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La recensione. Il “Menu dell’OLIO” in 4 ristoranti. Ecco quello de La Conchiglia di Arma di Taggia

9 2016 (1) - CopiaArma di Taggia  – LA CONCHIGLIA

Via Lungomare 33  -  Tel.0184 43169

Cibi e vini stanno coinvolgendo tutto il mondo della comunicazione, scrittori, poeti e persino filosofi, insomma tutta la “crema dei cervelli”, su un argomento che, banalmente, non è altro che il buon cibo. Sono comparsi anche molti, troppi furbacchioni che vendono servizi pubblicitari mimetizzati da consigli, esperti che più che altro sanno pubblicare belle foto e frotte di influencer, “volpi” con fisico di un certo richiamo che, per cominciare, chiedono il pasto gratuito offrendo poi una collaborazione fatta di lodi, osanna e magnificat cui dovrebbero poi far seguito pigia pigia di prenotazioni di loro “fedeli”. Ma sempre più ristoratori seri, pur non snobbando nessuno, continuano imperterriti la loro “politica” fatta di prodotti e materie prime “giuste”, preparazioni collaudate, quantità generose e prezzi equi e contando sul passaparola dei clienti contenti. Basterà?  Fanno parte di tali “apostoli della ristorazione seria” anche quattro ristoranti della Provincia di Imperia, che uniscono le loro concordie per fornirsi di OLIO NUOVO e preparano i loro deschi per festeggiarlo, con dei menu di Cucina Mediterranea le cui portate vengono abbinate ciascuna ad un olio diverso, sempre scelto tra i migliori Extravergini di Taggiasca dei frantoi del ponente ligure. Olio di prima spremitura a freddo, novello ancora per poco tempo, come dev’essere per gustarne le supreme vette del suo sapore, inimitabile e proverbiale da sempre . La Conchiglia, ad esempio propone il suo MENU IN TAVOLA CON L’OLIO NUOVO, consistente in: 1) Polpo cotto a bassa temperatura passato alla piastra con mostarda di mele abbinato all’olio della Azienda Agricola 5F di Chiusanico – 2) Il mantecato di patate e baccalà in cannolo croccante abbinato all’olio Ars Olea di Pietrabruna – 3) Filetto di baccalà su salsa “Sardenaira” abbinato a olio Crù Beiza di Castellaro – 4) Tortelli con ripieno vegetale conditi con il pesce di scoglio abbinato a olio Oro Taggiasco del Frantoio Sant’Agata di Oneglia – 5) Il pesce di cattura sfilettato e spinato cotto al forno, mousseline di patate e carciofi appena scottati, abbinato a olio Extremum di Isolabona – 6) Cremoso di pistacchio di Bronte, croccante di cioccolato, salsa alla liquirizia – 7) Pandolce all’olio – Delicatezze , entrambi con Olio Delicatezze della Riviera Borgo d’Oneglia.  Giacomo Ruffoni vi proporrà una certa scelta di vini, i quali saranno compresi nel prezzo, così come l’acqua e il caffè. Il  conto? Bastano 65 euro. Per i vegetariani vengono proposte portate alternative.

Il locale è notoriamente uno dei più confortevoli del Ponente Ligure e nei mezzodì di sole di questa fortunata primavera offre anche la possibilità di pranzare nel suo riparato dehor. Le mise en place sono all’altezza. Il servizio, diretto dal Patron Giacomo che fin dalla sua giovane età fece preziose esperienze al mitico Suvretta di Sant Moritz, è attento, preciso e garbatissimo e non ronronna affatto, anzi è puntualissimo ad alzare le cloche in contemporanea per tutti i commensali. E’ una offerta che mi pare anche una occasione da non perdere e che vale sino a metà aprile.

