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La recensione. Ad Albenga il ristorante IL MANGIARINO

cAlbenga – IL MANGIARINO – Via Marietta Lengueglia 49

- Tel. 0182 021 194

Intorno alla città vecchia, all’ora di cena, il parcheggio non manca mai: fermatevi a quello a sud, vista ponte; entrate poi a piedi nel centro storico; cento metri dopo c’è la cattedrale e, girandole intorno, proprio sotto le torri provvidenzialmente illuminate la notte, sarete arrivati. La zona ha un suo fascino tutto particolare e forse proprio per questo è stata scelta dalla inossidabile MIRELLA PORRO, dai trascorsi reputatissimi da queste parti,  con un “intermezzo” fino tre anni fa  come docente alla prestigiosa ALMA di Gualtiero Marchesi, che negli ultimi anni ha sfornato i più bei nomi della ristorazione italiana. Breve divagazione: sapete che Paola Marchesi è pittrice? Le sue opere sono esposte in questo ristorante !

In un insieme colorato e piacevolmente informale, ecco quattro ANTIPASTI (15-16 euro), tra i quali il tataki di tonno, crema di melanzane, cacao, germogli, zenzero. Oppure l’insalata di polpo, con sedano, papaya, pinoli, olive Taggiasche, capperi.

Sei splendidi PRIMI PIATTI (10-15 euro) tra i quali è veramente difficile scegliere… ad iniziare da un leggero minestrone ligure, oppure gli spaghetti di Gragnano, bottarga , melanzane, pomodoro, menta fresca, un piatto nel quale si riconosce l’impronta inimitabile di Mirella, così come negli straccetti di pasta fresca al ragu di mare. Uno stile personale, che si riconosce fra tanti anche in piatti classici, cui comunque la chef riesce a infondere l’impronta, persino nella presentazione classica ed anche invitante.

A seguire quattro SECONDI (16-19 euro) dei quali cito il rombo al forno, carciofi, patate, pomodoro candito, maggiorana; oppure il roast beef, con cipolle caramellate, maionese, senape.

Avete un debole per i DOLCI? Potrete scegliere fra sei proposte (7 euro). Ad esempio un tortino caldo di mele, amaretti, gelato; oppure  il semifreddo all’amaretto, frutta secca, meringhe, crema zabaione. Non banale anche il sorbetto di fragole, servito con stroscia (ricetta di Pietrabruna) e olive candite.

La scelta vini verte su una trentina di vini fermi (quasi tutti sui 20 euro), dei quali segnalo il Gallo Otto IGT Marche Rosso dell’azienda agricola Fiorano (il vino di Elio e Storie Tese, è scritto in carta).  Nonché una pagina di “bollicine”, tra le quali lo Champagne GREGORY BRUT MICHEL MAILLARD (€ 50) che, bevuto a tutto pasto, si abbina incredibilmente persino … al minestrone ligure.  Esiste anche la possibilità di vini a calice (5 euro), utili ad esempio, per accompagnare il vostro dessert.

Servizio:  in ristoranti in cui, sempre più frequentemente si incontrano cianfruglioni senza inclinazione, che vi si avviticchiano  abbrustolendovi  di bla bla e vi “sgonfiano” pertinacemente con noioserie e loquele del genere “meno male che ci sono io che penso a tutto”,  fa specie trovare in questo locale il servizio svolto direttamente dalla proprietaria, che ha unito efficienza  e squisitezza di modi.  La distanza tra la cucina e la sala è brevissima, ma Mirella la accorcia ancora, curandovi come degli amici, comparendo e riapparendo soltanto nei momenti giusti e con brevi parole che m’è parso nascano dall’entusiasmo di far bene tutto. E infatti tutti tornano volentieri lodando il suo savoir faire!

