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Ristoranti: Guida de L’Espresso 2018: ecco tutti i nomi del Ponente Ligure

DSCN8124E’ uscita la 40° Guida annuale 2018 ai Ristoranti d’Italia de L’Espresso. E’ un elenco che comprende, dopo una selezione severa, 2.800 ristoranti, ovvero l’ 1,4 %  dei circa 200.000 ristoranti esistenti in Italia. Quindi, indipendentemente dalla classifica, farne parte, significa già essere i migliori.

Ecco qui di seguito l’elenco completo  degli esercizi del Ponente Ligure.  I giallati sono i locali riconosciuti come migliori e classificati con 1-2-3  cappelli; gli azzurrini sono quelli recensiti in Guida con un testo descrittivo; gli altri i meritevoli di una segnalazione.

ALASSIO

Loc. Asino

Nove Villa Pergola (2 Cappelli))

Lamberti

La Vigna )

ALBENGA

Il Mangiarino     

Pernambucco  

Babette

Osteria del Leoni

 

ALTARE

Quintilio 

 

ARENZANO

The Cook 1 cappello      

Ochin de Ma

 

BERGEGGI

Claudio 1 cappello  

 

BORDIGHERA

Magiargé 

A Scibretta si

La Cicala     si

 

BORGIO VEREZZI

Doc 1 cappello 

 

CASTELVITTORIO

Terme

 

CASTELBIANCO

Gin

Scola

 

CERVO

San Giorgio

 

CIPRESSA

Da U Titti

 

DOLCEACQUA
A Viassa

 

FINALE LIGURE

Ai Torchi

Il Sogno

L’Armatore

Aqua

 

GARLENDA

Rosmarino hotel Meridiana

 

IMPERIA

Lucio a Casetta

Sarri (2 cappelli)

Cacciatori

Chez Braccioforte

Dalla Padella alla Brace

Didù

La Ruota

 

MILLESIMO

Locanda dell’Angelo (1 cappello)

 

 

NOLI

Il Vescovado

Lilliput

Pino

Nazionale

 

ORTOVERO

Grani di pepe

 

OSPEDALETTI

Acquerello

Byblos

Come a Casa

 

PIETRA LIGURE

Buca di Bacco

 

SANREMO

Ittiturismo Patrizia (1 cappello)

Paolo e Barbara ( 3 cappelli)

Glam

La Kambusa

La Pignese

Ulisse

Vino Panino & Co

 

SAVONA

A Spurcacciun’a (1 cappello)

Molo

Suavis

Alessandro Franco

Blue Restaurant

 

ARMA DI TAGGIA

Conchiglia (1 cappello)

 

VARIGOTTI

Muraglia (1 cappello)

 

VENTIMIGLIA

Balzi Rossi (1 cappello)

Gardino del Gusto

Hambury

 

 

 

La recensione: ristorante Giappun a Vallecrosia

26 2 2017Vallecrosia – GIAPPUN – Via Maonaira 7 – Tel. 0184 250 560

Nei dintorni non c’è di pari qualità, anzi questo è semplicemente uno dei primi ristoranti del Ponente ligure, sia per materia prima che per qualità di cucina. Con 2 parcheggi a poca distanza, questa ex stazione di posta ha offerto ristoro a diverse generazioni, ma “porta molto bene” i suoi … 99 anni,  grazie a continui rinnovamenti e ad un cuoco che è orgoglioso della sua professione e vi sacrifica anche buona parte del tempo libero. Donna Daniela, proprietaria che odia  l’enfasi, accoglie con un sorriso aperto e molta gentilezza, restando disponibile sia per un servizio “conversato” quanto basta senza farvi pistolotti, sia per limitarlo al necessario se s’accorge che, come avviene soprattutto il mezzodì,  i commensali sono concentrati in conversazioni. In ogni caso tutto è cura, attenzione, servizio insomma, non disservizio, come spesso avviene in altri locali dove la sala mina il consenso che la cucina merita. Ma veniamo  ai particolari. I tavoli sono grandi, quasi tutti rotondi, ben distanziati, con tovaglie e mise en place di pregio con allegri sottopiatti a fiori, poltrone con braccioli (rare a trovarsi), una rosa, una piccola sacca rustica con pane affettato (tagliato al momento, vivaddio), focaccia alle olive e grissini caserecci. Il tutto in un ambiente solare dove i colori chiari, anche dei decori e dei quadri esaltano il nitore e la classe dell’insieme.

