Archivi categoria: Recensioni

La recensione: a Vallecrosia ristorante GIAPPUN 1918

9) (2) - Copia.                 Vallecrosia – GIAPPUN dal 1918 - Via Maonaira 7

.                                                        Tel 0184 250560

Dov’è via Maonaira?  E’ sull’incrocio del centro, dal semaforo, proprio dove sorgeva l’antica stazione di posta, che fu stata trasformata in ristorante, e che ristorante!  Cominciò Pietro Lamberti, poi vennero Mario Lamberti ed Etienne Maria, negli ultimi decenni è toccato a Roberto Lamberti e Daniela Borfiga.  Sono le tre generazioni avvicendatesi alla gestione del confortevole locale di Vallecrosia che compie quest’anno i 100 anni, durante i quali ha visto due guerre e tre… alluvioni totali (con l’acqua a 50 centimetri dal soffitto: ne hoancora le foto)! Un secolo portato bene, senza dubbio, anche grazie alle continue ristrutturazioni, l’ultima delle quali ha visto sparire anche il soffitto a voltini. Oggi tutto il locale ha pareti color crème, le luci sono faretti led a soffitto e su fili volanti che pensono sui tavoli. La musica di sottofondo è una successione di pezzi vintage americani Top-pissimi, a giusto basso volume. Non mancano lampade importanti e quadri/scultura moderni completano adeguatamente il simpatico insieme, con vasi importanti di orchidee… I tavoli, in gran parte rotondi, hanno sedie con comodi braccioli; le tovaglie sono crème e le mise en place sono di classe impeccabile, c’è  anche una bottiglia regolare di buon Olio ARS OLEA di az. Roberto Rossi di Pietrabruna (alta valle del San Lorenzo).  Il pane e grissini sono tiepidi (e, vivaddio, non brasanti come i microondati).

In carta otto ANTIPASTI (dai 20 ai 40 euro), tra i quali cito la Bruschetta di bottarga di tonno del Favonio” della famiglia Bevilacqua, nonché la scaloppa di fegato grasso di  oca (più pregiato di quello di anatra) e passata di mele. I PRIMI PIATTI sono sette (dai 20 ai 50 euro) e partono dai classici ravioloni di borragine, alle trofie al pesto, zuppa di pesce, fino agli “importanti” tagliolini di loro produzione con crostacei. Sette i SECONDI DI PESCATO (dai 30 ai 60 euro), tra i quali la grigliata, le fritture e gli inenarrabili Crostacei al vapore con purea di Fagioli Bianchi di Pigna o di, più raro a trovarsi, purea di ceci. Quella di Roberto è una mano professionalissima che volendo potrebbe anche giocarsi la carta della cucina a sorpresa, che invece si attesta sulla linearità, l’esecuzione “pulità” e tracciabile, senza obnubilamenti da fondi di salsine strane. Così è anche nei SECONDI DI CARNE, che sono quattro, tra i quali cito la Cima di vitello alla Ponentina e la trippa di vitello con purea di Fagioli Bianchi di Pigna. I DESSERT sono sei, elencati purtroppo soltanto a voce; tra essi segnalo la splendida tartella alle nocciole, nonché il semifreddo al caffè. Il MENU DEGUSTAZIONE comprende due antipasti, un primo,un secondo e un dessert, a 70 euro. C’è anche un MENU DEL MEZZOGIORNO (servito soltanto nei giorni feriali), di quattro portate a soli 40 euro, servito, possibilmente, per tutto il tavolo.

La carta vini è un bel tomo in pelle con elenchi lunghi lunghi, ben suddivisi e classificati, la cui lettura è agevole. Le bottiglie sono selezionate con competenza; diversi vini costano meno di 30 euro, ma chi desidera trova anche etichette importanti e avrà scelta adeguata. Dimenticavo: il  servizio è svolto dalla proprietaria e dal sorridente cameriere, che è rimasto fedele nei … decenni. Concludendo: un locale con cucina “comme il faut”con prodotti indiscutibilmente di qualità, con un patron che rifugge cucine da “palcoscenico” e non esce a fare il bello in sala, tranne che per prendere gli ordini di clienti abituali. E’molto frequentato da Francesi (è quindi prudente prenotare per tempo). Un punto d riferimento che compie 100 anni e li porta bene: non più come stazione do posta, ma come avamposto di frontiera che tiene alta la bandiera della cucina ponentina.