Luigino.filippi@alice.it -

La recensione: a Imperia RISTORANTE SALVO AI CACCIATORI

2018 luglio 19 (35) - CopiaImperia  – SALVO AI CACCIATORI

Via Viesseux 12

Tel. 0183 293763

Il grande Fondatore AGOSTINO SALVO,  aveva come stella polare il motto “La generosità fa ricco il ristoratore” e, dalla prima metà del secolo scorso, questo è “Il Ristorante” delle occasioni importanti per le famiglie, per le Società, per una ospitalità di riguardo. Figlia e nipoti hanno fatto tesoro dei giusti insegnamenti, tra i quali quello di stare al passo con i tempi. Infatti in due sale vista cucina, perfettamente sistemate e con poltrone morbide, le mise en place sono perfette, a partire dai sottopiatti storici  in peltro pesante… Fortunatamente l’accoglienza ed il servizio sono pronti, capaci e, fatto che non guasta in Liguria, anche  sorridenti.  Il dehor del mezzodì, posto su una strada pedonalizzata,  mi pare adatto ad una pausa di lavoro con frugalità, ma trovo più comodo e preferibile l’interno di maggior classe e ambiente.

Gli ANTIPASTI sono cinque (12-18 euro) e tra questi cito la battuta di capriolo, nocciole, rapa rossa e cioccolato, oppure il crudo di tonno, lime, granita di sedano, cipolla in agrodolce. I PRIMI PIATTI sono cinque (17-22 euro) e di questi in ben tre portate è presente l’acciuga: un vero inno alla liguritudine.  Ma è inatteso anche il terragno Tagliolini 40 tuorli con ragout di caccia, qui collaudato da decenni,  oggi diventato una piacevole sorpresa, rispetto alla generale “globalizzazione” delle carte ristoranti, sempre uniformi tra loro. Altrove il fenomeno è una calamità che credo dipenda anche dalle comode forniture di semilavorati da parte dei grossisti; ormai un pesce intero, pressoché sparito dai ristoranti,  lo si trova soltanto… in pescheria.

Diverso è il caso di questo locale dove, su cinque SECONDI PIATTI (22-35 euro), solo due sono di mare e serviti previo passaggio in sala di un carrello dal quale potete scegliere il vostro pesce, qualche volta anche dei crostacei ancora vivi.  Dipende dall’umore del mare e quindi delle pescherie sul porto di Oneglia. Dando per scontate le loro classiche e perfette preparazioni, volutamente cito dei piatti di carne: la Costata di bue, il Piccione Royal e, perfetto, l’ormai raro (in Liguria) Carré d’agnello Sambucano preparato con carota yogurt e servito nel suo fondo di cottura.

Il DESSERT è da scegliere tra cinque dolci (8 euro). Il più curioso è la Zuppa d’olio EVO Taggiasco con frutti rossi, ma c’è anche un inusitato cioccolato affumicato, toffee alla nocciola, pan brioche croccante ed arance (un po’ troppo salato a mio avviso, anche se è noto che sale e cioccolato si abbinano perfettamente).

Il loro MENU DEGUSTAZIONE 1905 (valido per tutto il tavolo) prevede: 1) Terrina di musetto (acciuga, giardiniera, maionese al peperone rosticciato) – 2) Cozze, crema di broccoli, topinambur  (croccanti) – 3) Spaghetto Valentino (cima di rapa, vongole veraci, crumble all’acciuga” – 4) Spigola di scoglio sondo di crostacei, finocchio alla mela verde – 5) Pera Martina zabaglione e vino rosso. Il tutto con 45 EURO, un prezzo conveniente, rispetto ai prezzi cenando alla carta (64-84 euro per tre portate più dessert compreso il coperto).

Per quanto riguarda i vini, la relativa poderosa carta è accompagnata in ogni pagina da citazioni illustri; quella di Leonardo da Vinci recita che “ molta felicità sia agli uomini che nascono dove si trovano i vini buoni”. Che qui non mancano davvero, a partire da un elenco di ben 52 etichette di “bollicine” (Prosecchi, Spumanti e Champagne).

Insomma, dopo aver gestito per decenni uno dei più bei ristoranti della provincia, qui non dormono sugli allori e tengono il passo con i tempi, anche con piatti che, pur avento titoli ingessati dall’eternità, vengono preparati in maniera consona ai dettami più attuali, senza intaccarne la bontà e la qualità: mica facile. Copmplimenti!