Degli otto ANTIPASTI cito il carpaccio di Gamberoni Rossi di Sanremo su battuta di pomodoro fresco, oppure la scaloppa di fegato grasso d’oca (meglio di quello d’anatra) e passata di mele, oppure un  assaggio di quattro antipasti di pescato del giorno oppure verdure di stagione ripiene2017 8 0ttobre (44).

I PRIMI in carta sono sei, tra i quali gli gnocchi di patate triglie di scoglio e pomodoro fresco, che si sciolgono in bocca e il sughetto, probabilmente realizzato in due tempi concomitanti è una gioia per il palato;

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a seconda della disponibilità del mercato offrono anche una zuppa di pesce seria, come d’altronde sono seri tutti i piatti di questo cuoco che officia da una cinquantina d’anni. E’ una cucina leggera, classica ma aggiornata ai canoni di questi tempi di “mediterraneizzazione”, ma non innovativa per forza, con equilibri sempre rispettati e azzeccati: una mano felice quella dell’espansivo ROBERTO LAMBERTI che prepara anche sei  SECONDI di pesce e quattro di carne. Tra i quali il filetto di baccalà di fresca salatura cotto in tempura con vellutata di porri e patate, oppure un semplice ma splendido piatto di crostacei al vapore, con fagioli Bianchi di Pigna che, lasciati interi ed esaltati da un goccio di olio, diventano un piatto che coniuga due “sentiment”, quello contadino e quello dei deschi nobili. I Fagioli di Pigna, per chi sceglie la carne, sono previsti anche come fondo di purea nella portata di trippa di vitello. Al DESSERT si può scegliere sia un assortimento di formaggi, che uno dei loro dolci al cioccolato, un semifreddo etc…, ma se amate il fascino delle atmosfere di casa e d’antan, sono disponibili le loro crostate, la tarte Tatin….

Come d’uso, la casa offre la possibilità di scegliere, oltre che alla carta, anche tra due menu: il DEGUSTAZIONE a 75 euro preparato a seconda delle disponibilità del mercato e comprendente due antipasti, un primo, un secondo, un dessert, possibilmente serviti per tutto il tavolo.  C’è anche il MENU DEL MEZZOGIORNO che offre una antipasto un primo, un secondo, un dessert a soli 40 euro.

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La carta vini occupa decine di facciate e può soddisfare anche richieste esigenti, con prezzi equi. In fondo ad essa compaiono Eau de vie, Rhum pregiati etc… ma, ancorché a questo livello di qualità né la cucina né il conto siano indigesti, a fine pasto i più “depravati” gourmet manifestano solitamente il bisogno impellente di un bicchierino di Genzianella di Pigato di Paoletti: una riserva privata ed ormai esclusiva di patron Roberto, che però va ….esaurendosi… Ma provate, siate suadenti e persuasivi: chissà mai…! >>>>>>>>>

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La recensione: a Santo Stefano al Mare ristorante La Cucina

cucina s stefano.                                Santo Stefano al Mare – LA CUCINA

Piazza Cavour 7 – Tel. 0184 485 040 – www.ristorantelacucina.it

Sulla piazzetta sotto al campanile del borgo, ecco due ambienti, uno in veranda in legno (chiusa) e l’altro più intimo e classico all’interno che ha soltanto una decina di tavoli, con piacevole musica jazz in vago sottofondo, dove si respira l’ambiente da vera trattoria taliana ma di tono e con particolari ben curati, fors’ anche più di molti ristoranti  di tono che se la tirano non poco e poi mettono tavola senza le tovaglie.  Qui il bel tovagliato è addirittura operato, c’è una boule artistica con fiammella a ogni tavolo, dei grissini (in pacchetto), pane affettato al momento e i tavoli sono a distanza di buona “privacy”.

