di semplicità mediterranea, mentre il pesce del giorno (sempre nostrano) viene trattato con rispetto e fantasia, alla Ligure o in ogni altra consueta cottura (ma “al sale” non l’ho visto in carta). Dessert (8 dolci, € 10-15): chiudete in bellezza con il Dolcetto al cioccolato e confettura di arance pernambucco, preparato con il fondente, ormai vero feticcio ormai generalmente introvabile. Potete anche approfittare di uno dei due interessanti e convenienti menu. Il Degustazione (€ 60) di 5 portate con acqua e caffè inclusi (vino escluso) oppure il Menu del Buon Ricordo (€ 55), di 4 portate e il piatto di ceramica artistica “del Buon Ricordo”in omaggio: una chicca della omologa celebre catena per collezionisti (bellissimo quello del 2025). Questo è l’unico ristorante che ne fa parte nell’intero ponente ligure.
La carta dei vini, che oggi è stata un po’ ridimensionata, ma conta ancora oltre un centinaio di etichette italiane ed estere ed ha come copertina e risguardi i vini della proprie vigne Alessandri, nella vicina Ranzo dal seguite dal figlio Massimo: Pigato, Granaccia, Sirah, Vermentino… ed anche il Viorus, un bianco secco da Viognier e Roussanne ma impiantato, sissignore, in terra ligure. Sono intriganti e costano il giusto, cosa che fa sempre piacere. Clientela? Famiglie del posto a volte un po’ indomenicate, coppie e pasti di lavoro nei giorni feriali, gourmet che hanno letto guide nazionali serie (esistono ancora), altri perché “hanno saputo da uno che ne capisce” ed anche collezionisti che vengono apposta per il piatto di ceramica del Buon Ricordo. Se volete sentirvi insider, siete nel posto giusto, ancor più nelle belle stagioni. quando si cena all’aperto