Luigino.filippi@alice.it

La recensione: a Bussana di Sanremo ristorante LA KAMBUSA

P1120103 - Copia Sanremo – LA KAMBUSA – Via al Mare 87 – Frazione Bussana  -                                                   Tel.     0184 514537

Nella curva di Arma dell’ex via Aurelia romana, c’è ancora una placca del TCI dei primi del secolo scorso indicante la direzione, le distanze etc… Un chilometro dopo c’è il lungomare di Bussana sul cui promontorio, spesso corrucciato da mareggiate, questo localino di tradizione ha una porticina ligure a due ante (occorre entrare ”di fianco”) che immette in una saletta rustica ma molto elegante, perfettamente in linea coi tempi in fatto di arredi, comodità delle poltrone, mise en place con classicissimo tovagliato crème, piccolo bouquet ai tavoli e, anche in fatto di temperatura, vi si trova un calduccio che purtroppo è raramente reperibile nei ristoranti.

Gli ANTIPASTI DI MARE sono quattro (13-15 euro). Tra questi è sempre presente lo splendido Salmone scozzese affumicato con alga Nori e crema di yogurt; in alternativa cito i delicati Moscardini in guazzetto con gli “aerei” Fagioli di Pigna.  Quattro anche gli ANTIPASTI DI TERRA (€ 12-15) tra i quali un semplice ma non banale Sformatino di Parmigiano Reggiano con salsa di noci; oppure quello di peperoni  e il fondente della rara Toma di Arzene che lo accompagna. I PRIMI PIATTI DI MARE (€14-15) sono sette, tra questi cito gli Spaghetti alla chitarra con Gamberoni all’aglio, olio e peperoncino; oppure i Paccheri con vongole veraci e bottarga di muggine; o ancora il Risotto al Prosecco e petali di storione. L’assortimento è, evidentemente notevole, con altrettanti sei piatti di PRIMI PIATTI DI TERRA, tra i quali il risotto ai funghi porcini (in stagione), oppure le tagliatelle all’uovo con asparagi e Scamorza pugliese. Per quanto riguarda i SECONDI i pesci e i crostacei vengono proposti giornalmente, a voce, secondo le disponibilità del mercato e la fantasia dello chef. Potete quindi e comunque contare su un pesce intero, sfilettabile se di misura troppa grande per voi. E’ uno dei rari ristoranti in cui potete azzardarvi a farvelo cucinare al sale, con un filo d’olio EVO: godrete del profumo del pesce pescato nel Ponente Ligure, che sa di “nitassu”, un motto in vernacoli sanremasco, intraducibile, che indica un  aroma particolare ed esclusivo.  Va da se che anche i crostacei sono all’altezza di una vera e sincera cucina ponentina, dove la semplicità valorizza il prodotto, servito senza “salsina di” , “su vellutata di” e neppure  “su fondo di”…. Nelle carni è offerto un assortimento di filetto cucinato in otto ricette (€ 26-30).  Per quanto riguarda i DESSERT la “tradizione” della casa è di non mettere nulla … per iscritto, ma frascheggiare un po’ declamandoli lentamente, illustrandoli con giuste pause tra un versetto e l’altro. Sono sei proposte, a volte di più, per cui spesso occorre che il patron debba ricicisbearli sorridendo longanime. Ho trovato buonissimi la Stroscia con mousse di mascarpone e riduzione al caffè alla Sambuca, nonché il Parfait al cioccolato amaro e purea di pere William’s. . . Sorprendentemente è disponibile anche una ben assortita proposta di formaggi, della quale non ricordo di eguali , con tanto di descrizione per ciascuno, abbinamenti etc etc. La casa ha anche delle SPECIALITA’ SU PRENOTAZIONE: Paella alla Valenciana (€ 25) , Zuppa di pesce (€ 30) e l’Aragosta dello Chef, a prezzo variabile a seconda della stagione e del mercato.