In carta (sottoplastica) : Coperto e servizio 2,50 euro. ANTIPASTI (da 11 a 15 euro): insalatina di piccoli gamberi locali con formaggio e insalata (€ 15), oppure un antipasto composto da cinque assaggi di mare (15 euro).

PRIMI (da 11 a 16 euro), tra i quali le lasagnette cu pessìgu, ovvero farfalle di borragine fatte e pizzicate a mano e condite ai frutti di mare; oppure le Piccagge matte, ovvero pappardelle di farina di castagne fatte in casa condite con pesto, fagiolini e patate secondo regola.

SECONDI (da 16 a 22 euro oppure pescato a 7-8 euro l’etto), tra i quali la Frittura di pesce fresco locale, oppure un intero pesce al forno alla Ligure, con adeguati contorni di stagione. Disponibili anche quattro portate di CARNI (dagli 11 ai 25 euro), tra i quali il filetto di manzo alla moda di Alba con patate saltate.

Al DOLCE  un loro classico è la Spungata con gelato, ancora uno dei pochi piatti antichi della Liguria di Levante salvati dall’oblio, che qui propongono talvolta leggermente rielaborati.

Le proposte del mezzodì da lunedì a venerdì sono due, una di due portate dolce e caffè a 23 euro, l’altro di tre portate dolce e caffè a 32 euro.   E’ una cucina, quella del bravo cuoco/patron Claudio delle Monache che ha personalità, immediatezza, testimone di acquisti di materie prime degli orti locali, e delle barche da pesca che da sempre rientrano a queste rive.

La carta vini elenca decine di etichette collaudate, altre molto particolari (come un Ghemme di Brugo), e poi anche 11 “bollicine”, compreso un buon Champagne Louis Brochet brut premier cru a 50 euro (nei dintorni l’abbiamo trovato a 20 euro in più).  Ma anche due onorevolissimi premiati, un Ormeasco Cascina Nirasca  e un Vermentino Colli di Luni, entrambi a 18 euro: prezzi onestissimi. Il vino della casa o in caraffa (10 euro).

In sala patron Giampaolo Vinai  è pronto, accorto, alla mano e assicura bei momenti “decontractée”  se non pretendete un servizio troppo impettito che qui sarebbe fuori luogo, stante l’aria di questo insieme, che non è il locale di tendenza e neppure da battaglia, ma una franca tavola per amici che si assicura così frequenti ritorni. In un mondo di cozzerie, polpetterie, insalaterie e …corbellerie varie, questo è un  approdo sicuro, che orma ha superato ogni moda e capriccio degli ultimi 30 anni.

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La recensione. A Ventimiglia ristorante Balzi Rossi

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Ventimiglia – BALZI ROSSI

Via Balzi Rossi 2  (frontiera Ponte San Ludovico)

Tel. 0184 38132 – www.ristorantebalzirossi.com

E’ a 300 metri dalla frontiera di Ponte San Ludovico e, con vecchia battuta, si può chiamarlo l’ultimo ristorante d’Italia, ma anche il primo,  arrivando dalla Francia: in ogni caso è da decenni tra i migliori ristoranti del largo circondario, Costa Azzurra compresa. La struttura ha finestrature e terrazza letteralmente a picco sulle onde marine (attenzione ché non vi cada nulla in mare). Tutti i tavoli hanno vista e alcuni allargano la panoramica alla intera baia di Mentone che, illuminata la sera, regala atmosfere voluttuose al ristorante con interni algidi e immacolati. Recentemente hanno alleggerito il look delle comode poltrone, ora private dalle borchie e anelli e le mise en place, ovviamente, sono quelle di un locale di grande classe, comprese le cristallerie di finissimo spessore, che non ricordo d’aver trovato nell’intera Liguria.

Lo Chef Enrico Marmo, 30 anni, che ha onorevoli “trascorsi”, iniziò alla Vineria della Signora in Rosso di Nizza Monferrato, poi si specializzò all’ Alma, poi al Gellius, da Cracco e, finalmente, per ben cinque anni officiò come sous-chef alla Enoteca di Canale. Ora, da qualche anno, ce lo godiamo ai Balzi Rossi dove, pur rispettando la tradizionale linea di cucina della grande Pina Beglia, “mamma” di questa struttura, ha anche portato proprie brezze di novità, soprattutto nei primi, nei piatti di carne e in generale in altre varianti e inventive.