Con menu diversi, è valida allo stesso prezzo e condizioni anche per altri tre ristoranti: BALZI ROSSI di Ventimiglia Via Balzi Rossi 1 a Ponte San Ludovico Tel.  0184 38132 – GIAPPUN di Vallecrosia Via Maonaira 7  tel 0184 250 560  -  SAN GIORGIO di Cervo Via A. Volta 19 tel. 0183400 175. Luigino.filippi@alice.it

La recensione. In Costa Azzurra il Negresco ha gemmato il ristorante EPHEMERE 37 POP…

2013 aprile (75) - CopiaNizza – EPHEMERE “ 37 POP” dell’ HOTEL NEGRESCO

Promenade des Englais 37 – Tel.  +33 (0)493 166 400

La storia della ristorazione al Negresco è quella di un hotel/monumento nazionale quasi museale, orgoglioso del tricolore francese dei cui colori ogni tanto ne illuminano persino la facciata sulla Promenade des Englais. Ma che, nonostante il trascorrere del tempo, ha sempre tenuto alto anche il vessillo della Hotellerie Francese e si è sempre adeguato. Dal 2018 la nuova chef bistellata VIRGINIE BASSELOT, dai precedenti reputatissimi, ha riacceso i fornelli già di Jean-Denis-Rieubland, aprendo anche a proposte decisamente popolari e attente al terroir.

Fermi da tempo al loro ristorante Chantecler i menu stellati forgiati dai 150 ai 230 euro pro-capite + bevande, nonché le portate alla carta a una media incandescente ciascuna,  è nata da circa un anno la possibilità del Brunch domenicale al loro storico Bar Hemingway. Ma l’ultima novità è che, essendo la loro brasserie LA ROTONDE in via di completo rifacimento, essa è stata temporaneamente sostituita dall’ EPHEMERE 37 POP.  Si tratta di una sistemazione provvisoria ma non breve, sotto la maestosa cupolona vetrata ovale dell’hotel (con a fianco la fotografatissima curiosa toilette dell’attendamento da campo di Napoleone).  d

 

Il salone dal quale nel 2001 tolsero (per salvarlo dai mozziconi) un preziosissimo tappeto Savonnerie di 375 mq. è contornato da  colonnati, quadri antichi, mobili del XVII° secolo, preziosità, opere d’arte, boutique firmatissime ed anche un lampadario Baccarat gigantesco. In esso è oggi installata una serie di tavoli moderni color acero, le cui comode sedie sono in metallo bucherellato con cuscino leggero, che mi pare c’entrino come i cavoli a merenda e, con mise en place funzionali, che paiono occhiolineggiare   gli ori e le preziosità dell’insieme, dei fasti d’antan….Nuova immagine

Le tovaglie sono in materiale sintetico (!) sino a filo del bordo tavolo, ma sono invece in stoffa per i tavoli rotondi. In tavola sale e spezie nonché olio d’oliva etichettato Moulin Baussy.

Ma veniamo al cibo. Ovviamente è possibile scegliere ALLA CARTA delle proposte classiche (dai 24 ai 39 euro ciascuna), nonché sette dessert da 4 a 14 euro. Ma vorrei puntare l’attenzione su alcuni menu. Il “MENU DU MOIS DE LA FEMME (55 euro),

rservito sia a pranzo che a cena, comprende: 1)Terrine de Foie Gras et Artichaut (en hommage à la mère Brazier); 2) Filet de Cabillaud et légumes de saison, beurre, citron-mélisse (le plat signature de Virginie Basselot); 3) Charlotte aux pommes facon Tatin crème glacée au caramel beurre salé (en hommage a « Madame ») . C’è poi il MENU COUP DE CŒUR con una entrée, un plat e un dessert, che costa un po’ mano: 39 euro). Al mezzodì viene offerto LE PLAT DU JOUR a 19,50 euro. Vi pare d’essere al Negresco?!

