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La recensione: a Imperia Ristorante La Ruota

.            2017 21 11 (8) - Copia   Imperia (Borgo Foce di Porto Maurizio)

LA RUOTA  - Spianata Luigi Varese 25 – Tel. 0183 61206

www.laruotaimperia.com

Dopo che il borgo è stato pedonalizzato, occorre industriarsi a parcheggiare e non temere di fare quattro passi per raggiungere una calma impagabile, cullata dal piacevole  sciabordio (o impetuosità) delle onde. C’è anche una di piazzetta dove, addossati al muro, i residenti siedono ad abbronzarsi anche d’inverno…. Per i fortunati abitanti di queste casette variopinte ed eterogenee,  il lontano giorno in cui giungeranno in Paradiso …  sarà un giorno come gli altri. Ma noi “foresti” accontentiamoci di godere di una piccola chicca, dove “calano” coloro “che sanno” dove trovare una famiglia di ristoratori che, senza clamori, fa cucina seria da decenni…

Chiuso il dehor estivo, ecco la sala, ben insonorizzata e riscaldata da un termosifone imponente, che “sa”un po’ di giardino d’inverno (piante un po’ ovunque), pareti con qualche “giaia” di mare rustiche come anche i travi al soffitto, il pavimento a rombi  bianchi e neri, le luci pendenti con cappelli in vetri stile d’antan,  i quadri con foto d’epoca, il tovagliato bianco immacolato, le sedie di eleganza inglese con seduta impagliata alla ligure, un fiore ad ogni tavolo, mise en place eleganti. In tavola un cestino di pane a fette (appena tagliate),  irresistibili Canestrelli e una bottiglia di mosto d’olio appena giunto dal frantoio.

Vediamo la carta: COPERTO 2 euro. Otto ANTIPASTI (€ 12 -16) tra i quali sei ostriche Fines Claires n.”3”; polpo (finalmente non rosticciato come ovunque), ma in insalata all’Extravergine locale e fagiolini;  gamberetti o scampetti di Oneglia bolliti, salsa cocktail. Sei PRIMI PIATTI (€12 – 25) tra i quali gli spaghetti alle Vongole Veraci; la pasta alla bottarga di muggine Sarda e trombette; nonché le sontuose linguine all’astice o ai Gamberoni di Oneglia, che richiedono un “tovagliolone” di sicurezza da far invidia agli astanti. Otto i SECONDI (€ 18-22), tra i quali il buonissimo pesce del golfo alla ligure con patate e Taggiasche; il fritto misto del golfo (per minimo due persone); Crostacei (gamberoni, Astice, aragosta) alla griglia oppure bolliti. I DESSERT prevedono un assortimento di formaggi (€ 8), oppure una carta con una decina di dolci 6, tra i quali la torta al cioccolato salsa inglese ed altri, variabili secondo la stagione, come i perfetti marroni su salsa di cachi. In abbinamento ai dolci  sono previsti otto vini a bicchiere (€ 3-6).

La corposa carta dei vini elenca etichette importanti ma non troppo ricaricate e si apre con una paginata da 20 “bollicine” italiane e francesi,  tra le quali uno Champagne Pelletier di un “petit récoltant”e, a seguire, una quindicina di bianchi liguri, oltre a un centinaio di vini di altre regioni; disponibili anche una quindicina di mezze bottiglie dai 10 ai 20 euro. Non manca una appendice per birre, tra le quali, l’artigianale Nadir di Sanremo.

Il servizio di “consumata” professionalità sa accogliere con garbo e accortezza, senza annoiare con pistolotti, né mettere a disagio con troppi silenzi.  E’ una sosta rassicurante e anche con un ottimo rapporto qualità prezzo.  Ecco perché è meglio prenotare, anche nelle serate dei giorni feriali.

luigino.filippi@alice.it

La recensione: a Bussana di Sanremo > ristorante La Kambusa

2017 nov 11 (10) - Copia.                       Sanremo (Frazione Bussana) -  LA KAMBUSA

.                                     Via al mare 87  -  Tel. 0184 514537

Sulla antica via Aurelia a mare, anzi sul suo promontorio fronte mare che diventa uno spettacolo in caso di mareggiate, questo piccolo localino, ormai quasi storico, ha un ingresso che, costringendo a entrare”di fianco” ricorda veramente le antiche porticine con tendine in pizzo (direi all’uncinetto) di una Liguria che non esiste quasi più. Esso vi immette invece in una sala da pranzo che è tutto comfort ed eleganza rustica e che recentemente è stata anche completamente rinnovata. L’illuminazione, le poltrone, il tovagliato crème, le mise en place con tanto di fiore rosso ad ogni tavolo e quant’altro disposto con garbo e maestria, rallegra e predispone a una sosta gradevole.