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La carta offre una scelta di cinque ANTIPASTI (dai 22 ai 45 euro) tra i quali la fantasia di pesce e crostacei crudi, oppure i Gamberi di Sanremo, mandorle e finocchio, oppure il Foie Gras con lamponi e cereali.  Seguono cinque PRIMI (dai 30 ai 45 euro), tra i quali i Garganelli, aragosta e melanzana, oppure in questa stagione, i ravioli di Prebuggiun (erbe selvatiche) mandorle e porcini,2017 sept 30 (7)

oppure ancora i tortelli di bottarga, cannolicchi, limone e prezzemolo.

I quattro SECONDI (dai 35 ai 40 euro) hanno titoli sobri e rassicuranti, ma la meraviglia giunge tosto appena li si assaggia. Un classico dello chef è elencato semplicemente come “il piccione”, così come “ermeticamente” è indicato  “l’astice blu” e “il pescato alla ligure”, del giorno s’intende.

Al DESSERT le proposte sono sei (dai 12 ai 15 euro), il seducente 5 chocolate, in 5 varietà, 5 consistenze e 5 temperature diverse, un con presentazione “destroide” sorprendente e inattesa;2017 sept 30 (16)C’è anche un titolo che dal nome m’ha ricordato i tempi di… Marcellino, ma non pane e vino, bensì “Pane, zucchero e fichi”, che realizzato con originali e deliziose sfoglie di pane zuccherato, chantilly allo yogurt, composta di fichi al limone e Whisky al miele.

La carta dei vini asseconda ogni ragionevole scelta ed è di facile maneggevolezza, nonostante elenchi 100 e più etichette. I suoi prezzi sono in linea con quelli della maison e il patron ne illustra fiero e quasi passionalmente le singole etichette. IMG_1845 - CopiaTra gli Champagne di base, all’ultimo mio passaggio, mi ha consigliato un piacevolissimo Delamotte, che è stato anche servito a temperatura perfetta.

Dimenticavo: il servizio non mena il turibolo e l’attento personale in scuro, stabile negli anni, lavora con semplice e sicura perfezione ed anche con molta amabilità. Dal canto suo la clientela è elegante, con molti uomini in giacca  e signore “in tiro”, qualcuna visibilmente “indomenicata” per l’occasione.

Rispetto ai numerosi ristoranti “costazzurrini” questo locale vince prima di tutto per la qualità della materia prima molto rispettata nel cucinarla, nonché per il livello del prezzi, che oltre frontiera sono più o meno doppi;  infatti il locale pullula di Francesi ed è meglio prenotare con un certo anticipo. Per gli Italiani, abituati, ad una ristorazione dalle addizioni più contenute,  la “resa dei conti” , scegliendo alla carta, risulta un po’ meno leggera dell’abitudinario, ma non è “crudele”, se si considera che questo è un ristorante da grandi occasioni e che altri suoi pari in Italia costano anche molto di più.  A “rimedio” segnalo che è offerto anche un rassicurante Menu Degustazione di ben sei portate,  a 75 euro tutto compreso, creato seguendo le stagionalità e consigliato per l’insieme dei commensali, una proposta che toglie ogni “paura” a chi desidera accomodarsi qui, con il cuore e il portafogli entrambi … leggeri.

Ecco ancora una foto a di inizio secolo dei Balzi Rossi tratta da una copertina del loro menu di qualche anno addietro:18 06 2016 (31) - Copia

La recensione: a Imperia Ristorante Sarri

Sarri da Internet                                            Imperia – Ristorante SARRI

.                              Lungomare C. Colombo 108 (Borgo Prino)

.                              Tel. 0183 754056 – www.ristorantesarri.it

 

