Maximin lascia la Costa Azzurra per Parigi

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Jacques Maximin è, tra i cuochi di Francia, uno dei più bravi e meno mediaticizzati; ha officiato da sempre in Costa Azzurra,  allo Chanteclerc del Negresco, poi al Theatre a  Nizza, al Maximin di  Vence, al Bistrot de la Marine di Cagnes sur Mer… ed è stato consulente di numerosi ristoranti di prestigio.  Radio Marmitte lo dava da qualche mese  come “pensionato”, ma invece, come succede a molti “bravi” Jacques è ora partito per Parigi.  Al ristorante RECH,  Ducasse, secondo quanto scrive Hotellerie et Restauration, dal quale ho tratto la foto,  gli ha dato l’obbiettivo di recuperare la stella Michelin appena perduta.  La carta del ristorante è intitolata  ”Rech par Jacques Maximin ». La Costa Azzurra ha ancora una volta visto partire uno dei suoi migliori chef.

 

Alberghi a ore? + 20 % delle presenze secondo Federalberghi…

imagesSecondo Federalberghi l’incremento delle presenze giornaliera a ore è aumentato del 20% negli ultimi 12 mesi. La moda interessa soprattutto le strutture a quattro o cinque stelle. Gettonatissimi gli hotel del centro storico dove si può spendere fino a 200 euro per soggiornare dalle 9 alle 18. Più rare, invece, le richieste per l’utilizzo notturno.

Uomini e donne d’affari, coppie clandestine, turisti di passaggio. Eccoli i clienti che, sempre più di frequente, chiedono una stanza d’albergo per la giornata. A Roma il fenomeno sta crescendo a vista d’occhio, tanto che molte strutture si sono attrezzate con offerte ad hoc a tariffe scontate. La notizia completa l’ho reperita su:  https://www.italiaatavola.net/turismo/tendenze-e-servizi/2019/8/30/hotel-di-lusso-a-ore-boom-di-richieste-a-roma-20/62485/

Perché produrre buon Prosecco costa più che produrre Champagne.

Prosecco e ChampagneOggi si trovano a scaffale accettabili Champagne di Petites Récoltants  dai 13 ai 20 euro.

Secondo uno studio, produrre Champagne costerebbe il 25% in meno rispetto a produrre del Prosecco DOCG.

” Se la differenza di prezzo al consumo è indiscutibile, con il Prosecco che spunta pezzi decisamente più bassi dello Champagne, a livello produttivo, se si considera il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, lo spumante che nasce dalle colline vitate Unesco, è più costoso dello Champagne.”

Lo studio, interessante e ben sviluppato, è sul seguente link:

 https://winenews.it/it/produrre-prosecco-docg-costa-piu-che-produrre-champagne-lo-sostiene-sandro-bottega_398120/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=winenews-1&utm_content=la-prima  

La recensione. A Badalucco IM : ristorante CIAN DE BIA ‘

 

                                    Cian de Bià   Badalucco IM – CIAN DE BIA’

      Via Silvio Pellico 14 – Tel. 0184 055 540 -  www.ciandebia.it

Badalucco, porta della Valle Argentina, borgo in pietra che in estate è tutto silenzio e frescura, conserva atmosfere rurali antiche ed autentiche, ma si è perfettamente adattato alle tendenze delle attuali ruralità moderne. Fate un giro in paese (che ha più piazzette) e non perdetevi lo spettacolo dei gorghi dell’Argentina contornato da colline verdeggianti che abbracciano il borgo austero, la cui sommità ha persino un alone di mistero… . Poi prendete il viottolino e, a una decina di metri dalla strada provinciale, salite una scaletta esterna che adduce alla porta del ristorante, oltre la quale è tutta una fine boiserie.

Da circa un anno  la saletta da pranzo è una unica, a forma di “L” con muri in pietra, soffitti i legno, impianti elettrici con antichi fili a treccia (regolamentari). Una ventina i coperti ai piccoli tavoli, sistemati con tovagliato “della nonna”, curatissimi, con un vasetto di fiori, dotazioni intonse di olio sale etc… e, nel caso, anche il secchiello per i vini che lo richiedono.

L’accoglienza di Ivo Orengo e del figlio Matteo è gentile anzi, premurosa. E’ poi quasi devoto il servizio di Rovena, qui da diversi anni, che non tralascia nulla e non perde un colpo. Per i primi arrivati, i tempi del pasto possono allungarsi un po’, perché la sequela delle portate è eguale per tutti e tende a diluirsi verso una unica conclusione  verso il fine pasto: beati gli ultimi… considerato che avranno tempi più brevi ? Il servizio passa, porta, posa sul vostro tavolo il piatto di portata e lascia che vi serviate in libertà, liberi anche di non consumare del tutto una pietanza per vostra scelta, senza che vi “redarguiscano”.