Ma certamente inattese sono state per me le Carte ESPRIT DE PARTAGE NICOIS che, pour l’aperitif, prevede delle vere porzioni di Socca (farinata) (€ 6), Panissa (€ 9), Pissaladière (€ 12), Trouchia (€ 12), Assortiment Nicois (€ 18). Alla quale fanno seguito tre éntrées (da 13 a 22 euro) Supa au pistou (verdura fresca, pasta, pistou), – Busca de Can (gnocchi alle bietole) – Li sardina farcit con spinaci, pomodorini, Parmigiano.  Alle quali fanno seguito quattro PLATS( da 21 a 24 euro): La Salada Nissarda Recounouissuda, servita con tonno mi-cuit o all’olio – l’Aiolì di merluzzo e legumi fondenti – La Doba a la Nissarda di bue servita con tagliatelle fresche – Lou Farcit Nissart di verdure e fiori farciti di carni di maiale, bue, vitello.

La carta vini offre una quarantina di vini il cui primo prezzo è a 42 euro e, per chiudere, ancora una parola sul servizio: il personale è competente e capace ma, a parte i camerieri premurosissimi e solerti e capaci, coloro che dirigevano la sala la sera del mio passaggio mi sono parsi un po’ troppo “bistrotteggiante” rispetto a quanto ci si attenderebbe in qualunque ambiente del Negresco. Sono lontani i tempi dei mitici Griserì e Haussy! Ma non diamo a questa venialità  troppa importanza e concludiamo: c’è una chef bistellata, dei cibi locali presentati a una clientela internazionale di rango, c’è un servizio accettabilissimo in un ambiente d’insieme assolutamente da visitare, il tutto a un prezzo incredibilmente contenuto: veniteci prima dell’estate… Da parte mia ne scriverò nuovamente quando La Rotonde rinnovata riaprirà…

Luigino.filippi@alice.it -

La recensione, a Beaulieu-sur-Mer, il ristorante LA TABLE DE LA RESERVE !

d                       Beaulieu sur Mèr – LA TABLE DE LA RESERVE

5 Bd. Marechal Leclerc – Tel. +33 (0)493 01 00 01

www.reservebeaulieu.com

Hanno conservato il numero 01, che era il primo utente ad allacciarsi all’arrivo del telefono . La storia di questa villa/palazzo fiorentino ha visto passar sotto le sue volte, ancora oggi affrescate con Liberty originari, il Gotha del mondo intero. Negli ultimi decenni poi, una famiglia di imprenditori illuminati (i DE LION, padre e figlio), si sono dedicati all’albergazione con grande passione  e risultati entusiasmanti, anche con altri alberghi.  Questo ha tre ristoranti ed ora,  secondo una tendenza non solo francese, ne ha gemmato un altro con le caratteristiche della Brasserie-Bistrot, con un cucina del tutto autonoma affidata alla chef executive ANNE SOPHIE SABINI. Costei era già seconda di cucina  presso loro un Palace con ristorante stellato a Saint Tropez. E’ ormai famosa qui la sua BOUILLABAISSE del venerdì, una zupppa di pesce con rouille e croutons, preparata secondo la miglior tradizione, che può anche essere un piatto unico, a 38 euro, un prezzo introvabile in Costa Azzurra, a questo livello poi … .

Il locale si apre con vetrate intere verso la provinciale e il giardino d’accueil dell’albergo regala a La Table una illuminazione a festa). L’ambiente è razionale ma con tocchi di design che ne evitano la banalità; i tavoli sono distanziati quanto basta per assicuravi privacy, in tavola non manca sale, pepe, etc e anche una bottiglia di 25 cl. di olio EVO Fernando PENSATO del Principato di Monaco (sic) sulla cui etichetta è precisato che è spremuto a freddo. Insomma, l’ambiente è di un certo charme, tanto che quasi non si rileva il fatto che ci si debba accontentare di una sia pur simpatica tovaglietta ovale di plastica intrecciata, nobilitta da un tovagliolo in cotone); il cestinetto è colmo di pane piacevolmente tiepido e croccante.