In carta sei ANTIPASTI DI MARE (€ 12-15) tra i quali i moscardini in guazzetto con Fagioli di Pigna, oppure l’insalatina di polpo ben preparato (non rosticciato, finalmente!!!)  con leggera purea di patate timo e pinoli. Disponibili anche sei ANTIPASTI DI TERRA (€ 12-14), tra i quali lo sformatino di zucchine e loro fiori su petali di pomodoro Cuor di Bue, oppure ancora il lardo filettato e peperoncino, per chi ama il piccante.

Seguono sette PRIMI PIATTI “DI MARE”, tra i quali i non nuovi ma perfetti spaghetti alla chitarra con Gamberoni all’aglio e peperoncino, oppure con gamberi e frutti di mare; ma è da citare anche il più calmo” risottino con cipolla rossa di Tropea e crudo di capesante. A seguire sei PRIMI DI TERRA come gli gnocchetti di spinaci alla salsa di noci, oppure il risotto alle zucchine trombette con la inenarrabile Toma di Arzene (Alta Valle Argentina).

Circa i SECONDI, tra le CARNI (€ 26-31) viene offerto un “Tuttofiletto” in otto declinazioni; la carta del  PESCATO specifica soltanto che “esso viene proposto secondo le disponibilità del mercato e la fantasia dello chef”. Occorre fidarsi e, in effetti poi il buon risultato si vede nei piatti al forno alla ligure o altre preparazioni nonché nei crostacei prepararti nei modi classici: la materia prima è tra le migliori del largo circondario e il prezzo, non specificato in carta, non approfitta delle vostre debolezze culinarie.

Ma è a fine pasto che arrivano le belle sorprese. Una proposta formaggi, della quale non ricordo di eguali in provincia, con tanto di descrizione per ciascuno, abbinamenti etc etc. . C’è poi quella di una decina di dolci, purtroppo proposti soltanto a voce, secondo le convinzioni (per me imperscrutabili) della casa. Ho trovato splendidi, in questa stagione, il soffice di cachi con amaretti morbidi di Sassello, nonché le albicocche scottate al Nebiolo su crème brulé e cioccolato fondente. Ma mi son sembrate anche invitanti le rivisitazioni sia della Stroscia che della tortina di mele ranette. Il tutto abbinabile a una ventina di vini a bicchiere.

La carta vini è un volume in pelle bordeaux, con un nutrito elenco di etichette ben selezionate e non consuete, che assolve degnamente la sua funzione. I suoi prezzi sono normali. Le pagine di “bollicine” sono quattro; da segnalare uno Champagne Louis Brochet Premier cru a 52 euro. Non mancano alcune mezze bottiglie, a partire da 11 euro, che vengono servite con pari “dignità” rispetto ad altre più importanti.

Il servizio, sicurissimo, effettuato per quanto possibile dal patron, è all’altezza di qualsiasi situazione e sa quando e come approcciarvi, servirvi e ritirarsi, senza mai cadere nell’invadenza o nella ritrosia, doti rare! E’ una sosta rassicurante, con cibo giusto, in quantità generose e prezzi non smorzeranno il vostro sorriso al momento del conto.

Luigino.filippi@alice.it – www.buongiornogourmet.it

La recensione: ristorante La Vigna, ad Alassio.