La carta vini è tomo voluminoso in pelle, con un elenco sterminato di etichette ben selezionate ed assortite, con prezzi normali  (ed anche molte mezze bottiglie che consentono delle libertà ai commensali). Segnalo: Tra Donne Sole un Sauvignon/Chardonnay di Terre da Vino a 18 euro, un Radici di Mastroberadino a 30 euro e, per San Valentino, la possiblità di cenare a tutto pasto con uno Champagne Louis Brochet a 53 euro.

Il servizio ovviamente è in linea con la piacevolezza dell’insieme di un locale dove, nelle giornate Festivaliere è stato preso d’assalto da i veri VIP che non amavano stare in vetrina ed anzi amavano appartarsi per godere di un servizio da principini, senza enfasi, nella calma di un lungomare d’inverno, con la voluttà di una cucina seria, senza trallallà di maniera. Ed anche a prezzi da amici, ora è tutto per noi.

Luigino.filippi@alice.it -

Dalla frontiera a Savona, ecco i 31 ristoranti adatti a San Valentino

19 5 2016 (7) - CopiaEcco 31 Ristoranti del Ponente Ligure, elencati dalla frontiera fino a Savona, a mio avviso più adatti adatti alla sera di San Valentino.  In essi  l’atmosfera è garantita, così come un buon servizio. In fatto di cucina i locali sono eterogenei, ma validi e sono tutti presenti su Guide Nazionali, spesso da molti anni. Prenotate per tempo e Buon San Valentino!

A Gorbio (sopra a Menton) – LE BEAU SEJOUR:  per una bomboniera all’estero e atmosfere molto francesi.

A Menton – MARCO: ciò che conquista qui è l’ambiente rilassante in boiserie da antico Yacht Club, sulla punta del molo di Garavan.

A Ventimiglia- BALZI ROSSI:  pendendo sulle onde che si infrangono a 5 metri della sua sala sottostante. Servizio impeccabile.

A Ventimiglia – MARCO POLO: notevoli l’atmosfera classica, il servizio e l’entusiasmo del giovane Cuoco e dell’insieme.

A Isolabona –  AU CIAN: un confortevole sito, con camere, in un ambiente rustico ma elegante con grande charme. Ha camere.

A Bordighera – LIDO GIUNCHETTO: un’oasi tra i banani abbracciata dallo sciabordio del mare stile Club Med.

A Bordighera – ROMOLO A MAREA: antistante la spiaggia: comodità e fascino di atmosfere marine d’antan.

A Sanremo – MORGANA VICTORY BAY: musica, ambiente per single molto glamour per trentenni e “branché”.

A Sanremo – BUCA CENA : nella pace del campo golf, un ambiente molto English, con Laura, violinista importante (de La Scala).

A Sanremo – PAOLO E BARBARA: una bomboniera per 20 persone. Il TOP della cucina ponentina, nella calma e confort, ma in centro.

A Sanremo – Hotel MIRAMARE: lusso e classe nel rinnovato albergo TOP di Sanremo. Ovviamente ha camere all’altezza della sua fama.

A Sanremo - MOTOBARCA PATRIZIA:  la tradizione marinara di una intera famiglia, ben servita, in ambiente giovane e di fascino.

A Sanremo – GLAM: nel posto giusto al momento giusto, per vedere e farsi vedere a Sanremo, ben serviti mentre vi godete l’Imperatrice.

Ad Arma di Taggia – LA CONCHIGLIA: un ambiente senza tempo,  con  atmosfera e servizio “giusti”. Troverete anche una rosa ad ogni tavolo.

A Badalucco – LE MACINE DEL CONFLUENTE: per sognare davanti a due caminetti, serviti con garbo e generosità; camere di charme.

A Lingueglietta DA U TITTI: nel borgo da favola, una ristorante bomboniera per principini moderni. Molti giovani eleganti.

A Imperia – SARRI: un ambiente moderno e minimalista, per un cuoco blasonato; buon servizio, bravo sommelier e carta vini OK.

A Imperia – BRACCIOFORTE: il principio della ristorazione imperiese. Di fronte a una banchina con yacht da sogno.

San Bartolomeo al Mare – La FEMME: un locale che nel suo insieme, celebra, appunto “La Femme”, regina del San Valentino.