La carta cibi elenca una ventina di proposte che, costando dai 9 ai 28 euro toglie ogni titubanza, ad iniziare dalla “pizzetta tomate” a 9 euro dall’aspetto impensabile per un Italiano, ma dal sapore sorprendentemente buonissimo, che invoglia/consente un bis, do degli ottimi gnocchi au pistou a 13 euro;d due proposte rassicuranti per degli Italiani. Un occhio di riguardo è anche verso i VEGETARIANI con una Woc de legume d’hiver et herbes fraiches, che è un inno alla natura e agli orti dei dintorni.o  La carta riporta quattro proposte, integrate da una lavagnetta con il MENU A 31 EURO, ordinando il quale potete scegliere due portate più il dessert, scegliendo tra la Velouté de lentilles oeuf parfait, lardons, croutons oppure la Tète de veau croustillante revisitée, sauce Gribiche. A seguire potete scegliere il Cabillaud cuit au plat, éminsé d’endives, pois gourmand et tomates confites ; oppure un semplice ma non banale Joue de bœuf facon Bourghignon.

Per i dolci, che non sono elencati in nessuna carta , ma che vengono modestamente presentati direttamente a vassoio, l’abile loro pasticcere ne prepara sei. Il loro sapore è migliore della presentazione e tra essi cito l’imperdibile Dome au chocolat, nonché la tarte passion exotique bisquit praliné riz soufflé: due proposte che sono all’altezza, anzi sono un PLUS rispetto a quanto le ha precedute nel vostro pasto.d Va detto che i ristoranti francesi curano molto il dessert rispetto a quelli italiani fermi al Tiramisù, che si accontentano  della bravura ( o meno) del proprio cuoco. I Francesi si affidano, appena loro possibile, a un pasticcere di scuola ad hoc e danno molta importanza all’ultima portata. In fondo essa ha il compito di satollare l’avventore, chiudere il pasto lasciando un buon ricordo della sosta e preludere a un ritorno del cliente. Tra i dessert è disponibile anche la Planchette dei Formaggi dalla quale potete scegliere a piacimento a 10 euro.

La carta vini, con una cinquantina di etichette, è proporzionata all’insieme. Segnalo il BOURGOGNE A.B. C. Fanny Sabre  2016 a 49 euro, un prezzo non lieve ma “regolare” sotto questo cielo costazzurrino.   d

Va spesa ancora una parola sul servizio, alla mano, professionalissimo e integrato, incredibilmente, dalla cuoca che di tanto i tanto esce in sala, non a farsi bella e neppure ad annoiarvi con non richieste spiegazioni minuziose sulle sue preparazioni, ma soltanto per capire se siete davvero soddisfatti. Tranquilli, se avete voglia di un tète a tète nessuno interromperà i vostri momenti da vie en rose. Insomma è una sosta rassicurante che può finalmente riaccendere il desiderio di oltrepassare la frontiera, per riassaporare discretamente il confort di semplicità+buon gusto, la calma ma senza sbadigli e anche la volupté  degli spiriti liberi dal cuore caldo …

Luigino.filippi@alice.it

La recensione. Ad Albenga il ristorante IL MANGIARINO

cAlbenga – IL MANGIARINO – Via Marietta Lengueglia 49

- Tel. 0182 021 194

Intorno alla città vecchia, all’ora di cena, il parcheggio non manca mai: fermatevi a quello a sud, vista ponte; entrate poi a piedi nel centro storico; cento metri dopo c’è la cattedrale e, girandole intorno, proprio sotto le torri provvidenzialmente illuminate la notte, sarete arrivati. La zona ha un suo fascino tutto particolare e forse proprio per questo è stata scelta dalla inossidabile MIRELLA PORRO, dai trascorsi reputatissimi da queste parti,  con un “intermezzo” fino tre anni fa  come docente alla prestigiosa ALMA di Gualtiero Marchesi, che negli ultimi anni ha sfornato i più bei nomi della ristorazione italiana. Breve divagazione: sapete che Paola Marchesi è pittrice? Le sue opere sono esposte in questo ristorante !