05 06 2015 (12) - Copia                                    Alassio (Frazione Solva) – LA VIGNA

Via Lepanto 1 – Tel. 0182 644 744 – www.ristorantelavigna.it

La premessa/promessa della casa è tassativa e stampata sulla prima pagina della carta ed è un atto impegnativo. Eccola: “ Negli anni sessanta, tempi in cui Alassio diventò meta di artisti e personaggi famosi della Dolce Vita, l’Osteria La Vigna era uno dei posti di maggior spicco nel panorama gastronomico locale. Da allora l’osteria mantiene intatto il suo spirito di accoglienza, offrendo una cucina ed una cantina fortemente legate al territorio, dove i frutti del mare e della terra si fondono per accompagnarvi in un viaggio che come tema ha il Mediterraneo”. Parole sante, anche se, per la verità, oltre che alla Liguria, qui si trovano altresì molti piatti di cucina piemontese

Il proprietario è, appunto, un Piemontese, con esperienze giovanili non superficiali nei TOP della ristorazione parigina, terra francese dalla quale ha tratto anche una moglie (lo si può intuire leggendo la carta vini); gli splendidi figli hanno “preso” il meglio da entrambi, compresa la passione per il questo lavoro, senza montarsi la testa come spesso succede alle seconde generazioni di ristoratori di successo. Hanno quindi realizzato un ambiente molto accogliente (compresa una confortevole temperatura rara a trovarsi in inverno nei ristoranti liguri). Lo stile è quello di una trattoria di lusso, con l’ex pergolato che d’ inverno è chiuso da eleganti vetrate ermetiche; c’è atmosfera e charme. Tavoli apparecchiati classicamente ai quali non manca neppure un bonsai d’ulivo. Anche il servizio, con personale stabile anno dopo anno, ha garbo, savoir faire e, quando serve, anche una certa pazienza che il cliente neppure percepisce perché ammantata di calma gentilezza.

I MENU sono due. Ecco quello TRADIZIONALE che trovate pressoché tutto l’anno: 1) la “storica” crudité di verdure in pinzimonio e salsine (che qui ha “portato bene” dagli anni ’60 in poi), 05 06 2015 (7) - Copia oppure la degustazione di antipasti di mare e terra secondo mercato e stagione. 2) Ravioli di branzino, cozze e vongole e pomodorini Pachino, oppure gnocchi di patate alla “bava” gratinati con burro Fontina e Parmigiano; oppure Gasse accomodate alla genovese. 3) Scaloppa di pescato locale al forno con patate , Taggiasche e pinoli, oppure frittura di calamari e pesce azzurro spinato, oppure coniglio alla Ligure. E per finire la pasticceria del giorno. Il tutto a 39 euro.  L’altro attuale menu è il DEGUSTAZIONE D’AUTUNNO AI FUNGHI E TARTUFO, che comprende quattro portate a scelta: 1) battuta al coltello di Fassona Piemontese con tartufo nero, oppure tortino di funghi porcini e patate su fonduta leggera, oppure crema cotta al Castelmagno con uovo di quaglia e tartufo. 2) Risotto ai funghi porcini, oppure gnocchi di patate al tartufo nero gratinati al burro Fontina e Parmigiano. 3) Frittura di funghi porcini, oppure Tagliata di Fassone Piemontese su fonduta al tartufo nero. 4) La pasticceria del giorno. Anche questo menu costa 39 euro. Per il Tartufo Bianco, stanti i prezzi di questa annata, il patron procede con cautela; forse andrà meglio da metà dicembre in poi, con la fine della Fiera di Alba e il consolidarsi dell’inverno. Ovviamente, su prenotazione, i “bianchi” sono sempre disponibili.  Alla carta, grossomodo le proposte sono le medesime più qualche altra specialità. In quella dei DOLCI tre sono al cioccolato e tra questi la mattonella e il tortino con crema al Grand Marnier; ma anche la degustazione di sorbetti, secondo stagione oppure il desueto ma eterno Vin Santo con Cantuccini sono una degna conclusione sia per chi ha dei “remember”, che per i numerosi trentenni che frequentano il locale.

La carta dei vini è un “tomo” pesante e ragguardevole con centinaiaIMG_9429(forse un migliaio e più) di bottiglie italiane e straniere per ogni preferenza. Ma i suoi prezzi sono normali, la maggior parte stanno sotto ai 50 euro e sono rarissimi quelli sopra ai 100 euro; non manca un assortimento, in prima pagina, di mezze bottiglie, seguito da ben tre pagine di “bollicine” italiane e straniere. Un difetto dovrò pur trovarlo… (sennò pare un pezzo pubblicitario); eccolo: non ci sono grandi vini dai prezzi esclusivi, ma credo sia una precisa scelta quella di offrire vini anche pregiati, ma soltanto se hanno prezzi non “sfacciati”, anzi neppure “impertinenti!”.