Cervo – SAN GIORGIO: tre sale intime “ligurissime” più un bistrot. La stupefacente cantina e l’insieme meritano il viaggio. Camere di charme.

Andora – ROCCE DI PINAMARE: nella pinetina della baia da Mari del Sud, la sosta sarà romantica. Il servizio è impeccabile e la cantina fornita.

Ad Alassio – LA VIGNA: l’ambiente rustico-elegante e romantico domina il golfo più bello del Ponente. I clamori del mondo paiono lontani.

A Ranzo – MOISIELLO: un ristorante incredibile per l’entroterra, di ambiente quasi francesizzante, con caminetto in marmo, servizio molto “english”.

A Castelbianco – SCOLA: una locanda di charme e di tendenza, con un cuoco Montecarlino: potreste provarne delle belle.

A Castelbianco: LOCANDA GIN : un ambientino familiare ma dalle mise en place importanti. Cantina visitabile. Servizio capace e cordiale.

A Borgio Verezzi – DOC  (foto): nella casa in centro che pur splende solinga nella notte, l’atmosfera è tra le più romantiche  delle due Riviere.

A Finale Ligure – I TORCHI: in un antico frantoio riattato, c’è tutto: storia, eleganza, servizio ben curato. Per una sosta calma e tutta rosa.

A Noli – DA PINO:  mattator Pino accoglie al di là delle vetrate sul lungomare con franchezza e comunicativa; da decenni tutti tornano.

A Noli – IL VESCOVADO: l’ascensore esterno porta al nido d’aquila: Per gli innamorati, volendo c’è anche una … chiesetta.

A Bergeggi – CLAUDIO: i tendaggi svolazzano sulla collina davanti alle scogliere e all’isolotto di Bergeggi. Le navi passano e qui tutto va.

A Savona – SPURCACCIUN-A: come foste ai Caraibi, ben serviti, anche su tappeti volanti, da un sosia di Nicolas Chage. Cantina TOP.

Ad Altare: QUINTILIO: cucina di confine Liguria/Piemonte. C’è anche un tavolo in cantina (fornitissima). Patronne adorabile.

villa gallici 2 (1)

Un San Valentino tutto charme e voluttà? Villa GALLICI in Provenza.

villa gallici 2 (1)VILLA GALLICI – Aix en Provence (13100)

Avenue de la Violette – Tel. +33 (0)442 23 29 23

E’ un “Welcome Trophy” della Relais & Chateau, un Top Romantic del mondo, sito “ovviamente” in  Avenue de la VIOLETTE (il nome giusto n!), appartenente a ROBERTO POLITO Gruppo Baglioni Hotels, situato nel cuore di Aix en Provence, ma dal cuore italianissimo. Già antico palazzotto fiorentino, la struttura di soli 1000 mq. , costruita in pietra provenzale rosa pallido/maturo, in un giardino lussureggiante, che fa impallidire la fama della cittadina circostante ed anzi invita a … non uscire dal cancello neppure in inverno, quando il sole  scende diritto verso la invitante piscina riscaldata, rasentando gli alberi maestosi. Le sue camere onuste e molto romantiche, ciascuna con terrazza o giardino,Villa Gallici   sono tappezzate con tessuti firmatissimi (Vichy,  Canovas, Braquenier, Frey, Nobilis-Fontan, Souleiado).villa gallici Le tinte sono luminose, predomina il giallo, colore del sole per eccellenza che riflette all’interno la vita degli esterni, addolcendone la luce franca e riscaldando l’atmosfera delle stanze. All’ora del the fluttuano ovunque atmosfere di calma e voluttà.  Sono passati da qui le Star e il Gotha del mondo intero perché la passione, il talento e il desiderio di costituire un luogo di dolci atmosfere, sono riuscite a fare della Villa una vera Maison dove si celebra l’arte di ricevere con discrezione, con prestigiosa convivialità, classe e trattamento VIP 24 ore su 24. Le parole d’ordine sono di cinque “C”: Cortesia, Carattere, Calma, Charme e Cucina”.c