Passata la movida estiva, il quartiere riprende il suo vero volto calmo, con il profumo del salino delle prime mareggiate autunnali e anche, più prosaicamente, con un parcheggio non più impossibile. Se in questo il locale ogni lunedì, a locale completo, trovate anche le famiglie dei loro migliori colleghi ristoratori, sempre diversi e anche provenienti da fuori provincia, profittanti del proprio giorno di riposo per accomodarsi a questi tavoli, una ragione ci dovrà pur essere! Diciamolo apertis verbis: non arrivano alla decina i locali della provincia d’ Imperia nei quali, mare permettendo, si possono trovare i crostacei di qualità eccelsa come quelli che trovate qui. Alla faccia dei tripadvisorini lodanti e sbrodanti centinaia di altri indirizzi. Il grande Sarri, che ha cucinato instancabilmente tutte le sere d’estate, ora si “concede” di rispettare il suo giorno di chiusura il mercoledì.

E’ un locale che “ha ambiente”, moderno ma di design, con poltrone confortevolissime, senza tovaglie secondo l’ odiosissima ma diffusa nuova tendenza d’oggi (tendenza che però non ha ancora abolito i tovaglioli … i tavoli e le sedie), con un piccolo patio esterno che è un vero lusso nei mezzodì di sole settembrino. Tutte le paste fresche e il pane sono prodotte in casa con farine biologiche del Mulino Marino. Il pane giunge in tavola a fette più un panino color cenere e due perfetti bastoncini di focaccia di giusta consistenza come vera “Genovese”. Le verdure, è scritto, provengono esclusivamente dall’orto biologico riservato al ristorante.

Vi proporranno un aperitivo (6 euro un Prosecco, 8 euro un Franciacorte, 12 euro uno Champagne) e vi lasceranno in pace a consultare la carta.

Cinque ANTIPASTI (dai 16 ai 24 euro), tra i quali la Triglia e cipolle rosse arrostite, fichi caramellati alla brace e salsa al ribes € 20), oppure il Baccalà Islandese rosticciato su crema di patate e cipolle, fiore di zucca ripieno di Prescinseua e Tartufo Nero (€ 24).

Quattro PRIMI dai 18 ai 32 euro, tra i quali , con riduzione al Passito e ricci di mare, gli originali bottoni ripieni di cipolla con triglie rosse di scoglio e scaloppa di fegato grasso d’ oca, notoriamente molto più raffinato di quello d’anatra  (che infatti costa la metà).  Le portate più tradizionali sono sostanzialmente elaborazioni di ricette liguri con qualche “diversivo”, come ad esempio nelle lasagnette accomodate al pesto, patate, fagiolini e pinoli insieme alle quali però troverete tre corposi Gamberi d’ Oneglia che ancora profumano di mare ( rarissimo a questo livello di qualità).

Quattro i SECONDI in carta la sera del mio passaggio dai 26 ai 45 euro, tra i quali il pescato al verde, scarola alla griglia e Tapenade (€ 26), oppure i crostacei di Oneglia in casseruola e profumi liguri.

Tra i DESSERT da non perdere il Cru  di cioccolato con crema ai limoni di Imperia e gelato alla liquirizia oppure l’ermetico  “Come una Pinacolada”  che spiega il suo effetto mano a mano che lo si consuma (€ 8). In prima pagina trovate il MENU LASCIATEMI FARE, realizzato in base alle disponibilità del pescato e dei prodotti di giornata,  per l’intero tavolo, con portate a scelta della cucina, ma ascoltando anche voi, con ragionevolezza, anche se non manca la scritta che “le modifiche sul menu implicano una variazione del prezzo (45 euro).

Quando in sala è presente  il rassicurante sorriso di Alessandra Sarri l’atmosfera ha una marcia in più; diversamente non resterete comunque sull’ ”ermo colle” grazie al bravo  Alessandro Grillo che, oltre che sommelier, è un provvidenziale factotum molto garbato. Degli altri addetti, in bistrotteggiante look  nero alla francese,  pur ben “briefinghizzati”ante servizio per fornirvi ogni delucidazione sulle portate, sentirete poco la loro voce, se non per annunciare con garbo il piatto. Capaci, concentrati e diligenti, si ricorderanno ad esempio a chi va una portata e a chi un altra senza che voi dobbiate  interrompere il vostro conversare con gli altri vostri commensali: un fatto che succede solo nei ristoranti di lusso, e quasi da nessuna parte in Liguria.