Luigino.filippi@alice.it – www.buongiornogourmet.it

La recensione: a Sanremo ristorante Paolo e Barbara

IMG_7476 - CopiaSanremo – PAOLO E BARBARA – Via Roma 47 – Tel. 0184 531 653

.                                                    www.paolobarbara.it

In pieno centro e a pochi passi dal casinò, con insonorizzazione perfetta, questa bomboniera di accoglienza e calma è elegante e di indubbio charme. Ricordatevi di prenotare perché sono numerosi i clienti stranieri e, se avete prenotato per un orario e riuscite ad essere puntuali,  avrete la riconoscenza di Paolo, che cucina in prima persona e al momento, tutto per voi, con passione e tecnica “comme il faut”.   In tavola pane, focacce e grissini fatti in casa con lievito naturale e farine da agricoltura biologica macinate a pietra nell’azienda Janas. Una premessa importante è che le verdure, la frutta, l’olio EVO e le uova provengono dalla loro azienda agricola San Sebastiano a Castelvittorio  e dall’orto delle Porrine a Ospedaletti, che Paolo coltiva personalmente (chiudendo il ristorante due giorni a settimana). Ecco dunque che il “giovin chef/contadino”, da anni riconosciuto come il migliore della Liguria intera dalle Guide Nazionali, propone alla carta una trentina di piatti. Ne cito volentieri alcuni. Tra gli ANTIPASTI gli scampi del golfo crudi o scottati a vapore con vaghezza di elisir di mandarino; oppure il tradizionale Brandacujun sanremasco DE.CO.  Passando ai sette PRIMI PIATTI ecco gli inenarrabili raviolini al Prebuggiun” (diverse erbette selvatiche), con salsa di noci e cagliata; oppure il “Ciuppin” ovvero una tradizionale zuppa di pesce passata della Riviera di Ponente con filetti e crostacei. Il servizio è pronto e curato e non soltanto sorridente: anche più affabile e comunicativo.  Dei nove SECONDI sono superbi i Gamberidi Sanremo fiammeggiati all’Ardberg whisky e piccola paella di verdure, o anche il maialino arrosto con chutney e melanzana alle spezie. Nel “capitolo” DOLCI occorre “puntare” sull’estro e la bravura di Barbara, tenendo presente che il suo tortino caldo al cioccolato Guanaja e nocciole piemontesi, con confettura di arance amare del loro giardino, lascia il segno e il ricordo (attenzione, per evitare attese, è meglio ordinarlo a inizio pasto); c’è poi il gelato all’olio EVO con coulis di lamponi e anche la “notevole” crema di ricotta di pecora Brigasca su crema di pistacchio, croccante di mandorle e confettura di limoni di Sanremo perfettamente abbinata a un bicchiere di Picolit di Torre Rosazza 2010.

Anche gli altri piatti possono essere serviti ciascuno con un vino a bicchiere, tratto da una carta non ridondante, ma con assortimento da intenditori.

I prezzi sono adeguati alla qualità e alla raffinatezza dell’insieme, ma sono meno elevati di altri concorrenti di pari rango. Una buona soluzione per contenerli e conoscere la loro cucina, può essere quella di scegliere il  Menu ORTO E MARE così composto: 1) Selezione di tre assaggi di pesce crudo in stile mediterraneo; 2) Totanetti saltati su crema di Fagioli di Pigna bianchi e olio alla pimpinella; 3)  Spaghetti oro Verrigni, vongole, bottarga e zucchine; 4) Tonno Alalunga del golfo di Sanremo in tataki chutney di albicocche; 5) Tiramisù di Barbara. Il suo costo è di 65 euro che diventano 85 se abbinato a tre vini liguri adatti ad ogni diversa portata.  In carta è sottolineato che il menu sarà servito unicamente per tutto il tavolo e che l’ultima ordinazione è alle 21.30.  A fine pasto potrete prolungare la piacevolezza della sosta con uno dei loro caffè (selezione Gianni Frasi) o infusioni di una buona dozzina di erbe (menta, finocchio, limoncina, melissa,etc etc)e the da agricoltura biologica.