E’ una sosta rilassante, in un ambiente di consolidata ospitalità, a prezzi da galantuomini, per una serata romantica, soprattutto quando si ricordano, a fine serata, di abbassare le luci dei cappelli pendenti dal soffitto per farvi godere dello spettacolino della baia che occhieggia luminosa sul mare  scuro invernale.

2017 luglio (6)

Ma basta romanticherie, dimenticavo: hanno qualche risorsa di parcheggio e c’è un giovane aiuto che ve la indica , ma  … se siete dei buoni guidatori è molto meglio. Luigino.filippi@alice.it

La recensione: Ristorante Trattoria della Etta a Lucinasco IM

foto2[1].                               Lucinasco -  TRATTORIA DALLA ETTA

.                                      Via Roma 33 – Tel. 339 548 64 79

Tra un ghirigoro e l’altro, la carrozzabile si snoda tra colline di uliveti senza radure, per giungere a 500 metri d’altezza a Lucinasco, senza che ve ne accorgiate nemmeno, perché i 20 minuti da Imperia passano facilmente,  grazie alla piacevolezza dell’ambiente, soprattutto in questa stagione di raccolta delle olive. Sino a che giungerete a questo borgo, una perla linda e curata, con panorama sull’ ampia vallata del Maro e quella dell’Impero, al quale non manca neppure un laghetto e una chiesa importante e molto suggestiva che merita il viaggio.

Fabrizio ed Etta, già dedita ad altre attività, ormai da molti anni si sono dedicati all’esteso uliveto di famiglia, ma trovano il tempo per seguire la loro passione, che ha fatto di questo ristorante uno dei migliori della valle. Il locale ha in estate un fresco pergolato con glicini d’epoca, molto “preso” la sera, ma in questa stagione offre altrettanto il suo “meglio” in una sala d’antan color rosa antico, arredata con semplicità ma con garbo, con atmosfera accogliente. Si sa che l’interno dei locali ha sempre maggior personalità rispetto ai dehor, salvo eccezioni ubicate in siti particolarmente vocati.

La cuoca, Antonietta Lavagna (Etta), partendo da prodotti di primordine, come il loro Olio EVO, i Fagioli di Conio, ed altre primizie del loro orto e della valle, offre piatti semplici e generosi. E’ una autodidatta, ma evidentemente la sua passione per la cucina ha fatto il miracolo. Tra gli ANTIPASTI cito l’ insalatina tiepida di stoccafisso, oppure lo sformato di porro e patate con crema di Parmigiano. Tra i PRIMI PIATTI i ravioli di erbette  burro e salvia o con ragù di selvaggina, oppure ancora gli streppa e caccialà al pesto. Dei SECONDI PIATTI la faraona disossata all’arancia oppure il coniglio al timo e rosmarino  con verdure di stagione. Dei DOLCI la loro consuetudine è quello all’amaretto ma in questa stagione “va” il bavarese ai cachi con salsa al cioccolato fondente. Il tutto servito in quantità generose e presentazioni garbate.

Il camaleontico Fabrizio, che per aria “complice” e comunicativa alla Proietti, avrebbe forse ottenuto molte soddisfazioni su un …palcoscenico, non ci ha mai provato ed ha invece scelto di restare qui, per curare l’andamento del servizio in sala  che è veloce, efficace e sorridente, anche nei comprensibili momenti di stress. Un servizio che talvolta può allungarsi un po’ perché Etta prepara di persona tutti i piatti, ma chi viene qui, non va mai di fretta… A proposito: ricordatevi di prenotare sempre, perché l’indirizzo è assai frequentato da locali e da molti stranieri stanziali.

Per la CARTA VINI, come del resto per l’offerta cibi, pare che entrambe siano in ristampa e presto potrete consultarle in tranquillità e confidenza con i vostri commensali ma, nel caso, il patron non si farà pregare a presentarvela a voce e anche a …concedere i necessari bis alla sua declamazione. La scelta delle etichette, comunque, denota una certa ricerca dei vini fatta con passione e “indovinata” … Naturalmente c’è anche un vino della casa, compreso il quale, per un pasto completo, la “resa dei conti finale” si attesta sui 35 EURO: una addizione con addendi da angeli che tiene su il morale e assicura frequenti ritorni.

