La recensione. Tra Ospedaletti e Bordighera: ristorante LIDO GIUNCHETTO

cBordighera – LIDO GIUNCHETTO – LocalitàMadonna della Ruota 52

.                      Tel. 0184 55 07 64 – www.giunchetto.com

Percorsi 500 metri di strada privata, vi parrà di … ammarare; invece è proprio in quel momento che si svolta verso il park coperto. Di giorno è privatizzato, ma la sera ignorate pure i nomi degli abbonati e fermatevici, senza spingervi sino all’altro parcheggio, troppo scomodo nel tragitto a piedi. Io però l’ho percorso ed ho potuto rendermi conto delle grandi piscine, una delle quali di acqua solforosa di sorgente, dell’ammaliante  bananeto che ombreggia tutte le casette/cabina della spiaggia, del locale illuminato a giorno dedicato ai piatti orientali… Ma andiamo per ordine. La grande struttura, con vetrate a scomparsa per l’inverno, è ora completamente aperta e molti tavoli sono a meno di 10 metri dalle onde del mare, il quale splende azzurrissimo grazie alla illuminazione da terra (vedasi foto). Le sistemazioni sotto i maestosi gazebi bianchi, o sotto agli enormi tendaggi svolazzanti, sono comode, con tavoli ben distanziati e una corposa candela ad ogni tavolo. Le luci sono cangianti con il procedere dell’imbrunire, mentre la “Compilation Giunchetto” del pur bravo DJ,  sacrificato a loungeo

cantato, accompagna (o scombuia) la regolarità degli “splash” delle onde, nel dolce  silenzio tra cielo e mare davanti alle luci della bella Ospedaletti.b

ANTONELLO LACALA, con importanti esperienze “montecarline” (Hermitage), docente in Istituti Alberghieri e M.I.Sommelier, si è provvidenzialmente fermato in questo paradiso da Mari del Sud. Egli ha occhio di falco sull’insieme e su ogni particolare.  L’ho visto eclissarsi più volte dalla sala, probabilmente per vegliare sulla cucina. Ma il servizio, curato da CATERINA, chef de rang, e dalla brava GIORGIA, entrambe sorridenti, pronte, preparate e presenti al momento giusto, è stato anche più decontractée rispetto all’aplomb professorale del bravissimo Antonello.

Da qualche tempo il locale ha fama di proporre profluvi di piatti orientali (Sushi, Sashimi, Nigiri, Hosomaki, Uramaki etc… ): sono ben 67 proposte, numerate. C’ è poi una carta più tradizionale, con la quale lo chef GABRIELE GODINA, propone:

Otto ANTIPASTI ( da 18 a 35 euro), tra i quali il Cappon Magro in dripping, presentato scomposto ma con componenti tradizionali;  oppure  il guazzetto Thay di calamari, profumato al cocco e zenzero.

Sei PRIMI PIATTI (da 20 a 35 euro), tra i quali la splendida crema di piselli con capesante (finalmente senza retrosapori – capita di rado) scottate e tartufo nero;  da citare anche anche i Paccheri di Gragnano all’astice Blu di Bretagna. Non ho assaggiato, ma m’è parso invitante anche il piatto terragno di tagliatelle di pasta fresca all’uovo, al ragù bianco d’anatra con finferli e vongole veraci.

Undici i SECONDI DI CARNE (da 12 a 35 euro), dei quali cito l’ormai rara Anitra all’Arancia e il Carré d’Agnello, oltre a un nutrito assortimento di costate sui 15 euro all’etto. Passando ai sette SECONDI DI MARE e PIATTI VEGETARIANI (da 20 a 45 euro), cito l’astice Blu di Bretagna, servito intero alla catalana o alla griglia; sempreché non si preferisca un “quasi piatto unico” : la grigliata Reale di Crostacei, con mezzo astice Blu Brettone, 3 gamberoni, 4 scampi, 1 Carabineros, 1 aragostella, con adeguati contorni. C’è anche un più semplice pesce intero cucinato al forno, oppure al sale, oppure alla griglia, a 12 euro l’etto.

I DESSERT sono ben undici (da 8 a 10 euro) e tra essi cito il semifreddo ai fichi con salsa al cioccolato 60% profumato all’anice stellato. C’è poi l’Estate sotto una cupola croccante con crema al cocco, frutta fresca, fiori eduli, chicchi di caffè al cioccolato, arance candite e menta per chi gradisce piatti più colorati.

La carta vini ha circa 200 proposte. I ricarichi sono in linea con il praticato di questo locale. Uno dei migliori rapporti Q/P mi pare uno Champagne Palmer & Co. a 60 euro, buonissimo e dal prezzo migliore rispetto ai soliti noti. mDiversamente potrete spaziare dai molti vini a 30 euro, fino a uno Cheval Blanch 1ere Grand Cru Classé 2001 a … 7300 euro. Per gli spiriti liberi, che vogliono abbinare ad ogni piatto un vino diverso scelti tra 11 etichette, il capriccio costerà 7-10 euro a bicchiere.

Concludendo: un sito tra i più belli della Liguria intera, attrezzato per accogliere sia “sceicchi” che comuni mortali amanti degli ambienti, della calma, dell’assenza di clamori, del servizio come si deve.  Sapendo scegliere e senza sacrificarsi, una cena media di due portate più dessert, al netto dei vini, può costare sui 70 euro, compresi 3 euro di coperto e 3,50 euro di acqua.

Brillat Savarin scriveva che “Invitare qualcuno a cena vuol dire incaricarsi della sua felicità nel tempo passa al vostro tavolo …”. Parole sante, qui al Giunchetto!

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