La carta vini asseconda ogni ragionevole esigenza anche con etichette straniere, interessanti anche nel prezzo. Non sono previste mezze bottiglie, ma ci sono delle “bollicine” servite a bicchiere.

Concludendo: una sosta che coniuga l’ieri e l’oggi, con portate giuste né scarse né abbondanti ed una carta che, guardandone i prezzi, non fa fare gli occhi grossi né passare l’appetito.

La recensione. A Sanremo ristorante Paolo e Parbara

2017 7 settembre (7) - Copia                                         Sanremo – PAOLO E BARBARA

Via Roma  47 – Tel. 0184 531653 – www.paolobarbara.it

Quale sarà la ragione per la quale da decenni è considerato la migliore cucina della Liguria intera dalle Guide Nazionali Espresso, Gambero Rosso, Michelin)? E’ presto detto: perché la loro cucina è semplice ma non banale e sempre eccelsa. In pieno centro, con insonorizzazione assoluta, il minuscolo locale di charme è un insieme impeccabile ed anche elegante. Alla carta, stanti i ben quindici ANTIPASTI, si potrebbe tranquillamente scegliere una intera cena restando nell’elenco degli antipasti.  Vi troneggia la selezione di pesce crudo in stile mediterraneo in nove o in cinque assaggi. Oltre ai crudi sono da citare anche i raffinati scampi del golfo scottati a vapore con elisir di mandarino, oppure l’uovo alla Royale, croccante e liquido, con fiori di zucca croccanti e caviale. E’ evidente che qui c’è una marcia in più. I PRIMI sono sei, tra i quali lo storico piatto di Paolo che da solo vale la sosta, i raviolini al “Prebuggiun!, ovvero erbette selvatiche) con salsa di noci e cagliata che è anche presentato magistralmenteIMG_2982

; ma pure i cappelletti ai gamberi di Sanremo infusione di cipolle bionde e fiori essiccati sono notevoli.  Nove i SECONDI, tra i quali il polpetto verace al profumo di aglio e zenzero con uno stuolo di Fagioli Bianchi di Pigna; oppure l’altro loro storico piatto di Gamberi di Sanremo fiammeggiati all’Ardbeg whisky e piccola paella di verdure. Nelle carni compare il maialino arrosto, con chutney di albicoccher, melanzana alle spezie.

Esistono anche diversi menu. Al mio passaggio ho trovato il “SUGGESTION” che comprende  ben otto portate e costa 90 euro al quale è abbinabile una selezione di 5 vini diversi ben abbinati ad ogni portata. Ho anche trovato il menù “SETTEMBRE”  di cinque portate a 65 Euro con possibilità di abbinamento con tre vini liguri naturali a € 20. Disponibile anche un menu “a voce”, che viene anticipato tramite la loro Newsletter ai “fedeli” della maison che, in questo settembre costa 48 euro più bevande.

La carta dei vini è molto ben assortita ed ha anche etichette particolari; sono molti i vini “Naturali” ivi compresi alcuni Champagne. Paolo tiene molto a presentare i vini delle sue vigne di montagna.

Il servizio, un tempo lontano un po’ “didattico”, è ora dal sorriso aperto, disponibile e saggiamente personalizzato in modo da rendere piacevole la sosta di clientela eterogenea, dai Sanremaschi agli Americani nonché ai molti viaggiatori che, capitando a Sanremo, non si vogliono perdere questo locale che, anno dopo anno, figura da sempre su tutte le Guide serie come il primo della Liguria intera.

In carta ci sono un po’ di precisazioni: i menu saranno serviti per tutto il tavolo, l’ultima ordinazione va effettuata entro le 21h 15’, le uniche carte di credito accettate sono la Visa e la Mastercard, la voce “servizio” per le ordinazioni alla carta è del 10% (anche se in verità mi pare in pratica poco applicato).

Infine va segnalato che Paolo è un cuoco/contadino che, in effetti ha terreno a Castelvittorio e alla costa delle Porrine di Ospedaletti, ai quale dedica i suoi due-tre giorni di chiusura settimanale del mezzodì: gli fruttano una materia prima bio, un merito che pochi possono vantare.