Luigino.filippi@alice.it

La recensione: ristorante La Vecchia Ostaia a San Biagio della Cima

DSCN1898 - Copia.                    San Biagio della Cima (IM) – LA VECCHIA OSTAIA

.                    Via Provinciale 34 – Tel. 0184 28 92 49

Dal quadrivio di Vallecrosia con semaforo, si prende verso monte in direzione Perinaldo ma, percorsi pochi chilometri, si giunge tosto a San Biagio della Cima che, a dispetto del suo nome, è sitoinvece nel …fondovalle. E’proprio sulla provinciale che questa osteria moderna ha parcheggio facile sulla parte opposta della strada. Oltre a qualche tavolo esterno in uso nella bella stagione, la sala interna ha una trentina di coperti, le pareti sono color rosa con inserti scuri un tempo usati come innovativo impianto di riscaldamento, i lampadari ricordano piacevolmente gli anni ’50,  non c’è alcun odore di cucina, in tavola il tovagliato è di stoffa,DSCN1905 - Copia ci sono due bottigliette di Olio  Piccardo & Savoré e aceto balsamico Ponti, sale di qualità, cestino di pane a fette e quant’altro può essere d’uso e comodo durante il pasto.

In carta, dopo un coperto di € 1,50 ecco gli ANTIPASTI (€ 9,50-12): ne sono previsti i due assortimenti misti della casa, caldi o freddi; oppure altri due con assortimento di salumi o formaggi. Seguono i 3 PRIMI (€ 9) di pasta, rigorosamente fatta a mano, quali i maccheroni calabresi al pomodoro, i ravioli di erbette burro e salvia, le tagliatelle al ragu. Le prepara e ne è orgogliosa la paciosa mamma Angela che, a fine pasto, “si offrirà” ad ogni tavolo che lo gradisca, raccontando della sua cucina, della sua vita di cuoca, delle sue soddisfazioni, senza lamentarsi mai di nulla (caso raro), felice se anche voi avrete apprezzato.

.                                                 2017 26 10 (1) - Copia

Dei 4 SECONDI (€ 11-12) è personalizzatissimo il coniglio al Rossese con olive Taggiasche e olio di Perinaldo; gli altri titolo in carta sono l’agnello impanato, il Roast Beef, il sottofiletto alla griglia, con contorni (€ 3-4) di insalate e patate fresche. Al DESSERT compare un assortimento di formaggi calabresi (€ 7) nonché la serie del dolci (€ 5) della giovane e simpatica Dominique, che già avrete potuto adocchiare all’ingresso della sala al vostro arrivo: torta di mele e amaretti, bavarese ai lamponi con  meringhe, torta con crema al limone, crostata di pinoli etc etc

La carta vini, di una certa ricchezza rispetto all’ambiente (un centinaio di etichette), rivela che il patron è un appassionato di buone bottiglie e non si ferma ai soliti Rossese; i prezzi sono quindi “comprensivi”e  molti vini costano meno di 20 euro; il vino della casa è servito in caraffa, così come, se lo desiderate anche l’acqua del … sindaco. Non mancano i secchielli per tenere in fresco il vostro vino bianco.

E da decenni che questa Osteria accoglie chi cerca cucina veramente locale non “tirata via”, servita con cortesia e savoir faire adatto all’ambiente. Tant’ è verò che, ogni tanto fanno capolino qui cuochi famosi nel mondo, i quali confessano di apprezzare molto questa pasta casereccia.2017 26 10 (13) - Copia Molti ristoranti anonimi puntano i passanti, con offerte di cucina senz’anima né costrutto e arrangiandosi con un servizio tirato via, a prezzi dissuasivi.  Ma venite a San Biagio della Cima:  qui è un’altra musica, “accasatevici” se amate la semplicità e la vera cucina ligure di casa che da sempre qui è praticata con rispetta, oltretutto a prezzi commoventi.

Luigino.filippi@alice.it –