In un insieme colorato e piacevolmente informale, ecco quattro ANTIPASTI (15-16 euro), tra i quali il tataki di tonno, crema di melanzane, cacao, germogli, zenzero. Oppure l’insalata di polpo, con sedano, papaya, pinoli, olive Taggiasche, capperi.

Sei splendidi PRIMI PIATTI (10-15 euro) tra i quali è veramente difficile scegliere… ad iniziare da un leggero minestrone ligure, oppure gli spaghetti di Gragnano, bottarga , melanzane, pomodoro, menta fresca, un piatto nel quale si riconosce l’impronta inimitabile di Mirella, così come negli straccetti di pasta fresca al ragu di mare. Uno stile personale, che si riconosce fra tanti anche in piatti classici, cui comunque la chef riesce a infondere l’impronta, persino nella presentazione classica ed anche invitante.

A seguire quattro SECONDI (16-19 euro) dei quali cito il rombo al forno, carciofi, patate, pomodoro candito, maggiorana; oppure il roast beef, con cipolle caramellate, maionese, senape.

Avete un debole per i DOLCI? Potrete scegliere fra sei proposte (7 euro). Ad esempio un tortino caldo di mele, amaretti, gelato; oppure  il semifreddo all’amaretto, frutta secca, meringhe, crema zabaione. Non banale anche il sorbetto di fragole, servito con stroscia (ricetta di Pietrabruna) e olive candite.

La scelta vini verte su una trentina di vini fermi (quasi tutti sui 20 euro), dei quali segnalo il Gallo Otto IGT Marche Rosso dell’azienda agricola Fiorano (il vino di Elio e Storie Tese, è scritto in carta).  Nonché una pagina di “bollicine”, tra le quali lo Champagne GREGORY BRUT MICHEL MAILLARD (€ 50) che, bevuto a tutto pasto, si abbina incredibilmente persino … al minestrone ligure.  Esiste anche la possibilità di vini a calice (5 euro), utili ad esempio, per accompagnare il vostro dessert.

Servizio:  in ristoranti in cui, sempre più frequentemente si incontrano cianfruglioni senza inclinazione, che vi si avviticchiano  abbrustolendovi  di bla bla e vi “sgonfiano” pertinacemente con noioserie e loquele del genere “meno male che ci sono io che penso a tutto”,  fa specie trovare in questo locale il servizio svolto direttamente dalla proprietaria, che ha unito efficienza  e squisitezza di modi.  La distanza tra la cucina e la sala è brevissima, ma Mirella la accorcia ancora, curandovi come degli amici, comparendo e riapparendo soltanto nei momenti giusti e con brevi parole che m’è parso nascano dall’entusiasmo di far bene tutto. E infatti tutti tornano volentieri lodando il suo savoir faire!

Luigino.filippi@alice.it -

La recensione: a Imperia RISTORANTE SALVO AI CACCIATORI

2018 luglio 19 (35) - CopiaImperia  – SALVO AI CACCIATORI

Via Viesseux 12

Tel. 0183 293763

Il grande Fondatore AGOSTINO SALVO,  aveva come stella polare il motto “La generosità fa ricco il ristoratore” e, dalla prima metà del secolo scorso, questo è “Il Ristorante” delle occasioni importanti per le famiglie, per le Società, per una ospitalità di riguardo. Figlia e nipoti hanno fatto tesoro dei giusti insegnamenti, tra i quali quello di stare al passo con i tempi. Infatti in due sale vista cucina, perfettamente sistemate e con poltrone morbide, le mise en place sono perfette, a partire dai sottopiatti storici  in peltro pesante… Fortunatamente l’accoglienza ed il servizio sono pronti, capaci e, fatto che non guasta in Liguria, anche  sorridenti.  Il dehor del mezzodì, posto su una strada pedonalizzata,  mi pare adatto ad una pausa di lavoro con frugalità, ma trovo più comodo e preferibile l’interno di maggior classe e ambiente.