Ci tanto in tanto, per i clienti più assidui, preparano delle proposte speciali e convenienti: iscrivetevi alla lista dei loro “fedeli” tramite il loro sito se volete vederne delle … belle e assaggiarne di …buone. luigino.filippi@alice.it

A Imperia LUCIO – Locanda del Mar (come conoscere il pescato di mare aperto)

Lucio Casetta

 

 

 

Imperia – LUCIO A CASETTA – Locanda del Mar

Quartiere Borgo Prino – Lungomare Lamboglia

Tel. 0183 652 523 – www.ristorantelucio.it

Doctor Chef, su La Stampa del 12 aprile, riporta che un sedicente critico gastronomico, a riguardo del più famoso ristorante d’Italia dice testualmente: “Pensare che oggi uno chef stellato possa cucinare pesce fresco è semplicemente una follia”. Una dichiarazione incredibile, perché i migliori ristoranti dovrebbero ovviamente garantire la miglior materia prima… Ma tant’è…    Occorrerebbe che i tanti clienti sapessero distinguere un pescato di mare da altri ….  E’ purtroppo vero che molti ristoratori “normali”  (spesso dal prezzo ingiustificatamente basso, il ché dovrebbe essere una facile “spia”) non trattano pesci appena catturati in mare, ma tuttalpiù usano quelli d’allevamento.

Come si distingue un pesce allevato da uno catturato in mare?  A parte la certificazione obbligatoria prevista dai “cartellini” (peraltro raramente verificabili da parte degli avventori), il pesce d’allevamento ha consistenza molliccia ed esangue, tra la “pelle” e le sue carni trovate un diffuso marroncino di eccessiva consistenza, che è la spia di una natazione pigra e infine, anche osservandolo da qualche metro di distanza, si può notare che la coda talvolta non è puntuta ma arrotondata (dal suo natare ostinato parallelo alla gabbia).  Infine, nel Ponente Ligure, il pescato emana un afrore particolare ed unico, che a Sanremo chiamano di “NITASSU”.

Nel ristorante considerato questa settimana il problema non si pone affatto. Qui un già  “giovin pescador”, pratica da oltre trent’anni ristorazione seria, con pescato elusivamente locale. Siamo a 500 metri dal casello autostradale di IM Ovest, sul lungomare del Prino, dotato di parcheggio senza fine con palme e arredi urbani. Qui Lucetto e Mara, ristrutturato completamente il locale, si sono tratti via dagli storici impegni della sala e della cucina, passando il testimone al figlio Marco e alla moglie Roberta, i quali hanno impresso al locale giovanili forze e vigori. Per il resto poco è cambiato; sono stati aggiunti diversi tavoli serali molto richiesti a bordo piscina, vicino all’ex ferrovia dove sferragliavano tre o quattro treni durante ogni cena compreso il lungo e meraviglioso “merci” che intorno alle 21 obbligava ad una pausa di silenzio … .  Ora dal canneto di confine arriva il silenzio e la calma del locale è sottolineata dall’azzurro della piscina: un insieme perfetto per una serata di atmosfera.

E’ leggermente scemata la pigritudine di proporre i cibi a voce, anzi la carta è ora stampata in più copie e addirittura in più lingue. Potrete quindi scegliere con molta calma tra diversi ANTIPASTI (sui 10 euro): Brandacuiun (baccalà mantecato tipico ligure); Cappon Magro anch’esso di tipicità ligure rispettata;  crudité di pesce e agrumi da qualche tempo sempre molto più richiesta. Nutritissima l’offerta della dozzina di PRIMI (sui 12 euro): tagliolini al nero di seppia con novellame di calamaretti; Ciuppin tradizionale, ovvero un passato di pesce con crostacei, variabile a seconda del pescato del giorno; spaghetti ai gamberi con zucchine o carciofi a seconda della stagionalità. I SECONDI trionfali, a 16-20 euro, di pescato  sono come già detto rigorosamente locale. Esso è proposto al forno alla ligure con olio EVO e olive Taggiasche, oppure al sale, oppure all’acqua di mare, oppure alla griglia con verdure, come fritto misto con buon olio d’oliva. Per i crostacei (gamberoni etc…) è prudente prenotarli il giorno antecedente la vostra cena. I DESSERT (6-7 euro) sono piuttosto consueti:  semifreddo al torroncino e cioccolato fondente; sorbetti di limone vodka e pompelmo rosa e, in autunno, anche il tortino di castagne e zabaione.

