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La recensione: Ristorante MIMOSA al nuovo GH MIRAMARE a Sanremo.

Sanremo – MIMOSA – G.H. MIRAMARE PALACE

Via Matuzia 9 – Tel. 0184 667 601 – miramarepalacesanremo.it

2018 3 f3bbraio (3) - CopiaE’ in una splendida posizione sul golfo, in un complesso con palme e alberi centenari, collegato alle spiagge e alla ciclabile con un sottopassaggio. Il 4 stelle rimesso completamente a nuovo, ha riaperto, dopo una ristrutturazione “lampo”, la sera del 1° febbraio. Si sa che una inaugurazione è spesso un evento più noioso dei notiziari sulla viabilità della Val d’Aosta, ma in questo essa è stato invece spumeggiante e addirittura …bissato!!!  Sanremo è Sanremo, quindi ecco un primo taglio di nastro, giustamente per mano del proprietario della struttura e, a ruota immediatamente dopo, il taglio di un altro nastro per mano del signor Sindaco di Sanremo, città che offre sempre … il doppio, o a volte anche il …bis, quando c’è di mezzo non la vanagloria ma, “sa va sans rire” , il compiacimento dei suoi politici, per le realizzazioni che migliorano la città.

La struttura del Miramare, con una magnificenza che da anni non si vedeva su nuove opere in Riviera, si staglia algida con un candore abbacinante verso il cielo e verso il mare sottostante. Persino il bordo piscina, la sera, offre un effetto speciale, con le sue vetrate ringhiera che, riflettendo la piscina illuminata, danno l’impressione che il mare confini con essa, mentre restano lontani i clamori e il mondo di tutti i giorni ordinari. Ovviamente i vasti parcheggio sono comodi e all’ingresso della struttura e, a parte la serata inaugurale, è sparito l’addetto all’ingresso, ma la reception è  prontissima ad accompagnarvi al ristorante.

_EST1655 - CopiaL’ampia sala (nella foto se ne vede un terzo) ha pareti bianco splendente contornate da sobrie decorazioni grigie, secondo gli ultimi dettami di tendenza. E’ dominata da ben tre lampadari bianchi molto “cinematografici”, pavimenti con marmi bianchi da circa 4 mq. ciascuno, tavoli ben distanziati con tovaglie senza piega perché stirate sul posto, una candela bianca accesa a fianco di una orchidea anch’essa bianca ad ogni tavolo. Non c’è musica di sottofondo: si direbbe che qui il vero lusso sia proprio il silenzio e la calma.  Il maitre si chiama LUCA ORILIA già al Villa Crespi di Orta San Giulio, il personale in scuro è in numero adeguato perché tutto funzioni con ritmo, verso e momento giusti. I migliori tavoli sono i cinque che, in uno spazio a parte, sono vicini alle vetrate verso la piscina.2018 3 f3bbraio (33)

Vi chiederanno se gradite un aperitivo: achtung, uno splendido Moscato d’Asti, sorprendentemente vinificato secco, mi è però costato 16 euro a bicchiere, senza che mi fosse esibita un qualunque listino; presumo che un buon Spumante Classico o uno Champagne avrebbe potuto anche costare di più…

Ai fornelli MANUEL MARCHETTA, già al Motobarca Patrizia di Sanremo, con uno staff di 8 addetti da lui scelti, si gioca un momento importante nella sua vita professionale. Ecco le sue proposte ALLA CARTADECISIONI: sette piatti dai 20 ai 26 euro, tra i quali le code di scampi in salsa Briganade, mango del Cile, Caviale di aringa fumé; oppure la buona Marmolade di foie gras, fichi e gelatina al porto. Segue L’ITALIA NEL PIATTO: sette proposte, da 20 ai 30 euro, tra le quali cito il risotto allo zenzero, Champagne e scampetti; oppure Ghinofle, carciofi, triglia e tonda gentile. Non si percepiscono “rivoluzioni”, ma competenza, cura maniacale dei particolari e attenzione alla tendenza mediterranea della cucina d’oggi. Così come del resto nell’altra proposta intitolata FONDALI E SAPORI: cinque piatti dai 20 ai 55 euro, tra i quali cito l’aragostella al burro d’Isigny con verdure saltate e salsa alla Diavola, oppure i calamaretti alla plancia, fagioli di Pigna, crema di prezzemolo. Segue NEL BOSCO: quattro proposte “terroir” più classicheggianti, da 28 a 45 euro, tra le quali il carré d’agnello alle erbette liguri con verdurine; oppure il piccione, indivia, salsa di rosa canina. I DOLCI sono otto, a € 18 ciascuno, tra i quali lo zabaione ghiacciato e cioccolato nero, oppure lo spumone, pistacchio di Bronte e frutti rossi. Attenzione, il primo della lista, denominato Montecarlo etc, è uno splendido dolce a base di cioccolato nero.

Anziché scegliere alla carta ecco poi due altre possibilità: il MENU LA SVOLTA comprendente: 1) il benvenuto dello chef – 2) Baccalà, spuma di topinambur, olive Taggiasche e Prescinsoa – 3) Tagliatelle di olive Taggiasche con ragù di coniglio alla ligure – 4) Palamita, crema di finocchio, aglio nero, cime di rapa al peperoncino OPPURE Lingua di vitello croccante salsa verde, carote glassate – 5) Predessert – 6) Dessert Mimosa.  Il tutto al costo di 60 EURO. E’ possibile inserire nei dessert, prima dei dolci ovviamente, una selezione di Formaggi a carrello con un supplemento di 15 euro. Desiderando degustare vini diversi ad ogni portata si può chiedere il servizio a bicchiere con vini consigliati dalla bravissima sommelier, con un  supplemento di 35 euro. Un’altra proposta è il MENU L’IMPRONTA, di 7 portate, a scelta dello chef, al prezzo di 80 EURO, che vuol essere un menu a sorpresa, ma rassicuratevi,  le sue componenti vengono annunciate al momento dell’ordine.

Governata dalla giovane, preparata e simpatica sommelier TANIA SOLITO, con referenze di rilievo,  che snocciola a raffica  informazioni sui vini, se le gradite, la scelta vini è certo un bel momento. Su 18 pagine esemplari, sono elencate produzioni italiane ed estere da ogni prezzo scelte con competenza: molte bottiglie costano meno di 20 euro. Buona la scelta degli Spumanti, ancor meglio quella di Champagne, tra i quali ho trovato un Les Maillons Collins, un Blanc de Noir da non perdere. C’è anche una breve carta di acque minerali delle quali sono descritte le ragguardevoli diversità con una decina di righe per ciascuna. Finalmente! E’ la prima volta  che mi capita in Riviera.

Concludendo: un ristorante degno di una blasonata struttura antica, ma attualizzata, che conferma e riporta Sanremo “al centro”, dove può tornare a scendere degnamente il Gotha del turismo mondiale, ed anche un indirizzo che merita di essere inserito nelle agende dei raffinati gourmet locali i quali, oltre alla buona cucina, apprezzeranno anche di ritrovare anche un po’ di “vie en rose”. (Articolo aggiornato alla mia seconda visita).

Luigino.filippi@alice.it