Gli ANTIPASTI sono cinque (12-18 euro) e tra questi cito la battuta di capriolo, nocciole, rapa rossa e cioccolato, oppure il crudo di tonno, lime, granita di sedano, cipolla in agrodolce. I PRIMI PIATTI sono cinque (17-22 euro) e di questi in ben tre portate è presente l’acciuga: un vero inno alla liguritudine.  Ma è inatteso anche il terragno Tagliolini 40 tuorli con ragout di caccia, qui collaudato da decenni,  oggi diventato una piacevole sorpresa, rispetto alla generale “globalizzazione” delle carte ristoranti, sempre uniformi tra loro. Altrove il fenomeno è una calamità che credo dipenda anche dalle comode forniture di semilavorati da parte dei grossisti; ormai un pesce intero, pressoché sparito dai ristoranti,  lo si trova soltanto… in pescheria.

Diverso è il caso di questo locale dove, su cinque SECONDI PIATTI (22-35 euro), solo due sono di mare e serviti previo passaggio in sala di un carrello dal quale potete scegliere il vostro pesce, qualche volta anche dei crostacei ancora vivi.  Dipende dall’umore del mare e quindi delle pescherie sul porto di Oneglia. Dando per scontate le loro classiche e perfette preparazioni, volutamente cito dei piatti di carne: la Costata di bue, il Piccione Royal e, perfetto, l’ormai raro (in Liguria) Carré d’agnello Sambucano preparato con carota yogurt e servito nel suo fondo di cottura.

Il DESSERT è da scegliere tra cinque dolci (8 euro). Il più curioso è la Zuppa d’olio EVO Taggiasco con frutti rossi, ma c’è anche un inusitato cioccolato affumicato, toffee alla nocciola, pan brioche croccante ed arance (un po’ troppo salato a mio avviso, anche se è noto che sale e cioccolato si abbinano perfettamente).

Il loro MENU DEGUSTAZIONE 1905 (valido per tutto il tavolo) prevede: 1) Terrina di musetto (acciuga, giardiniera, maionese al peperone rosticciato) – 2) Cozze, crema di broccoli, topinambur  (croccanti) – 3) Spaghetto Valentino (cima di rapa, vongole veraci, crumble all’acciuga” – 4) Spigola di scoglio sondo di crostacei, finocchio alla mela verde – 5) Pera Martina zabaglione e vino rosso. Il tutto con 45 EURO, un prezzo conveniente, rispetto ai prezzi cenando alla carta (64-84 euro per tre portate più dessert compreso il coperto).

Per quanto riguarda i vini, la relativa poderosa carta è accompagnata in ogni pagina da citazioni illustri; quella di Leonardo da Vinci recita che “ molta felicità sia agli uomini che nascono dove si trovano i vini buoni”. Che qui non mancano davvero, a partire da un elenco di ben 52 etichette di “bollicine” (Prosecchi, Spumanti e Champagne).

Insomma, dopo aver gestito per decenni uno dei più bei ristoranti della provincia, qui non dormono sugli allori e tengono il passo con i tempi, anche con piatti che, pur avento titoli ingessati dall’eternità, vengono preparati in maniera consona ai dettami più attuali, senza intaccarne la bontà e la qualità: mica facile. Copmplimenti!

Luigino.filippi@alice.it

La recensione: a Bussana di Sanremo ristorante LA KAMBUSA

P1120103 - Copia Sanremo – LA KAMBUSA – Via al Mare 87 – Frazione Bussana  -                                                   Tel.     0184 514537

Nella curva di Arma dell’ex via Aurelia romana, c’è ancora una placca del TCI dei primi del secolo scorso indicante la direzione, le distanze etc… Un chilometro dopo c’è il lungomare di Bussana sul cui promontorio, spesso corrucciato da mareggiate, questo localino di tradizione ha una porticina ligure a due ante (occorre entrare ”di fianco”) che immette in una saletta rustica ma molto elegante, perfettamente in linea coi tempi in fatto di arredi, comodità delle poltrone, mise en place con classicissimo tovagliato crème, piccolo bouquet ai tavoli e, anche in fatto di temperatura, vi si trova un calduccio che purtroppo è raramente reperibile nei ristoranti.