La CARTA VINI offre qualche decina di etichette scelte, ben assortite e a prezzi ragionevoli. Da qualche tempo hanno “ceduto” ai rigori di assoluta italianità e messo in carta anche qualche vino straniero, come uno Champagne di Petits Récoltants” sui 40 euro. Dimenticavo: il SERVIZIO non mena acquiscente il turibolo blandendo il cliente,  ma è gradevolmente comunicativo e affabile e la patronne lo completa con una verve spumeggiante e un tocco di calore che fanno piacere. Il loro motto è “Non c’è problema”, pronti a cercar di accontentare e prevenire ogni preferenza del cliente, pur senza ron-ron-nargli troppo intorno.

Insomma, per una tavola sicura, in un ambiente di charme e a prezzi da galantuomini, varrebbe davvero la pena di accasarsi qui…

Luigino.filippi@alice.it

La recensione: a Ventimiglia: ristorante BALZI ROSSI

2018 19 agosto (26) - CopiaVentimiglia

BALZI ROSSI

Frontiera San Ludovico –  Piazza De Gasperi 2

Tel. 0184 438 132

www.ristorantebalzirossi.it

All’ultima propaggine di frontiera d’Italia, ai piedi delle grotte di Neandhertal, c’è una costruzione di bellezza da lasciare a bocca aperta, che apre allo charme del buon vivere, a un carpe diem di rara e perfetta spensieratezza, un sito paradisiaco sottolineato dallo sciabordio del mare, che a tratti brontola grave e possente dagli anfratti della scogliera. La sua terrazza avvolge il locale, propendendo sulle onde (attenzione che non vi cada il portafogli in acqua) e offre il cambio di luce dei tramonti marini, mentre a qualche passo più in là si accende la bella Mentone. Più tardi si accendono anche le luci “nascoste” nella ringhiera della terrazza, che non turbano il soft dell’insieme.  Il locale è uno dei più reputati d’Italia: va da se che le mise en place sono predisposte alla perfezione e il servizio vi attornierà con discrezione al momento giusto per un servizio puntuale e ben sincronizzato, senza però mai alcuna invadenza.

Con queste premesse è difficile “tornare con i piedi sulla terra” per descrivere una tavola. Ma mi aiuta la dichiarazione con cui si apre la carta: “Lo staff di cucina unito dal comando di Giuseppina e eseguito dal primo chef Enrico Marmo, ricercano ogni giorno gli ingredienti più freschi del mercato per elaborare ricette creative legate alla tradizione locale e territoriale.” In questo preambolo impegnativo è racchiuso il programma di questo locale che, senza rinnegare la propria tradizione, si aggiorna secondo i dettami di tendenza più recenti.

Ecco dunque la carta di Enrico che inizia con “I Classici dei Balzi Rossi: 1) Il mio omaggio alla Pina, ovvero pesci e crostacei cotti sui sassi di mare, zucchine trombette e fagiolini;  2) i Classici Plin e infine 3) il CAPPONMAGRO servito tiepido, fatto con crostacei, molluschi e pescato, che viene preparato con qualche variante che riscuote nuovi apprezzamenti dalla clientela internazionale, rispetto a quello rigidamente codificato da secoli dai Liguri più tradizionalisti.

La carta prosegue con gli ANTIPASTI, che sono quattro, tra i quali il leggero nasello cotto sulla brace di ulivo, grissini al succo di limone e cipolla agrodolce; oppure l’assoluto di crostacei e sapori dal mare. I PRIMI sono quattro, tra i quali le linguine riso nero, latte di pinoli, Gamberi Rossi di Sanremo; oppure i tortelli di bottarga, cannolicchi, limone e prezzemolo. I SECONDI sono tre, tra i quali gli scampi gratinati con salsa tartara, zucchine trombette e finferli ai quali, a dire il vero, mi pare tengano ancora degnamente testa anche gli storici scampi “à l’anciènne de la jeune Pina”. I DESSERT sono cinque; tra questi cito un gelato mantecato alla nocciola con accompagnamento di briciole di nocciola molto tostata che lascia il ricordo. Non mancano ovviamente altre proposte: Pesche cioccolato e amaretto; Le leggerezze del di moda per i  Mentonaschi  e, infine il passepartout dei 5 chocolate.

La carta vini è ben fornita come è di regola in un locale di questo blasone,  ma non è inutilmente appesantita, sia di etichette italiane che di molte straniere. Il vino di primo prezzo, a 25 euro, è un Fior di Lunae, ovviamente dei Colli di Luni del levante ligure.

