Archivi categoria: Il mondo del vino

Un vino ben invecchiato, per 543 anni!

  

CronachediGusto.it scrive che quando Cristoforo Colombo stava ancora progettando il suo viaggio verso le Indie, già questo vino bianco d’Alsazia, aveva 20 anni.  Il vino è datato 1472: 543 anni , il vino più invecchiato del mondo.  Secondo il quotidiano Le Figaro esso conserva anche il suo sapore, con una gradazione alcolica di 9,4%.

La sua storia è ben documentata. Il prezioso vino risulta bevuto solo tre volte:
1) durante la firma dell’accordo per la mutua assistenza tra Strasburgo e Zurigo nel 1576 – 2) alla posa della prima pietra dell’Ospedale Civile, nel 1718 e infine nel 1944 per festeggiare con il Gen. Leclerc la liberazione di Strasburgo.

Il vino Italiano pubblicizzato in Canadà su un portale CCIC

Dal sito: Assocamerestero.it

La passione per il vino italiano viaggia attraverso il portale Wine & Travel Italy

La Camera di Commercio Italiana in Canada lancia il portale www.WineandTravelItaly.com, la prima piattaforma web del Nord America dedicata ai consumatori di vini italiani e agli appassionati di viaggi (tra amici, in famiglia o in gruppo).  Il sito promuove l’eno-turismo in Italia e permette di scoprire le destinazioni di origine delle etichette, navigando attraverso le 20 Regioni italiane e i loro vitigni.

Il portale – in lingua inglese e francese –rappresenta una vetrina unica per i vigneti che propongono un’offerta di attività e alloggio. Numerose infatti sono le aziende vinicole italiane che aprono le loro porte Continua a leggere

DUE BANCHE SI LIBERANO DI QUATTRO IMPORTANTI VIGNETI BORDOLESI

UN ALTRO DISIMPEGNO DELLA FINANZA DAL MONDO DEL VINO FRANCESE.

Banque Populaire Caisse d’Epargne se sépare de ses quatre châteaux bordelais (da Vitosphere)

                       

[Photos : châteaux Beauregard, Pavillon Bel-Air, Bastor Lamontagne et Saint Robert ; BPCE]

Le groupe Banque Populaire Caisse d’Epargne vient de vendre ses joyaux à deux familles : Moulin (groupe Galeries Lafayette) et Cathiard (château Smith Haut Lafitte, Caudalie…). Cette transaction concerne le château Beauregard (17 hectares en appellation Pomerol), le château Pavillon Bel-Air (8 ha à Lalande de Pomerol), le château Bastor Lamontagne (56 ha en Sauternes) et le château Saint Robert (33 hectares en Graves). La gestion viti-vinicole de ces châteaux reviendrait à la famille Cathiard, les équipes en place seraient maintenues.

Cet ensemble de propriétés dépendait jusqu’en 2007 de Foncier-Vignoble, filiale du Crédit Foncier de France, jusqu’à son inégration au groupe des Caisses d’Epargne (qui a fusionné en 2009 avec le groupe Banque Populaire). En 2012, BPCE Domaines avait notamment cédé le château de Puligny (Côtes de Beaune) à la famille de Montille.

(°) Finirà anche il meraviglioso ristorante LA GRAND VIGNE dell’Hotel Les Sources de Caudalie di Martillac (Bordeaux) le cui vigne circostanti “beneficiavano” di musica classica ivi diffusa giorno e notte? E’ uno stellato con quattro forchette, rosse, sulla Michelin France, del quale ho un ricordo incancellabile…

Vino Kosher: è anche un vino naturale

I vini KOSHER si stanno diffondendosi sempre più anche in Italia  e anche da parte di chi vuole semplicemente essere sicuro di bere un vino naturale:

Ho trovato sul sito Italia Squisita, un articolo a firma Nicola Sprelli, che mi fa piacere segnalarvi.                        

“Il vino kosher è pensato e prodotto solo da ebrei osservanti. Un vino kosher è la proposta enologica nel rapporto vino e religione nell’Ebraismo.

Il vino kosher è pensato e prodotto solo da ebrei osservanti, ogni eventuale intervento da parte di terzi comprometterebbe l’intera produzione di vino. Ogni fase della produzione, dalla spremitura all’imbottigliamento, è affidata esclusivamente a personale ebreo. L’autorità Rabbinica, che provvede a certificare la regolare idoneità delle fasi di lavorazione nonché il prodotto imbottigliato, attesta la validità del vino kosher attraverso tre tracce distintive: l’etichetta, l’eventuale retroetichetta e il tappo di sughero con il segno di riconoscimento (o marchio del Rabbinato in questione). Il rapporto vino e religione nell’Ebraismo è molto importante perché un ebreo osservante può vere vino kosher solo se è stato realizzato con i sacri metodi del kasherut, ovvero le regole religiose dell’Antico Testamento in materia enogastronomica. A parte queste disquisizioni sull’antropologia dell’alimentazione, in Italia è possibile trovare questo vino kosher, e Italia Squisita non si è fatta perdere l’occasione di cercare e investigare. Ecco dunque il vino Kosher in Italia.