Gli ANTIPASTI DI MARE sono quattro (13-15 euro). Tra questi è sempre presente lo splendido Salmone scozzese affumicato con alga Nori e crema di yogurt; in alternativa cito i delicati Moscardini in guazzetto con gli “aerei” Fagioli di Pigna.  Quattro anche gli ANTIPASTI DI TERRA (€ 12-15) tra i quali un semplice ma non banale Sformatino di Parmigiano Reggiano con salsa di noci; oppure quello di peperoni  e il fondente della rara Toma di Arzene che lo accompagna. I PRIMI PIATTI DI MARE (€14-15) sono sette, tra questi cito gli Spaghetti alla chitarra con Gamberoni all’aglio, olio e peperoncino; oppure i Paccheri con vongole veraci e bottarga di muggine; o ancora il Risotto al Prosecco e petali di storione. L’assortimento è, evidentemente notevole, con altrettanti sei piatti di PRIMI PIATTI DI TERRA, tra i quali il risotto ai funghi porcini (in stagione), oppure le tagliatelle all’uovo con asparagi e Scamorza pugliese. Per quanto riguarda i SECONDI i pesci e i crostacei vengono proposti giornalmente, a voce, secondo le disponibilità del mercato e la fantasia dello chef. Potete quindi e comunque contare su un pesce intero, sfilettabile se di misura troppa grande per voi. E’ uno dei rari ristoranti in cui potete azzardarvi a farvelo cucinare al sale, con un filo d’olio EVO: godrete del profumo del pesce pescato nel Ponente Ligure, che sa di “nitassu”, un motto in vernacoli sanremasco, intraducibile, che indica un  aroma particolare ed esclusivo.  Va da se che anche i crostacei sono all’altezza di una vera e sincera cucina ponentina, dove la semplicità valorizza il prodotto, servito senza “salsina di” , “su vellutata di” e neppure  “su fondo di”…. Nelle carni è offerto un assortimento di filetto cucinato in otto ricette (€ 26-30).  Per quanto riguarda i DESSERT la “tradizione” della casa è di non mettere nulla … per iscritto, ma frascheggiare un po’ declamandoli lentamente, illustrandoli con giuste pause tra un versetto e l’altro. Sono sei proposte, a volte di più, per cui spesso occorre che il patron debba ricicisbearli sorridendo longanime. Ho trovato buonissimi la Stroscia con mousse di mascarpone e riduzione al caffè alla Sambuca, nonché il Parfait al cioccolato amaro e purea di pere William’s. . . Sorprendentemente è disponibile anche una ben assortita proposta di formaggi, della quale non ricordo di eguali , con tanto di descrizione per ciascuno, abbinamenti etc etc. La casa ha anche delle SPECIALITA’ SU PRENOTAZIONE: Paella alla Valenciana (€ 25) , Zuppa di pesce (€ 30) e l’Aragosta dello Chef, a prezzo variabile a seconda della stagione e del mercato.

La carta vini è tomo voluminoso in pelle, con un elenco sterminato di etichette ben selezionate ed assortite, con prezzi normali  (ed anche molte mezze bottiglie che consentono delle libertà ai commensali). Segnalo: Tra Donne Sole un Sauvignon/Chardonnay di Terre da Vino a 18 euro, un Radici di Mastroberadino a 30 euro e, per San Valentino, la possiblità di cenare a tutto pasto con uno Champagne Louis Brochet a 53 euro.

Il servizio ovviamente è in linea con la piacevolezza dell’insieme di un locale dove, nelle giornate Festivaliere è stato preso d’assalto da i veri VIP che non amavano stare in vetrina ed anzi amavano appartarsi per godere di un servizio da principini, senza enfasi, nella calma di un lungomare d’inverno, con la voluttà di una cucina seria, senza trallallà di maniera. Ed anche a prezzi da amici, ora è tutto per noi.

Luigino.filippi@alice.it -