Per un pasto di due portate più dessert si parte da  72 euro, ma a seconda delle scelte il conto può impennarsi bruscamente. D’altronde non può essere diversamente in un sito che da decenni offre reputazione e qualità, in un ambiente tra i primi del Mediteraneo, che porta alta la bandiera della cucina italiana rispetto ai concorrenti di oltre frontiera (dove, ammesso di trovare pari qualità, si spenderebbe il doppio e più). Il MENU DEGUSTAZIONE “la storia e la nostra evoluzione, in 6 passaggi”, prevede sei portate, per un totale di 75 euro e può essere una buona scelta per chi ancora non conosce la cucina di questo locale o per chi vuol preventivare un esborso, mettendo piede qui con il cuore e il portafoglio …entrambi leggeri. Buon divertimento! Luigino.filippi@alice.it

2018 ago 1 (16) - Copia

La recensione: A Gorbio (sopra a Mentone) ristorante LE BEAU SEJOUR

2018 ago 1 (16) - CopiaGorbio (sopra a Mentone)

LE BEAU SEJOUR

14  Place de la Republique

Tel. +33 (0)493 41 46 15

Dall’inizio di Cap Martin, una strada assai comoda si snoda per una decina di chilometri verso Gorbio. Sì, proprio verso quella severa rocca con castello che abbiamo sempre visto tutti transitando sull’autostrada oltrefrontiera.

percorso x Gorbio - Copia Giunti al borgo, più leggiadro di quanto non appaia dall’autostrada, il parcheggio è a circa 100 metri oltre la piazzetta, dopo lo storico olmo, in verità un po’ sacrificato, che resiste come rotonda stradale e del quale una incisione su pietra del 1900, parzialmente in italiano,  indica che è qui dal … 1713 !2018 ago 1 (10) - Copia

Qui di fronte ecco l’ Albergo Beau Sejour, la nostra méta. Costruito nel 1880 e dal 1924 in gestione alla stessa famiglia (oggi alla quarta generazione), ha un patio esterno con uno storico pergolato di ciclamino la cui ombrosità soffoca un po’ l’insieme, ma ne salva i tavoli dal dardeggiare del solleone, che qui non scherza davvero. L’interno è una inattesa sorpresa, per il design d’insieme, nelle strutture e arredi  in bianco decappato, divani comodi, un comodin con … cuscini, una bamboletta su una poltrona rosa cipria, , oggetti d’arredo di buon gusto, appliques e lampade al punto giusto, statuette, vassoi colmi di argenteria, sedie in vimini talune ricoperte di bianco, uno scialle messo lì su una poltrona, vasetti su centrini, ingrandimenti  di foto di famiglia. In fondo oggi il cliente s’innamora dell’ambiente e qui, tra legni, specchi ed altre carabattole, questa sembra la casa della nipote di Nonna Speranza di Gozzano, ricca di tante cose piene di significati, forse di ricordi…. ma in chiave modernariato.. . 2018 ago 1 (3) - Copia

Limitandomi comunque al mio compito, osservo che i tavoli e le sedie sono comodi, il tovagliato è di pregio, le stoviglie piacevolmente decorate con fiori blu, le posate  argentate con logo, il pane (così-così) è a fette nel cestino con centrino; dai tavoli verso la vetrata si gode un piacevole panorama sulla campagna sottostante.

Potrete ordinare un aperitivo Kir Royal (12 euro) e prendervi il tempo di scegliere con calma alla carta, anche in italiano: una rarità in Francia. Passato l’ordine ecco giungere, l’amuse bouche. Con mia vera sorpresa, esso consiste  in un assaggio di buon minestrone all’antica, che per molti ristoranti d’oggi sarebbe stato una porzione. 2018 ago 1 (43) - Copia

Della poderosa carta, cito poi tra le ENTRE’ (dai 12 ai 20 euro) il fegato grasso della casa che, pur essendo d’anatra e non di oca, non aveva alcun retrosapore, servito in vasetto con contorni di verdure fresche e marmellata in gocce. Oppure una ricchissima vera insalata “Nicoise” .  Non mancano le specialità del paese: frittelle di melanzane e di fiori di zucca,  Barbajuai etc…  come nel ponente ligure… Le proposte di CARNI, dai 20 ai 28 euro, sono sette, tra le quali il coniglio (o il manzo) in umido e ravioli della casa; oppure il filetto di anatra con miele e fiori. Per il PESCE la proposta è il branzino alla griglia con finocchio e cumino (300-400 grammi, a 26 euro) che non ho assaggiato, ma che ho visto passare ed aveva un bell’aspetto.  Al DESSERT le proposte, oltre al formaggio, mi sembrano le solite ma, che bellezza: la Tarte Tatin anche nello spessore, è una vera Tatin! Sempre più rara a trovarsi, da non confondersi con la Tatin plagiata, una  banale torta di mele, come spesso capita un po’ ovunque!