Tuffatevi a capofitto nel cuore della Provence con una sosta romantica che pare costruita su misura per Italiani raffinati e gustate i sapori della cucina, che lo “Chef Christophe GAVOT, Maitre Restaurateur National e l’eccellente Maitre d’Hotel Julien GROS e il suo fedelissimo Secondo Rémy COSTE, abbinano con eleganza utilizzando i migliori prodotti della Provence e dell’Italia, così da presentarvi una gastronomia da tricolori diversi ma in osmosi. villa gallici 3Qualche esempio: tra le Entrées le  Noisettes du Piemont en Stracciatella de foie gras de la Ferme du Puntoun aux « Brutti e Buoni », pate de noisette du Piemont, briochette grillée. Oppure la Tartare de Gamberoni du Golfe de Sanremo, gelée d’orange sanguines, Pistou d’épinards, huile d’olive citrino, zeste de citron confits, consommé au poivre tchulic.  Nei Vegétal et Pates  ecco il Minestroné végetal, velouté tiède d’artichauts, pistou, courge Butternut, artichauts barigoules, poivron grilles, ail noir du Japon. Oppure i Ravioles maison comme un « Vitello Tonato », crème de vetrèche de thon aux capres, olives séchées, vieux Pecorino Sarde. Segue il capitolo  MER, con il  Filet de Daurade Royale, purée de panais, fenouil et Beurre blanc au Prosecco, déclinaison càpres de Pantelleria au sel, séchées cucunci, feuilles – Oppure il Saint-Pierre roti, lentilles de Castellucciò, oignons au Balsamique, bœuf séché des Alpes Italiennes, huile d’olive du Moulin de Castelas légèrement parfumé à l’ail. Segue il titolo TERRE che, ad esempio, offre il Filet di Selle d’agneau du Sisteron en croute d’origan cuite au sautoir, cèpes à l’huile, polenta  fine bio ròtie “Mulino Marino Piemont”, jus d’agneau en vinaigrette. Nei DESSERT  poteva mancare un Babà romarin, des d’ananas, chantilly, vanille-romarin et coulis d’ananas? Sempreché non preferiate il Tiramisù léger, bisquit Savoiardi, gelée de Marsalà, diplomate café, tuile gruée de cacao.

La carta dei circa 200 vini svolge degnamente il suo compito. Il sommelier offre buoni consigli. Un esempio “vissuto” è il rosso Chorey-les-Beaune Tue-Boeuf 2017 della Domaine Francoise André per l’intero pasto, ma è disponibile anche una selezione a bicchieri diversi per ogni portata per abbinamenti da TOP gourmet..

In una sala ristorante, che è un salottino intimo con pochi tavoli, sontuose poltrone, dove il caminetto è sempre acceso e ogni particolare è curatissimo, il tempo passa dolce e leggero, forse anche grazie al servizio degno dell’alta Hotellerie Francese:  quasi devoto, ma senza il “turibolo” per le complimentazioni eccessive e ormai desuete.villa gallici 3  L’insieme di Villa Gallici è un eremo “giusto e perfetto” per San Valentino, che farà sfanalare come non mai gli occhi della vostra Valentina, per un souvenir memorabile. Per pregustare il sogno, il loro sito è  www.villagallici.com

Luigino.filippi@alice.it

La recensione: ristorante U TITTI a Lingueglietta di Cipressa

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Cipressa (Frazione LIngueglietta)