La cucina è quella prelibata di FRANCA LANTERI. I cinque ANTIPASTI di un tempo ora sono più ragionevolmente diventati tre (mi sono un po’ mancate le inenarrabili frittelle di fagioli di Badalucco ed anche la indimenticabile  Bresaola di qualche anno fa). Ma ho apprezzato l’Insalata Russa casereccia, così come il Vitel Tonné ed anche il Brandacujun, che qui preparano rispettosi e “proni” alla tradizione ligure.

Seguono dei PRIMI PIATTI “da famiglia”: i ravioli vegetariani con erbette, freschi ed abbondanti seguiti dalle tagliatelle ai funghi  che, nei sapori e consistenza, mi hanno ricordato i loro splendidi “Streppa e Lansalà ”. Per quando riguarda i SECONDI ho trovato il Coniglio cucinato tradizionalmente in casseruola e la successiva generosa portata di Rost Beaf.  Come DESSERT, il loro classico di sempre è il crème caramel della nonna…  Il lauto pasto costa 35 euro.

La carta di ben 350  vini è sorprendente per qualità e scelta ed ha il primo prezzo a 12 euro. Sono molti i rossi piemontesi, sempre a prezzi ragionevoli. Scommetterei che molti clienti tornano volentieri, oltre che per la cucina autentica, anche perché possono bere con cotanta scelta e qualità a questi prezzi. Speriamo che gli Orengo non cambino  mai questa caratteristica, perché è noto che è proprio l’oste generoso che fidelizza e moltiplica i migliori clienti e fa le fortune della casa.

Da qualche tempo hanno costruito, in adiacenza alla cantina in pietra, una sala privata, per otto persone di una eleganza e intimità meritevoli: annotatevela per vostre eventuali serate private ristrette in un ambiente rustico di classe.

Luigino.filippi@alice.it

 

La carne? Il settore si “difende” proponendo prodotti di maggior qualità.

grigliata di carneNegli anni in cui scendono i consumi di carne nella cucina di casa, la ristorazione può ancora dare un posto importante ai piatti a base di carne? La risposta è decisamente positiva, a condizione che ci si concentri sulla qualità, la tracciabilità e un approccio sostenibile. C’è una interessante analisi sul link seguente:

G8 a Biarritz: come sono stati ospitati gli illustri convenuti.

Biarritz)I Grandi del Mondo sono stati ospitati all’Hotel du Palais di Biarritz, l’ex Villa Eugenie (moglie di Napoleone e ultima Sovrana di Francia), oggi trasformata in lussuosissimo Palace.  Ebbi il pregio di dedicargli un servizio di quattro pagine sul mensile La Madia TravelFood una quindicina di anni orsono e lo ricordo come un albergo meraviglioso, sotto ogni aspetto (anche se il ristorante gastrò,  Eugenie, per i miei gusti era troppo austero e ”ingessato”, mentre la Salle a Manger circolare era una meraviglia…).

La Francia riserva enorme importanza alla culinaria. Tanto che, su “Hotellerie et Restauration” ( link: https://www.lhotellerie-restauration.fr/journal/restauration/2019-08/le-g7-a-biarritz-a-joue-la-carte-des-chefs-et-produits-locaux.htm)                è comparso il seguente articolo che traduco e riassumo:   “La diplomazia francese è anche culinaria. Per il  G7, Guillaume Gomez, chef dell’Eliseo, ha chiamato a qualche “tenore” della gastronomia del Sud-Ovest : Michel Guérard, Andrée Rosier, Jean-Marie Gautier, Cédric Béchade, Xabi et Patrice Ibarboure…

“La Francia dunque ha ospitato il G7 a Biarritz. Da Donald Trump ad Angela Merkel, i leader di sette grandi potenze sono stati accolti con i loro staff, sicurezza e oltre 5.000 giornalisti. È stato necessario ospitare in alberghi ristoranti, gran parte di loro curati dal ristoratore Jean-Marc Salva. I capi di stato, nel frattempo, dormivano presso l’Hotel du Palais (57 suite e appartamenti, 82 camere, ultraprotetto per l’occasione. Dal punto di vista gastronomico, è Guillaume Gomez, che negli ultimi due mesi ha organizzato l’evento, invitando colleghi e produttori locali a valorizzare il patrimonio culinario del Sud-Ovest. Continua a leggere