Al mezzodì servono unicamente il menu da 29 euro di tre portate fino alle 13.30. Per pranzare alla carta occorre attendere le 13.30 . Il menu Degustation (47 euro) comprende due portate, intermezzo di sorbetto, formaggi, dolce del giorno. In CARTA VINI era finito lo Champagne di un Petit Récoltant,  ho allora chiesto di servirmi quello dell’ aperitivo, ma francamente non era un gran che.2018 ago 1 (40) - Copia  Per il resto mi pare che in cantina abitino belle bottiglie, in linea con l’insieme del locale.

Concludendo una “escapade” nella vicina Francia per vedere in che consiste colà la ristorazione che, affrancatasi da atmosfere paesanotte, ne ha valorizzato il lato migliore ed creato un locale che è veramente all’onor del mondo.  Attenzione: non accettano Carte di credito ed hanno lunghe chiusure in inverno.

Infine, con un po’ di fortuna, sulla piazzetta sovrastante il ristorante, potreste anche imbattervi in un piacevole concerto con tante musiche francesi, che oggi raramente vengono suonate nei luoghi di ballo. 2018 ago 1 (15) - Copia

Luigino.filippi@alice.it

Ristoranti: le terrazze di charme e con buona cucina nel Ponente Ligure

IMG_2068 - Copia.                                (nella foto il ristorante  Balzi Rossi) In estate tutti desiderano una terrazza sul mare, un patio nella frescura un locale all’aperto; ma non quattro tavoli in strada, ma un sito che abbia charme. Ecco, da Ponente a Llevante, un elenco di buoni ristoranti con terrazza, atmosfera e buona cucina. Altri dettagli li trovate sui siti dei singoli ristoranti: Ventimiglia: Balzi Rossi: la terrazza sovrasta le onde. Bordighera: Paloma, sovrastante la spiaggia di Bordighera. Sanremo: il nuovo Hotel Miramare,  classe a bordo piscina. Sanremo: Ulisse (specificare alla prenotazione: sulla  la terrazza) Sanremo: Roof del casinò, per un risotto allo Champagne, con orchestra. Taggia: La Conchiglia: patio sul lungomare. Classe e ottima cucina. Badalucco: Macine del Confluente un patio fresco a bordo piscina. Riva Ligure: La Scogliera: Una pizza su una spiaggia da mari del Sud. Lingueglietta: Da u Titti: una terrazza sul verde. Cucina innovativa. Imperia: Lucio Casetta: gezebi a bordo piscina cucina e prezzi giusti. Imperia: Sarri: sul lungomare del Prino: cucina moderna. Classe. Imperia: Braccioforte: un TOP sulla banchina del porto di Oneglia. Cervo: San Giorgio. Ottima cucina su terrazza e terrazzino; charme. Andora: Rocce di Pinamare: uno dei più bei siti del Mediterraneo. Alassio: La Vigna: nella calma il panorama sulla baia. Prezzi modici. Alassio Nove: in un giardino botanico con vista. Cucina moderna. Albenga: Babette: un patio sulla spiaggia fronte isola Gallinara. Varigotti: Aqua : un patio sulla spiaggia con atmosfera informale. Borgio Verezzi: DOC un giardino, calmo, cucina e servizio di classe. Noli: Lilliput: nel fresco della collina di Noli. Cucina di tradizione. Noli: Vescovado: cucina moderna. Panorama mozzafiato sulla baia. Spotorno: Bagni Copacabana: Un cuoco stellato per tutta l’estate. Bergeggi: Claudio. Serate sotto le vele bianche fronte isola Bergeggi. Savona: A Spurcacciun’a: cucina e cantina spettacolare fronte mare. Savona: Molo : una cucina tradizionale in terrazza sopra al porto Savona: Blue Restaurant: una cucina concreta di qualità sul porto.