DA U TITTI

Via Dolmetta 2

Tel. 0183 754 510 — 339 887 7614

Dopo aver girellato piacevolmente nel minuscolo borgo, che merita almeno un’oretta per scoprirne qualche vero tesoro, a una ventina di passi dal parcheggio sotto i ruderi del castello, ecco l’invitante terrazza e la sua saletta dai pochi tavoli. In un ambiente decisamente minimalista ma di grande buon gusto e illuminazione ben studiata per creare atmosfera, nonché accorgimenti antirumore. Non manca la tovaglia passante (che all’aperto è invece completa), una bella candela ad ogni tavolo, nonché ogni altro particolare che dà la certezza di un locale condotto con amore.  Riporto il prologo di Riccardo chef/patron di questa bomboniera: “Dopo anni di percorsi, di incontri, di esperienze, sono approdato in questa terra stretta tra monti e mare, ricca di profumi e colori intensi. Dove c’è il contatto quotidiano con il piccolo produttore e il contadino, ho aperto il mio ristorante con Chiara compagna di lavoro e di vita. La nostra è una cucina di territorio, interpretata con creatività, che segue lo scorrere delle stagioni con i suoi profumi e sapori e materie prime. Il pane prodotto ogni giorno con farine bio con lievitazione naturale, l’olio EVO DOP, le paste artigianali fatte in casa, il pesce di questo mare e i dolci che sono la mia passione. Perché mangiare è il piacere e l’emozione che un piatto ci dà quando lo annusiamo, lo assaporiamo e lo viviamo …” Firmato Riccardo. La gente sa che le Guide hanno pregi e difetti, ma è molto controverso che i loro estensori abbiano … un cuore: ebbene confesso che parlando con Riccardo anche un “guidaiolo navigato e severo” può anche commuoversi.

Con le predette impegnative premesse/promesse e la giusta raccomandazione di disattivare la suoneria dei cellulari (finalmente!), ecco l’addetto che accende la vostra candela a lato della boule contenente una corolla fresca,  poi porta pani e grissini caldi, una focaccia inenarrabile, una ciotola di Olio EVO locale e un piccolo apetizer con il quale gustare un aperitivo e scegliere con tranquillità dalla carta. Carta che elenca: sei ANTIPASTI (dai 15 ai 18 euro), dai semplici ma non banali Carciofi in uovo di quaglia liquido, prescinseua, tartufo nero;  oppure l’Insalata croccante di trippa, radicette invernali, arance amare, mandorle affumicate, topinambur.  Seguono cinque PRIMI PIATTI (dai 15 ai 18 euro) tra i quali i Ravioli di oca stufata, mostarda di mele cotogne, brodo ristretto di zucca, zenzero e alloro, oppure gli Spaghetti di Gragnano Pastificio Gentile, cavolfiori, burro, colatura di alici e mele. I SECONDI sono soltanto quattro (da 18 a 25 euro), tra i quali il Rombo, carciofi, Parmigiano e Pata Negra per chi gradisce portate semplici, fino al più impegnativo Capocollo di Mora Romagnola cotto 72 ore, arachidi, salsa mole, chili, scarola ripassata. I DOLCI (da 8 a 10 euro) sono il vero plus di chef Riccardo Farnese che ha scuola ed esperienza da vendere nell’arte della pasticceria, della quale rispetta innanzitutto la regola della milligrammatura con risultati costanti in ogni preparazione.  In questa stagione i Marroni canditi, caffè, cioccolato, zenzero, miele e rosmarino, ma anche i Cachi, Armagnac, cannella, noci di macadamia, cioccolato, sono due delle quattro proposte davvero invitanti.

Per i più pigri e/o disposti a lasciar fare al cuoco esistono DUE MENU: il “MIO… “ di 5 portate a € 40 e “Il MIO 2.0” di 7 portate a € 55, che vengono serviti soltanto per l’intero tavolo.

La Carta dei vini (a partire da 18 euro), sempre in potenziamento, è proporzionata all’insieme e denota molta cura nella scelta di etichette collaudate e conosciute, ma anche di alcune particolari, come ad esempio in fatto di “bollicine”, uno Champagne Pascal Doquet Horizon B.deB. a 48 euro, servito ovviamente “comme il faut”, con secchiello a colonna…   Il servizio è capace, non si fa notare ma c’è, quand’ è il momento giusto e anche questo fa la differenza; in un mondo pieno di gente che apericena, aperipranza e aperimerenda, una sosta calma per principini dai palati fini e curiosi verso una cucina prudentemente innovativa, che però conserva il lume della ragione.  Anche al momento della “resa del conto” finale. Dimenticavo: il 5 febbraio li vedremo gareggiare con altri tre “players”, in TV, ne “I quattro ristoranti”. Scommetto che molte Bucche Sernue li preferiranno al Festival, oppure faranno molto zapping !

Luigino.filippi@alice.it – www.buongiornogourmet.it