La recensione: Ristorante BIRIBISSI, al Casinò di Sanremo

Sanremo -  BIRIBISSI (Casinò Municipale) – Corso Inglesi 1

.                                            Tel. 0184525172

CasinòAl Casinò l’ambiente ristorante più conosciuto è quello del Roof Garden, che però in bassa stagione effettua principalmente soltanto serate ed eventi. Il ristorante per la clientela della sala giochi e per i clienti esterni è, da circa un mese, il BIRIBISSI, al 1° piano con ascensore ad hoc privé tutto per voi. L’ambiente del Biribissi è di luce intensamente solare, ma all’ora del dessert le luci dei faretti e dei lampadari, vengono abbassati a seconda dell’intimità che richiede la serata. Solitamente il pianobar accompagna la cena con musica non “invasiva”) e vengono cambiati i musici ogni due settimane. I tavoli rotondi, piuttosto “di misura”, hanno mise en place classiche, posate argentate, cestino con panini (non fette) e grissini di giusta consistenza. Non manca a lato un secchiello a colonna per il vino. L’insieme ha tratti eleganti, ma non troppo ricercato, anche se l’abbigliamento di qualche giocatore fa rimpiangere il fine secolo scorso quando al guardaroba fornivano una giacca a chi la dimenticava.

Il SERVIZIO, nonostante il recente cambio di gestione, è svolto dal personale di sempre, che in passato a dato prova di provette capacità da “trapezisti” da sala in qualunque circostanza. Oggi li ho trovati finalmente non più attapirati, ma anzi motivatissimi, più contenti e quasi pimpanti, pronti, sorridenti e degni di un ristorante prestigioso istituzionale.

Ma veniamo al sodo. C’è una CARTA BREVE, che direi destinata a spuntini brevi adatti a giocatori abbuffini in “pausa cibo”, la quale offre un piatto da scegliersi su nove elencati e che, comprese bevande,  è accessibile a 25 euro.

C’è poi una carta più classica che elenca quattro ANTIPASTI (dai 12 ai 16 euro), tra i quali il Carpaccio di Salmone e branzino marinato al passion fruit con crostini e puntarelle romane croccanti; oppure una Insalatina di carciofi di Albenga, citronette e cuore di Grana, che par d’essere … a casa e fa piacere. Quattro PRIMI PIATTI (da 15 a 18 euro) tra i quali un Risotto con radicchio di Chioggia e Scamorza Silana (a minicubetti); oppure le Chicche con coda di rospo,verdure saltate e Pachino allo zafferano che ho soltanto visto “passare” , ma mi sono parse “okkei, okkei” come dicevano annuendo i miei vicini. Quattro anche i SECONDI PIATTI (da 20 a 22 euro) tra i quali un leggero Guazzetto di mare con crostini e olio profumato, oppure il branzino monoporzione intero al sale, che non aveva alcun retrosapore d’allevamento (capita di rado), accompagnato da fagiolini semplicemente lessati e un filo d’olio EVO di origine italiana confezionato a Oneglia.  Quattro infine i DESSERT (6-7 euro), dei quali ho assaggiato il Bunet, un budino piuttosto comune così come mi sono sembrati gli altri titoli (meringata, panna cotta, cheese cake).

Traendo le conclusioni: nell’insieme al momento mi pare una cucina corretta e accettabile, che non dà magari grandi emozioni ma che è priva anche di spiacevoli sorprese.  Tuttavia ho avuto modo di constatare che lo Chef Executive LUCA FACCIOLI (senza supponenze e arroganze) sa il fatto suo. Superato questo periodo di riavvio del locale, potrebbe riservarci dei bei momenti a tavola, ovviamente se le scelte imprenditoriali della prestigiosa struttura gli consentiranno di esprimersi: le sue capacità e referenze sono di primordine !

Infine: la carta vini (50 etichette) offre una buona selezione, a partire da 15 euro e comprende anche una decina di mezze bottiglie); i suoi prezzi mi sembrano addirittura inferiori al praticato comune di molti ristoranti locali: il mio Chablis Gilbert Picq m’è costato 43 euro. Con il caffè viene servito un supplemento di dolcetti finali, in linea con il conto successivo: dolce anch’esso:  per due piatti più un dessert bastano circa 40 euro; un totale inconsueto per una struttura come questa, sia pur gravato di 3 euro di coperto (però non esposto in carta).  I Sanremesi risponderanno?  Auguriamocelo, perché la città potrebbe tornare ad avere un ristorante fiore all’occhiello di un prestigioso Casinò, che ha visto passare ai suoi tavoli il Gotha del mondo intero. …. Veniteci a randa, uozzappando e  feisbuckando presto agli amici la lieta novella !

Luigino.filippi@alice.it -